Raphael Bob-Waksberg, autore di BoJack Horseman, parla del futuro dell’animazione. E lo fa con grande onestà.
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L’autore, reduce dall’eccezionale di BoJack Horseman e prossimo al ritorno su Netflix con l’ambiziosa Long Story Short, si è lasciato ad andare ad alcune considerazioni interessanti sul futuro dell’animazione. Legato, in particolare, al coraggio che reti e studi dovrebbero mostrare, investendo su idee audaci e autori visionari. Intervistato da Deadline, Bob-Waksberg ha preso atto dell’attuale “contrazione del settore”. Secondo l’autore di BoJack Horseman, le decisioni dei gatekeeper vengono “prese per paura” nel panorama attuale, con cui “simpatizza”.
“Credo che ci siano molti artisti e autori che vogliono fare cose entusiasmanti e spingersi oltre i limiti dell’animazione per adulti“, continua. “Penso che sia difficile. Si preferisce sempre puntare sul sicuro piuttosto che su un rischio più grande, ma credo che nell’animazione per adulti ci sia più spazio per raccontare storie di quante ne abbiamo attualmente”. Dopo aver combinato quello che ha combinato con quel gioiello di BoJack Horseman, si comprende bene perché Bob-Waksberg si esprima così.
All’inizio, però, non era stato semplice: “Onestamente, BoJack Horseman ha risentito un po’ delle mie aspettative su come dovesse essere l’animazione per adulti”, aggiunge. “È diventata una serie migliore quando ho iniziato a scrivere quello che volevo. Ma mi chiedo anche se forse ho dovuto convincere la rete e il pubblico della serie, che era più familiare, per potermi permettere di fare alcune delle cose più strane”.
Alla luce di tutto ciò, non sorprende che la sua prossima opera si presenti con premesse davvero importanti. Ma di cosa parlerà Long Story Short? Del “modo in cui non veniamo rovinati dalle nostre famiglie, ma il modo in cui le nostre esperienze continuano a influenzarci e a risuonare dentro di noi”. Nuovo successo in vista dopo Bojack Horseman? Staremo a vedere, ma quello che più conta è che il coraggio non manca mai.
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