Il titolo, a dirla tutta, è meno incendiario di quel che sembra: “Supersex è più noiosa che sexy”. Ma occhio: la critica non è una vera e propria stroncatura.
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È arrivato uno dei giorni più attesi del mese delle serie tv: oggi, 6 marzo 2024, è sbarcata su Netflix la prima stagione di Supersex. Una serie incentrata sulla figura di Rocco Siffredi (ma solo fino a un certo punto), interpretata da un camaleontico Alessandro Borghi (“senza protesi, a quanto pare”).
Se n’è parlato fin troppo per mesi, pur senza avere un’idea precisa di cosa si sarebbe visto nella serie tv biografica. Ma il tema è quello che è: Rocco Siffredi, d’altronde, è un personaggio magnetico che attira inevitabilmente l’attenzione. E non sono mancati i pregiudizi e le stroncature preconcette connesse al tema stesso della serie tv.
Insomma, se da un lato la “pubblicità” negativa ha fatto da traino a Supersex, dall’altra si è fatto tutto quello che non si dovrebbe fare in questi casi: giudicare un libro dalla copertina.
Oggi, in ogni caso, è finalmente uscita e se ne potrà parlare con cognizione di causa. Come ha fatto uno dei magazine statunitensi più importanti del mondo, Variety, oggi online con una recensione che sembra più critica di quello che è.
Una recensione non certo carica di entusiasmo, ma la “noia” evocata nel titolo (qui il pezzo completo) sembra essere più connessa a un’analisi tematica di Supersex che a una valutazione qualitativa complessa.
Vi lasciamo con un piccolo stralcio della recensione, in attesa dell’arrivo della nostra nei prossimi giorni: “Sebbene la storia di Rocco sia ben rappresentata, il pubblico non troverà la narrativa biografica da alcuni auspicata. Netflix offre una versione doppiata in inglese, ma è preferibile la visione in lingua originale. Nel complesso, Supersex non rappresenta solo un bilancio della vita e della carriera di un uomo, ma uno sguardo alle vite che le persone creano quando osano muoversi nel mondo con la massima autenticità”.
Siamo curiosi: Rocco Siffredi, dopo averla vista, sostiene di “aver pianto per giorni”. Succederà anche a noi o vinceranno gli sbadigli? Ai posteri l’ardua sentenza.
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