Ammettiamolo: la serata duetti di Sanremo 2026 è quella che aspettiamo con più impazienza. È il momento in cui il Festival smette di essere solo una gara e diventa terreno fertile per l’imprevisto. Puro show. Almeno così era qualche tempo fa, segnata dal famigerato “Morgan-Bugo gate”. Abbiamo capito che può succedere davvero di tutto. Per questo, anche nell’era della prevedibilità e dei tempi serratissimi di Carlo Conti, ci scopriamo con un filo di speranza in più. Quasi a voler credere che, tra una gag comica studiata al millimetro e una standing ovation stroncata, possa ancora infilarsi quel momento storto, imperfetto, irripetibile. Quello che ci fa pensare che la perfezione – alla fine – è noiosa.
Quella dei duetti è stata una serata “al bacio” con performance di spessore, ecco le nostre Pagelle di Sanremo 2026
Elettra Lamborghini e Las Ketchup con “Aserejé” – Voto: 6,5
Elettra Lamborghini diventa un’icona insieme alle Las Ketchup. Una Betty Boop italiana, che già a inizio serata detta il livello di quello che vedremo. Non entra in punta di piedi: entra e decide il tono. E lo fa senza chiedere scusa (a parte al microfono). Sul palco del Festival di Sanremo, Elettra Lamborghini sembra ricordarci che il kitsch, se lo governi tu, diventa linguaggio. Diventa estetica. Diventa quasi manifesto.
Mi sono sentita come quando arriva quel periodo dell’anno in cui mi dedico solo ai teen drama dei primi anni Duemila. Senza ironia, senza distanza critica. Solo immersione totale. Quella dose precisa di nostalgia millennial che non provi a giustificare: la vuoi e basta. È un’iconicità d’altri tempi, non perché fosse migliore, ma perché era più spudorata. Meno filtrata. Più dichiarata. E per una sera ti ricordi che va bene anche così.