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Hotel Costiera – La Recensione del crime da cartolina di Prime Video

scena tratta dalla serie Hotel costiera

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Hotel Costiera, nuova serie disponibile su Prime Video, porta gli spettatori nella cornice spettacolare della Costiera Amalfitana. Ma dietro il lusso di un hotel a cinque stelle si nascondono però intrighi, segreti, indagini e tensioni.


La trama ruota intorno a un albergo che diventa teatro di storie oscure: turisti che arrivano per rilassarsi, ospiti che nascondono doppi giochi e un investigatore che non può fare a meno che farsi coinvolgere. Proprio lui, interpretato da Jesse Williams, diventa il filo rosso che lega i vari episodi assieme alla sua banda un po’ particolare.
La serie si muove sul labile filo del mistero e della cartolina turistica, alternando intrighi noir a scorci che possiamo vedere benissimo in uno spot di profumi. Sostanzialmente: guardi un caso da risolvere e intanto prenoti mentalmente una vacanza a Positano.

scena tratta dalla serie Hotel costiera
credits:Amazon Studios con Lux Vide

Hotel Costiera è un prodotto ibrido. Girata in Italia, recitata in inglese e solo dopo doppiata nelle altre lingue. Una scelta che la rende appetibile per il pubblico internazionale, anche se a noi italiani suona un po’ strano sentire gli “scugnizzi” parlare come in un telefilm americano. Il risultato è un curioso equilibrio: motorini, nonne che sbucciano fagiolini con la “parannanza” e dialetto, diventano cornice di dialoghi serrati che sembrano usciti da una serie crime made in USA. L’effetto a volte è affascinante, a volte straniante. Un po’ come vedere Stanis di Boris che fa Shakespeare: intenso, ma anche “troppo italiano”.

La struttura narrativa di Hotel Costiera gioca su due livelli. Da un lato c’è il giallo centrale, un mistero che attraversa tutta la stagione (la scomparsa della figlia del proprietario). Dall’altro ogni episodio porta avanti un caso o un intrigo diverso, che sembra chiudersi ma in realtà aggiunge un tassello al quadro generale.
Non esistono filler: ogni puntata conta. Chi salta un episodio rischia di perdersi dettagli fondamentali? Forse sì, anche se con un pochino di deduzione ci si arriva subito. È un approccio a metà tra il procedurale all’americana e il seriale europeo, con l’obiettivo di tenere incollati allo schermo spettatori diversi.

Il punto più favorevole della serie è di sicuro il protagonista Jesse Williams. Dopo anni passati in Grey’s Anatomy come il dottor Jackson Avery, eccolo reinventato in un ruolo che unisce carisma e malinconia. Qui interpreta un investigatore che cerca di risolvere i misteri dell’hotel. Williams regge bene il peso del protagonista, ma resta pur sempre “l’americano a Positano”: affascinante da vedere, meno convincente quando si mescola al folklore locale.

Oltre a Williams però, Hotel Costiera sfoggia un cast italiano variegato. Ci sono giovani attori emergenti e nomi più noti del cinema e della TV nostrana.
Nella prima puntata, spunta persino Elettra Lamborghini in un mini ruolo. Un’apparizione breve ma capace di far sorridere, perfetta per alleggerire i toni e per farci capire subito il tenore della serie. È un cast volutamente eterogeneo, pensato forse per dare colore e rendere ogni episodio riconoscibile.

Uno dei protagonisti della serie interpretato da AntonioGerardi
credits:Amazon Studios con Lux Vide

Insomma: è evidente che Hotel Costiera sia costruita per il pubblico statunitense. I cliché ci sono tutti: motorini nei vicoli, la nonna italiana, i bambini dal dialetto pittoresco, panorami che sembrano quadri. Eppure a mio avviso, non si cade mai nel ridicolo. La serie calibra i suoi stereotipi con attenzione, abbastanza da risultare accattivante per chi guarda l’Italia da lontano, senza scivolare nel grottesco.
Per noi italiani, invece, il rischio è il déjà-vu: l’ennesima versione televisiva della cartolina mediterranea, solo più USA e con dialoghi in inglese.

Ogni tanto però Hotel Costiera mi ha strappato una risata, grazie a battute ironiche inserite nei dialoghi o a situazioni volutamente sopra le righe. Ci sono momenti che funzionano, ma non bastano a dare alla serie una vera anima comica. Il tono resta a metà tra crime e drama, con l’ironia usata solo come spezia, mai come ingrediente principale.

Con Hotel Costiera, la piattaforma di streaming di Prime Video, conferma anzi ribadisce il suo interesse per produzioni italiane pensate per il pubblico globale. La scelta della Costiera Amalfitana come scenario è quasi ovvia: un brand internazionale che da solo basta a vendere la serie.
Il rischio è che dietro le cartoline ci sia poca sostanza narrativa. Ma dal punto di vista commerciale la mossa funziona: l’Italia continua a essere il sogno esotico che il pubblico straniero non smette di desiderare.

Jessie Williams protagonista di Hotel Costiera
credits: Amazon Studios con Lux Vide

In definitiva, Hotel Costiera è un prodotto che divide. Da un lato regala allo spettatore americano tutto ciò che si aspetta dall’Italia: panorami mozzafiato, acqua cristallina, persone vestite in maniera stilosa e il classico pizzico di mistero.

Comunque, il cameo di Elettra Lamborghini, i sorrisi strappati qua e là e la presenza magnetica di Jesse Williams non bastano a trasformarla in un capolavoro, ma rendono il tutto più digeribile (quasi come un limoncello dopo cena). È uno di quei prodotti che ti divertono senza impegno, perfetti da guardare se non si sa cosa guardare e si vuole vedere un prodotto leggero. In conclusione: Hotel Costiera resta quindi un esperimento curioso: a metà tra crime e romance. Ma se amate i gialli da cartolina, è la scelta giusta.

Ma bando alle ciance, una cosa è certa: la Costiera Amalfitana non ha bisogno di sceneggiature brillanti per brillare, perché anche ferma sullo sfondo ruba la scena a chiunque, Jesse Williams incluso.

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