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Cillian Murphy presenta il film conclusivo di Peaky Blinders: «L’ultima cosa in cui vorrei essere è un film moralista»

Cillian Murphy in Peaky Blinders
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Ci siamo: pochi giorni ancora e scopriremo come si concluderà una delle serie tv più rilevanti degli ultimi anni, Peaky Blinders. Come ben sappiamo, la produzione britannica finirà con un film, in arrivo su Netflix il prossimo 20 marzo. Al di là delle previsioni e di ogni potenziale considerazione preliminare, è interessante scoprire cosa ne pensa uno dei diretti interessati. Il volto di punta, in questo caso. Cillian Murphy, interprete di Thomas Shelby, ha presentato The Immortal Man, il film conclusivo di Peaky Blinders, nel corso di un’intervista rilasciata al Telegraph, riportata tra gli altri da Variety.

Il film si inserirà in un contesto storico ben specifico, ben presente nella cinematografia degli ultimi anni: “Ma questo film lo usa con leggerezza: non è La Zona d’Interesse, diciamo così”, dice il protagonista di Peaky Blinders. E si avventura in alcuni interessanti confronti sull’approccio al cinema del pubblico, ben stratificato. Insomma, lo stesso film può essere visto in tanti modi diversi. Murphy è, come al solito, molto diretto: “L’ultima cosa in cui voglio essere coinvolto è un lavoro moralista o dogmatico, perché i film non dovrebbero mai dirti come ti senti. Dovrebbero solo porre domande. Questo dovrebbe essere un film d’azione divertente con un grande cuore, ma, a ben guardare, potrebbe anche essere provocatorio. Il miglior intrattenimento mainstream opera simultaneamente su questi livelli“.


Murphy lo sostiene a proposito del film conclusivo di Peaky Blinders, ma questo vale anche per un altro titolo che l’ha reso celebre negli ultimi anni, ambientato nello stesso periodo storico.

“Se vuoi parlare di dove siamo nel mondo e di quanto siamo vicini a un fo***to Armageddon nucleare, puoi pensare a Oppenheimer in questo modo. Ma se vuoi solo guardare un grande film con grandi esplosioni, allora va bene anche così”.

Ne riparleremo il prossimo 20 marzo: certi temi sono attuali come non mai.

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