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Il restringimento della soglia d’attenzione sta cambiando i film: la testimonianza di Matt Damon

Matt Damon nel film The Rip

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Niente di nuovo: il tema del restringimento della soglia d’attenzione del pubblico sta cambiando profondamente film e serie tv, costringendo produttori e autori a individuare nuove soluzioni per tenere gli spettatori incollati allo schermo. Impresa non semplice, visto che la visione è sempre più condizionata da distrazioni costanti: tra uno scroll casuale e l’altro, molti sono ormai abituati a guardare un film senza mai perdere di vista il proprio telefono. Un problema non da poco, ed è importante discuterne per capire che direzione prenderanno di conseguenza grande e piccolo schermo. Ne abbiamo parlato in un approfondimento di qualche tempo fa, e nei giorni scorsi è intervenuto sul tema anche Matt Damon.

L’attore, protagonista in questi giorni su Netflix del film The Rip con Ben Affleck, ha affrontato l’argomento nel corso di un’intervista rilasciata al programma “Joe Rogan Experience”. E l’ha fatto con un aneddoto particolare che offre diversi spunti d’analisi. Ecco le parole di Matt Damon: “Abbiamo imparato che il modo tradizionale di costruire un film d’azione prevede di solito tre grandi scene: una nel primo atto, una nel secondo e una nel terzo”, spiega Matt Damon. “La maggior parte del budget viene investita in quella del terzo atto, perché è il finale. Ora invece ti chiedono: ‘Possiamo farne una enorme nei primi cinque minuti? Vogliamo che la gente resti incollata’. E non sarebbe male se ripetessi la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché la gente guarda il film mentre è al telefono”.

Ripetiamo: niente di nuovo. Già un anno fa, d’altronde, se n’era parlato a proposito del film Irish Wish, un esempio possibile tra i tanti.

Matt Damon, tuttavia, evidenzia anche un altro aspetto: non sempre è così, se si parla di Netflix.

Cita a riguardo il caso di Adolescence, una delle migliori serie tv del 2025: “Guardi Adolescence e ti accorgi che non fa niente di tutto questo”, commenta Matt Damon. “Ed è fantastica: è cupa: tragica e intensa. Racconta di un uomo che scopre che suo figlio è accusato di omicidio. Ci sono lunghe inquadrature della nuca dei due personaggi. Salgono in macchina, nessuno dice una parola”. Un’eccezione alla regola? Lo capiremo meglio nei prossimi anni.

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