6) Emily in Paris

Sicuramente avrete sentito parlare, o avrete visto personalmente, Emily in Paris. Nelle ultime settimane se ne sta molto parlando, spesso non in toni lusinghieri. PerchƩ alla fine va detto: Emily in Paris fa schifo, ma non riesci a smettere di guardarla.
Ć la fiera degli stereotipi e dei clichĆ©, talmente esasperati che perfino un occhio poco attento riuscirebbe a riconoscerli. Ma non solo questi. Contribuisce a tediare lo spettatore l’inserimento di temi attuali trattati con la stessa superficiale leggerezza che contraddistingue la comedy. Allo stesso tempo i suoi protagonisti sembrano più delle macchiette che dei personaggi a tutto tondo: di Emily stessa ĆØ impossibile vederne i lati “negativi”, quelli che la rendono reale, perchĆ© ogni suo errore viene giustificato con buonismo.
Il tentativo era certo quello che di rendere la serie degna erede di Sex and the City o del classico Il Diavolo Veste Prada, ma il prodotto finale ĆØ un buco nell’acqua. Una serie che vuole far sognare, ma che diventa anche più inverosimile di una favola Disney.




