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5 puntate della Melevisione che ci hanno insegnato tantissimo

Melevisione

“C’è un posto al mondo, con un bel chiosco
Dove le tue fantasie fanno un bosco
E le tue fiabe fanno radici
Ed i tuoi giochi fanno nuovi amici…”

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Questa filastrocca vi dice qualcosa? E se vi dicessi che c’è un folletto ad aspettarvi dietro un bancone pieno di bibite colorate? Credo non abbiate più dubbi, stiamo parlando della Melevisione!

La Melevisione è stato un programma televisivo per bambini trasmesso su Rai Tre dal 1999 al 2010, e su Rai Yoyo, dal 2011 al 2015. Il programma è ambientato nel Fantabosco, un regno fiabesco popolato da personaggi come folletti, gnomi, principesse, streghe, fate, lupi, geni, orchi e molti altri.


Inizialmente, la Melevisione fungeva anche da programma contenitore di cartoni animati. Ogni puntata, infatti, era intervallata con serie animate come Papà castoro, Bob aggiustatutto, Lupi, streghe e giganti, e Il pianeta di Pipsqueak. A partire dalla sesta stagione la Melevisione diventa un programma a sé stante. Ogni puntata è incentrata sulle avventure dei personaggi sopracitati e ruotano tutte intorno a un tema preciso. Inoltre, ogni episodio contiene generalmente una canzone, una manualità e una filastrocca.

Sono molti gli insegnamenti che la Melevisione è stata in grado di darci. Scopriamo insieme alcune delle puntate più significative!

1×01 – Con la carta si può (1999)

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Credits: Rai

È con questa puntata che inizia la magia del Fantabosco. Tonio sta organizzando una festa per inaugurare il chiosco, così costruisce festoni, decorazioni e inviti per tutti gli abitanti. Affida la consegna degli inviti ai tre fratelli gnomi: Linfa, Ronfo e Lampo, che però non riescono a portare a termine il loro compito.

Nel frattempo, Strega Rosarospa, scopre che Tonio sta organizzando una festa e crede di non essere stata invitata. Decide allora di vendicarsi. Fortunatamente, quando la strega arriva al chiosco, Tonio e gli gnomi riescono a convincerla del disguido. Scoprono che gli inviti sono arrivati a destinazione e con l’arrivo degli altri personaggi delle fiabe, la festa ha inizio.

Questa puntata tratta il tema della creatività. Si possono creare tantissime cose con un po’ di ingegno, semplici materiali e tanta fantasia. La maggior parte delle puntate della Melevisione ha, infatti, uno spazio dedicato alla creazione di oggetti vari e di giochi. D’altronde, come dice anche la canzone di Tonio: “Lasciare stare incantesimi, perché tanto c’è la carta”.

5×95 – Il segreto di Fata Lina (2003)

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Credits: Rai

Fata Lina, molto spaventata e preoccupata, si reca a casa di Tonio, ma non lo trova. Decide allora di chiedere l’aiuto di Strega Salamandra: in cambio della sua voce, le chiede il potere dell’incenerire. Fortunatamente, l’affare non viene concluso, poiché arriva all’improvviso Lupo Lucio. Quest’ultimo va a raccontare l’accaduto a Tonio, che capisce che qualcosa non va e decide di cercare la Fata.

La trova al pozzo, intenta a scambiare i suoi soldi in cambio di una risposta alle sue domande. Tonio riesce a convincerla ad andare al chiosco, dove Fata Lina disegna due grosse mani nere su un suo ritratto. Tonio le chiede cosa sia successo, e dopo qualche reticenza, Fata Lina gli racconta tutto. Ha subito le attenzioni non desiderate da una guardia del re, che l’ha minacciata se ne avesse fatto parola con qualcuno. Grazie all’amicizia di Tonio, Fata Lina riesce a liberarsi dal suo peso e dalla sua vergogna e tornare alla sua vita.

Questa è sicuramente una delle puntate più importanti e significative della Melevisione. Parla del ricevere attenzioni non richieste e del potere della paura. Ci insegna quanto sia importante il consenso e soprattutto quanto sia fondamentale parlarne. Non si è mai soli in queste situazioni e non c’è nessuna vergogna nel chiedere aiuto. Per questo Tonio dice a Fata Lina: “Ho nascosto quella cosa in fondo a me perché, se non la vedo lei non c’è. […] Ma io so cosa ai mostri fa paura, il sole che taglia in due la notte buia. Apro la mia finestra a questo sole e apro la mia bocca alle parole”.

6×158 – Gli alberi narratori (2004)

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Credits: Rai

Orco Rubio è deciso ad abbattere tutti gli alberi della radura, perché gli impediscono di cacciare i cinghiali. Milo Cotogno e Fata Lina cercano di convincerlo a smettere spiegandogli l’importanza dell’ecosistema, ma l’orco non ne ha alcuna intenzione. Sarà l’arrivo di Re Quercia e della sua leggenda sugli alberi narratori, a portare una svolta nella storia.

In una radura misteriosa, ci sono 5 alberi molto particolari: sono gli alberi narratori, che una volta erano attori in carne e ossa. Passati dal Fantabosco però, fecero un torto alla terribile strega di allora, che li trasformò in alberi. A causa di questa maledizione, tutti quelli che mancano di rispetto agli alberi saranno trasformati in alberi essi stessi. Ed è esattamente quello che succede a Orco Rubio. Fortunatamente, Milo trova il modo di spezzare la maledizione e l’orco capirà l’importanza e il rispetto per la natura.

Questa è una puntata che, come molte altre della Melevisione, si sofferma sul concetto di ecosistema e di equilibrio della natura. È importante saper abitare il mondo e rispettare la terra che ci permette di vivere. Non dobbiamo mai dimenticare che flora e fauna sono i nostri compagni di vita, per questo bisogna sempre impegnarsi per la loro salvaguardia. Come dice Re Quercia, riferendosi agli alberi: “Se stai nel bosco a lungo, poi lo senti: sono molto di più, sono parenti”.

7×65 – Il Principe e la Bestia (2005) 

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Credits: Rai

Principessa Odessa è inconsolabile, perché Principe Giglio non le dà attenzione. Così, Milo Cotogno cerca di consolarla, spiegandole che il principe dovrà presto affrontare un torneo importante. Strega Salamandra, che di nascosto ha sentito le lamentele della principessa, capisce che quella è un’ottima occasione per combinarne una delle sue. Invita Odessa nel suo antro, promettendo di darle un filtro d’amore. La principessa decide di accettare e beve il filtro della strega.

Immediatamente si trasforma in un mostro, dall’aspetto di un leone e, disperata, intima alla strega di trovarle una cura. Nel frattempo, coperta da un mantello, decide di rifugiarsi nel bosco. È qui che incontrerà Principe Giglio, che però non la riconosce e cercherà di andarsene il prima possibile. Parlando con Milo, riconosce di essere stato un pessimo principe e decide di ritrovarla e aiutarla. L’unica cura per l’incantesimo è un bacio di principe, che Giglio decide di darle, riportando la principessa alla sua vera forma.

Questa puntata della Melevisione tratta il tema dell’accettazione e del pregiudizio. È importante non fermarsi alle apparenze, poiché essere diversi non vuol dire essere cattivi. L’aspetto è un metro di misura, che troppo spesso influenza il nostro giudizio e non ci permette di vedere oltre. Milo ci insegna ad essere ospitali e accoglienti con tutti; poiché, “non si vede bene che col cuore”.

9×29 Il cappello dei figli amati (2007)

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Credits: Rai

Shirin Scintilla è molto preoccupata, perché ha il sospetto di essere stata adottata. Parla del suo problema a Balia Bea e si appisola nella radura degli alberi narratori. La balia si reca subito al chiosco, per chiedere aiuto al folletto Milo Cotogno. Quest’ultimo la rincuora e le racconta che egli stesso è un figlio adottato. I suoi genitori ‘di pancia’, minacciati da una potente strega, hanno dovuto lasciarlo per proteggerlo. Hanno lasciato il folletto lungo una strada, che sapevano essere percorsa da una coppia gentile. I due, desiderando da tempo un figlio, quando videro la creatura, gli misero in testa un cappello scintillante, lo portarono con sé e lo crebbero con amore.

Milo e Balia Bea corrono a raccontare questa storia a Shirin, che nel suo sogno aveva ascoltato una storia simile dagli alberi. Essa raccontava di una coppia di folletti, che ricevette da una fata un cappello scintillante, il cappello dei figli amati. Un giorno, trovarono lungo la strada un piccolo folletto e mettendogli in testa quel cappello, capirono che era lui il figlio che desideravano. Milo capisce che quella è la sua storia e ne è estremamente felice. Re Quercia, appreso tutto ciò, decide di invitarlo a palazzo per raccontarla a tutti gli abitanti.

In questa puntata della Melevisione, la storia di Milo tratta il tema dell’adozione. Di quanto il legame di sangue non sia fondamentale nella costruzione dell’identità o della famiglia, poiché la cosa più importante è l’amore. L’amore che anche dei genitori adottivi possono dare, facendo diventare un figlio un vero figlio di cuore. La stessa Balia Bea è una mamma di cuore per Principessa Odessa, perché: “io non sono la mamma che ti ha messo al mondo, ma sono quella che ti ci ha tenuto”.

Queste sono solo alcune delle puntate dense di significati e messaggi che ci ha regalato la Melevisione. Infatti, ce ne sono molte altre che trattano temi come: il diritto al gioco, la diversità, l’ospitalità, il lutto. Questi episodi speciali di Melevisione sono stati creati nel corso degli anni con il patrocinio dei Ministeri dei trasporti, della pubblica istruzione, della sanità e dell’ambiente, nonché di Amnesty International.

Melevisione ha sempre avuto il coraggio di toccare temi importanti e delicati. Non si è mai limitata a raccontare storie semplici e scontate, ma ogni puntata conserva un insegnamento. Ha cercato le parole giuste per parlare ai bambini di temi complessi, estremamente difficili anche per gli adulti.

Melevisione è una mamma. Ti prende per mano e ti accompagna alla scoperta della vita, con lei affronti mille avventure, ti diverti, canti. Ma, ti dà un abbraccio anche nelle situazioni più difficili, ha sempre parole di conforto e consigli per affrontare i momenti più tristi. Melevisione ha trovato la chiave per raccontare la vita ai più piccoli, con dolcezza e sensibilità.

Melevisione non è soltanto un programma per bambini, è per tutti, perché ci insegna che: “le fiabe dicono più che la verità. E non solo perché raccontano che i draghi esistono, ma perché affermano che si possono sconfiggere”.

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