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Un riassunto di tutto quello che dobbiamo ricordarci prima di vedere Peaky Blinders: The Immortal Man

Una scena di Peaky Blinders

Riassunto generale del finale di Peaky Blinders per prepararsi alla visione del film in uscita il 20 marzo.

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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Peaky Blinders.

La storia di Peaky Blinders non è semplicemente quella di una gang criminale di Birmingham. È una saga sulla guerra che continua anche quando la guerra è finita. È il racconto di un uomo che ha imparato troppo presto che il mondo appartiene a chi è disposto a prenderselo. Al centro di tutto c’è Tommy Shelby, interpretato da Cillian Murphy, un reduce della Prima guerra mondiale che torna a casa con una mente segnata dal trauma e una lucidità strategica che nessuno intorno a lui possiede. Quando la serie inizia, Tommy guida i Peaky Blinders insieme ai suoi fratelli Arthur e John, gestendo scommesse illegali e piccoli traffici nei quartieri operai di Birmingham.


Ma ciò che distingue Tommy dagli altri criminali è la sua visione: non vuole semplicemente controllare una strada o un quartiere, vuole costruire un impero. La guerra gli ha insegnato che la vita può finire da un momento all’altro, e questa consapevolezza lo rende implacabile. La sua mente funziona sempre qualche passo avanti rispetto agli altri, e ogni rischio diventa un’opportunità per salire più in alto. Il primo grande evento che cambia tutto è il furto accidentale di una cassa di armi militari, un errore che attira l’attenzione dello Stato britannico e porta a Birmingham l’ispettore Chester Campbell, determinato a distruggere i Peaky Blinders. Da quel momento in poi la storia non sarà più solo quella di una gang di strada: diventa una partita tra potere criminale, istituzioni e politica, una partita in cui Tommy Shelby dimostra di essere disposto a giocare senza alcuna regola pur di vincere.

L’ascesa dei Peaky Blinders: da gang di quartiere a impero criminale

Una scena di Peaky Blinders
Credits: BBC/Netflix

Dopo i primi scontri con la polizia e con i rivali locali, Tommy capisce che Birmingham è troppo piccola per le sue ambizioni. Il suo vero talento non è la violenza, ma la strategia. Dove gli altri vedono scontri tra bande, lui vede una rete di opportunità. Inizia così l’espansione dei Peaky Blinders verso Londra, dove entrano in contatto con criminali molto più potenti e pericolosi. Tra questi spicca Alfie Solomons, uno dei personaggi più imprevedibili della serie, un uomo geniale e folle allo stesso tempo, capace di passare da alleato a traditore nel giro di una conversazione. Il rapporto tra Alfie e Tommy diventa uno dei motori narrativi più affascinanti della serie: due menti brillanti che si rispettano, si ingannano e si usano a vicenda in un gioco costante di potere.

Nel frattempo l’organizzazione Shelby cresce, trasformandosi da semplice gang di scommettitori in una vera azienda criminale che controlla traffici, corse di cavalli, contrabbando e investimenti legali. Tommy capisce presto che il vero potere non sta solo nelle armi o nella paura, ma nella capacità di muoversi tra criminalità e politica. Inizia quindi a costruire una facciata rispettabile attraverso imprese legali e contatti con l’élite britannica. Tuttavia, ogni passo verso l’alto rende la situazione più pericolosa. Più l’impero Shelby cresce, più nemici accumula. Ogni alleanza è fragile, ogni successo porta nuove minacce. E soprattutto, mentre Tommy diventa sempre più potente, la distanza tra lui e la sua famiglia aumenta. Il potere che sta costruendo non è solo un’opportunità: è una trappola che lentamente inizia a chiudersi attorno a lui.

Le perdite che cambiano per sempre la famiglia Shelby

I peaky blinders al completo in una scena dell'omonima serie tv
credits: Netflix

Se le prime stagioni raccontano l’ascesa dei Peaky Blinders, le successive mostrano il prezzo di quel potere. La famiglia Shelby non è fatta di eroi invincibili, ma di uomini e donne che pagano ogni scelta con conseguenze devastanti. Uno dei momenti più traumatici della serie è la morte di John Shelby, uno dei fratelli di Tommy. La sua morte segna una frattura profonda nella famiglia, perché dimostra che neanche i Peaky Blinders sono intoccabili. Fino a quel momento la gang sembrava sempre riuscire a uscire vittoriosa da ogni conflitto, ma quel momento distrugge l’illusione di invincibilità.

Arthur Shelby, il fratello maggiore, reagisce come sempre ha fatto: sprofondando nella violenza e nell’instabilità emotiva. Tommy invece si chiude ancora di più in se stesso, diventando sempre più distante e calcolatore. Anche la vita sentimentale di Tommy subisce colpi devastanti. La relazione con Grace Shelby, una delle poche persone che riescono a vedere l’uomo dietro il gangster, finisce tragicamente con la sua morte. Questo evento cambia definitivamente Tommy Shelby. Da quel momento in poi smette di cercare una via d’uscita dalla vita criminale e si concentra esclusivamente sul potere. La perdita di Grace cancella la parte di lui che sperava ancora in una vita diversa. La sua ambizione diventa più fredda, più spietata, più isolata. Tommy Shelby continua a costruire il suo impero, ma lo fa ormai come un uomo che ha accettato che la felicità non farà mai più parte della sua vita.

La politica, il fascismo e il gioco più pericoloso di Tommy Shelby

Cillian Murphy in Peaky Blinders: The Immortal Man
Credits: Netflix

Nelle ultime stagioni della serie, Tommy Shelby entra definitivamente nel mondo della politica, trasformandosi da boss criminale a membro del Parlamento britannico. Questo passaggio rappresenta l’evoluzione finale della sua strategia: il potere non si conquista solo con la violenza, ma con l’influenza. Attraverso la politica, Tommy può muoversi tra governi, servizi segreti e grandi interessi economici. Ma questo nuovo livello di potere lo mette in contatto con nemici ancora più pericolosi, tra cui il leader fascista Oswald Mosley.

Tommy decide di infiltrarsi nel movimento fascista per sabotarlo dall’interno, una scelta che lo costringe a vivere costantemente sul filo del rasoio. Ogni conversazione può essere una trappola, ogni alleato può diventare un traditore. In questo periodo la mente di Tommy inizia a cedere sotto il peso delle responsabilità, dei sensi di colpa e dei ricordi della guerra. Il trauma che lo accompagna sin dalla prima stagione non scompare mai, ma nelle ultime stagioni diventa sempre più evidente. Le allucinazioni, l’insonnia e i pensieri suicidi mostrano quanto la sua mente sia logorata da anni di violenza e strategie politiche. Nonostante tutto, Tommy continua a muoversi come un giocatore di scacchi che vede la partita molto più avanti degli altri. Ma per la prima volta nella sua vita, il controllo assoluto che ha sempre esercitato sugli eventi sembra iniziare a sfuggirgli.

Il finale della serie e la verità sulla malattia di Tommy Shelby in Peaky Blinders

Credits: BBC Film/ Netflix

Il finale di Peaky Blinders rappresenta uno dei momenti più potenti e simbolici dell’intera serie, perché mette finalmente Tommy Shelby davanti a qualcosa che non può controllare: la propria morte. Per tutta la stagione finale, infatti, Tommy è convinto di essere malato terminale. Un medico gli comunica che ha una grave forma di tubercolosi e che gli restano solo pochi mesi di vita. Questa diagnosi cambia completamente il suo atteggiamento. Per la prima volta dall’inizio della storia, Tommy smette di pianificare il futuro e inizia invece a prepararsi alla fine.

Non è un uomo che teme la morte — dopo la guerra, la morte è sempre stata una presenza costante nella sua vita — ma è un uomo che teme di lasciare il proprio impero incompleto. Così decide di mettere ordine negli affari della famiglia, assicurarsi che i suoi figli siano protetti e sistemare gli ultimi conti rimasti aperti. Ma il peso psicologico di questa consapevolezza è enorme.

Peaky Blinders e l’isolamento di Thomas Shelby

Tommy si isola sempre di più, si allontana dalla famiglia e si rifugia in una sorta di esilio volontario. Vive in una roulotte nel mezzo del nulla, lontano dalla città e da tutto ciò che ha costruito. È come se stesse lentamente cancellando se stesso dal mondo. Tuttavia, proprio quando sembra pronto ad accettare il proprio destino, arriva il colpo di scena finale. Tommy scopre che la sua malattia non è reale. Il medico che lo aveva visitato faceva parte di un complotto più grande per manipolarlo e spingerlo al suicidio.

La diagnosi era una menzogna. Questo momento rappresenta una svolta fondamentale nel destino del personaggio. Per mesi Tommy ha vissuto come un uomo già morto, e quando scopre la verità capisce di essere stato ancora una volta usato come pedina in un gioco di potere più grande. L’ultima scena della serie è simbolica: Tommy distrugge la roulotte in cui aveva scelto di isolarsi, come se stesse bruciando la versione di sé che aveva accettato la sconfitta. Non è malato. Non è finito. E soprattutto non ha ancora smesso di combattere.

Dove si inserisce Peaky Blinders:The Immortal Man?

Il film Peaky Blinders: The Immortal Man riparte proprio da questo momento di rinascita. Tommy Shelby non è morto, non è malato e non ha abbandonato il suo posto nel mondo. Ma la situazione che lo circonda è cambiata radicalmente. Se la serie raccontava l’ascesa dell’impero Shelby e la trasformazione di Tommy da gangster a figura politica, il film si inserisce in un periodo storico ancora più turbolento. L’Europa si sta avvicinando alla Seconda guerra mondiale e le tensioni politiche stanno diventando sempre più esplosive.

Questo significa che il gioco di potere in cui Tommy si è inserito negli ultimi anni diventerà ancora più pericoloso. Nel corso della serie, Tommy ha dimostrato di saper sopravvivere a tutto: alle guerre, ai tradimenti, agli attentati, alle perdite personali e persino alla propria presunta condanna a morte. È proprio questo il significato che sembra suggerire il titolo The Immortal Man. Non perché Tommy Shelby sia davvero immortale, ma perché continua a sopravvivere a situazioni che distruggerebbero chiunque altro. Ogni volta che sembra arrivato alla fine della sua storia, trova un modo per rialzarsi e continuare a muoversi.

La fine di Peaky Blinders?

Tuttavia, proprio questa capacità di sopravvivenza è anche la sua maledizione. Perché sopravvivere significa continuare a portarsi dietro il peso di tutte le decisioni prese, di tutte le persone perse e di tutti i fantasmi del passato. Il film probabilmente non racconterà semplicemente un’altra battaglia per il potere, ma l’ultima fase del viaggio di Tommy Shelby: quella in cui un uomo che ha conquistato tutto deve finalmente confrontarsi con ciò che resta di sé.

Dopo vent’anni di guerre personali, complotti politici e imperi costruiti e distrutti, la vera domanda che The Immortal Man potrebbe porre è molto più profonda: cosa succede quando un uomo che ha sempre sfidato la morte continua a sopravvivere anche quando tutto intorno a lui è cambiato? Forse, per la prima volta, Tommy Shelby dovrà affrontare un nemico che non può sconfiggere con l’intelligenza o con la violenza: il peso del proprio passato e il significato finale della sua eredità.

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