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La semifinale di MasterChef 15, cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, è stata una puntata che potremmo definire strana, imprevedibile. Con un record di ascolti che l’ha incoronata la puntata più vista della stagione, insieme a migliaia di spettatori siamo rimasti a bocca aperta nel vedere due papabili vincitori slacciarsi per sempre il grembiule di MasterChef 15.
Stiamo parlando di Alessandro, il dentista di MasterChef 15, e Niccolò, il pescatore fungaiolo per passione che è presto diventato uno dei concorrenti più ilari e amati del cooking show Sky Original. Pensare che non ci eravamo ancora ripresi dall’eliminazione di Matteo Lee, e siamo già qui a piangere di nuovo per due eliminazioni inattese.
Come ogni venerdì, abbiamo fatto quattro chiacchiere con i due concorrenti eliminati nella semifinale di MasterChef 15: Niccolò e Alessandro.

Questa volta abbiamo inziato con un tono perlopiù romantico, un tocco di dolcezza (non fermentata) era proprio quello che ci voleva dopo una puntata così “amara”. Così, Niccolò e Alessando ci hanno raccontato cosa rappresenta per loro la cucina.
Niccolò: “La cucina per me è amore. Quando prepari un piatto per i tuoi amici e vedi i loro occhi che brillano per qualcosa che hai creato, trasmetti amore ai commensali, ai tuoi amici. Per me quella è la cucina.”
Alessandro: “La cucina è amore per gli altri, ma anche amore per me stesso. Per quanto mi riguarda è una sorta di rifugio, un luogo dove è bello anche isolarsi. Sicuramente la cucina è bella perché è quasi sempre condivisione, ma quando cucino mi immergo completamente in quello che sto facendo e mi stacco da qualsiasi cosa, soprattutto in un mondo come quello di oggi dove tendiamo a essere sempre con il cellulare in mano. Sto cercando di trasmetterlo anche ai miei figli, perché è un’attività sana e bella: ti dà modo di vivere davvero quello che stai facendo. È una cosa che si fa con le mani, una cosa che ti fa proprio bene.“
Alessandro è un dentista appassionato del suo lavoro, e a MasterChef 15 si è dovuto confrontare con il fatidico “bivio” che divide il futuro ai fornelli e il camice da dentista.

Alessandro: “Cosa potrà essere la cucina dopo MasterChef 15 non lo so, vediamo cosa succede. Mi ritrovo ad avere la stessa passione di prima, ma con capacità sicuramente migliorate. È un’esperienza che ti dà modo di migliorare tanto: studi, ti immergi. L’aggettivo per MasterChef è “totalizzante”. Sei dentro un mondo e ti ci cali a 360 gradi. […] Io mi sento un dentista, ho una passione viscerale per il mio lavoro. Rispetto alla cucina vorrei che l’indole con cui mi sono iscritto a MasterChef non mi abbandonasse: non precludermi nulla, non chiudermi porte, seguire questa passione come ho fatto durante l’esperienza, farla crescere senza che si spenga”
Niccolò, invece, ha avuto a che fare con le tempistiche ristrette tipiche della cucina di MasterChef 15, una cosa che gli è stata paticolarmente utile.
Niccolò: “Quello che ho imparato a MasterChef, a parte le tempistiche – io prima di MasterChef ero molto lento: se dovevo cucinare con i miei amici il sabato sera, iniziavo il venerdì a fare le preparazioni – è stato proprio ridurre i tempi su alcune lavorazioni. Anche sull’impiattamento: a casa davo meno importanza alla presentazione del piatto, mentre in un programma televisivo che ha un grande impatto visivo la presentazione conta tantissimo. Ho cercato di migliorare molto da quel lato.”
Niccolò: “Il primo piatto che ho cucinato tornato a casa è stato il menù della finale. Dovevo per forza farlo assaggiare a mia mamma e a suo marito.”
Alessandro: “Il primo piatto che ho cucinato è stato per mia moglie, la mia compagna. È come se avessimo fatto MasterChef in due: io le ho lasciato famiglia e lavoro sulle spalle. Ho rifatto l’anguria, un po’ come l’ha fatta Niccolò nella cucinata con il guanto.“
Abbiamo ripercorso insieme i momenti più emozionanti e memorabili avvenuti dentro e fuori la cucina di MasterChef 15.

Niccolò: “Nella Masterclass ci sono state tante situazioni emozionanti. Forse la puntata in cui ho fatto la sfida finale con il Dottor Lee è stata la più intensa. Quando mi hanno tolto il grembiule e mi hanno dato la possibilità di andare all’ultimo step dello Skill Test mi sentivo di svenire. Fuori dalla MasterClass ricordo un pomeriggio in cui sono stato al parchetto abbracciato con il Dottor Lee. La sfida con lui mi riempie il cuore di orgoglio. Io non volevo cucinare contro di lui, ma alla fine, se proprio dovevo uscire, allora sarei uscito contro colui che reputo il migliore. È stata una sfida epica, per me un orgoglio confrontarmi con lui. Poi fuori dalla MasterClass c’è stato il momento in cui ho chiamato “imparanoiato” ad Alessandro perché non sapevo stirarmi la camicia e lui è arrivato subito, è diventato il mio stiratore ufficiale di camicie [ride ndr].“
Alessandro: “Nella Masterclass il momento più emozionante è stato il piatto del capriolo. Quel giorno avevo lo svantaggio inedito di cucinare senza una postazione. I giudici mi hanno fatto dei complimenti che mi hanno davvero stordito, soprattutto quando Cannavacciuolo mi ha parlato del bivio. Anche ieri sera, con l’eliminazione, so di avere un lato emotivo forte. Non voglio criticare nessuno, ma sono contento di aver dato sfogo alle mie emozioni per cose belle. Non mi sono messo a piangere per le critiche: mi è scappata la lacrima per qualcosa di bello, e questo mi fa piacere. Fuori dalla Masterclass è impossibile trovare un momento specifico. MasterChef è stata un’esperienza nell’esperienza. Ho vissuto una forma di cameratismo che forse solo chi fa il militare conosce: creare legami e vivere per un periodo con persone di età diverse dalla mia. Io faccio una vita con un lavoro impegnativo e due figli, uscire tutte le sere non è la quotidianità. È stato bellissimo, mi ha fatto sentire di nuovo un ragazzino.“
MasterChef 15 è stata un’esperienza intensa per entrambi, anche se in modi diversi. Due amanti della pesca e dei funghi che escono dalla MasteClass più ricchi sia dal punto di vista tecnico in cucina sia dal punto di vista personale.

Alessandro: “La cucina va bene in qualunque momento, è davvero la cosa in cui riesco a immergermi di più. Poi ci sono altre due attività che la sorte ha voluto accomunassero me e Niccolò: i funghi e i pesci. Essere fungaioli e pescatori è una cosa che ci unisce. Sono mondi difficili, che richiedono pazienza e conoscenza. Abbiamo già pescato e raccolto funghi insieme. La cucina però è sempre a portata di mano. “
Niccolò: “Il consiglio che mi sento di dare a chi vuole iscriversi a MasterChef e non ne ha il coraggio è di provarci. Io avevo un’ansia incredibile. Mi ha iscritto una mia grandissima amica, io non avrei mai avuto il coraggio. Oggi sono riuscito ad affrontare e vincere tante paure, compresa soprattutto l’ansia. A chi dice di avere troppa ansia per le telecamere, direi di farlo proprio per combattere queste paure e queste paranoie, per migliorarsi a livello personale“.
La finalissima di MasterChef 15 è ormai a un passo. La prossima settimana i giudici ci accompagneranno in un recap del percorso dei quattro aspiranti vincitori di MasterChef e poi – giovedì 5 Marzo alle 21.15 in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW – scopriremo chi sarà il quindicesimo MasterChef d’Italia.







