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Manco il tempo di metterci alle spalle le polemiche sul finale di Stranger Things (per non parlare di quelle sul Making Of), e ci ritroviamo con una nuova controversia su una delle serie più popolari degli ultimi anni. Negli scorsi giorni, infatti, sono state rilasciate alcune informazioni specifiche su una serie animata ambientata nel mondo di Stranger Things, in arrivo su Netflix nel 2026. Abbiamo parlato di Stranger Things: Tales From ’85 nella giornata di ieri, annunciando il ritorno dei personaggi principali della serie madre: ambientato nel periodo intercorso tra la seconda e la terza stagione, vedrà la presenza di Undici, Mike, Will, Lucas, Dustin e Max.
Fin qui nessun problema, ma non è tutto. Oltre ai già citati, nel midquel di Stranger Things entrerà in scena anche un personaggio nuovo di zecca, Nikki Baxter.
Ma chi è? Secondo le prime indiscrezioni, dovrebbe essere una ragazza piuttosto vicina al gruppo storico di amici. E qui nasce il potenziale problema già evocato nella news di ieri: perché non l’avevamo mai sentita nominare, finora? E che fine farà, visto che non compare mai in Stranger Things né viene menzionata in alcun modo?
Molti temono allora che si possano creare dei buchi di trama o addirittura riscritture parziali del canon della serie. Noi, fino a prova contraria, non ci spingeremo a tanto, dando ancora fiducia agli autori: la meritano? Chissà. Tuttavia, è innegabile che possa essere una scelta molto rischiosa per la gestione della saga di Stranger Things. Nell’ultima stagione, in particolare, diverse questioni importanti sono state portate avanti, spiegate o chiuse con non poche forzature: la comparsa di Nikki Baxter potrebbe creare ulteriori problemi a riguardo. Oppure no, ci stiamo solo fasciando la testa prima del tempo, sul serio. Non vorremmo menzionare in tal senso la straordinaria gestione di Kim Wexler in Better Call Saul, visto l’evidente dislivello tra le due serie, ma sarebbe un ottimo esempio.
In ogni caso, per ora va bene così: le polemiche, talvolta, alimentano il successo di una serie. In un periodo in cui troppe serie vengono accolte con indifferenza, persino questo è il sintomo dell’eccezionalità di Stranger Things. Ma occhio a non esagerare: la corda, a un certo punto, rischia di spezzarsi. Sempre.
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