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Grey’s Anatomy 22×11 – Un episodio di pura ruotine

Una scena tratta da Grey's Anatomy 22

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Più volte, nel corso delle ultime puntate di Grey’s Anatomy 22, ci siamo chiesti che cosa ci avrebbero raccontato le successive. Tutto sembrava ormai in gran parte risolto, ed era difficile intuire quale direzione volessero intraprendere. E un po’ di timore c’era, ed era più che legittimo. D’altronde, la decima puntata aveva chiuso alcuni dei nodi più rilevanti della stagione, e immaginare un futuro privo di ripetitività e forzature appariva, in quel momento, complesso. Ma, come dimostrano le ultime due puntate, Grey’s Anatomy 22 sta riuscendo a reinventarsi, offrendo a ogni episodio una prospettiva diversa.

La decima puntata si era concentrata, per esempio, soprattutto sulla storia della paziente Kate, raccontando prima la possibilità di guardare oltre, ricominciando finalmente a vivere, e poi la delusione nello scoprire di non poter proseguire la cura sperimentale. In questo episodio, Grey’s Anatomy 22 compie invece una scelta differente, raccontando qualcosa di più inedito fino ad adesso: la pura routine di un ospedale, un luogo in cui ci si ritrova, si lavora e si tenta di passare da un paziente all’altro facendo del proprio meglio per aiutarlo a uscire da lì migliore di come è entrato.


Nell’undicesima puntata di Grey’s Anatomy 22 sono in qualche modo stati tutti protagonisti grazie al racconto della routine del Grey Sloan Memorial Hospital

una scena tratta da Grey's Anatomy 22
Credits: ShondaLand/Disney+

C’è tensione al Grey Sloan Memorial Hospital. I personaggi fanno i conti con il loro lavoro, le responsabilità e la vita privata. È il caso di Teddy, che in questa puntata trova finalmente il coraggio di firmare i documenti del divorzio dopo aver rimandato il più possibile. Non si trattava di sentimenti o di amore nei confronti di Owen, ma della difficoltà di lasciare andare. Della paura di farlo. Ammettere un fallimento, anche quando è inevitabile, e accettare che quel capitolo sia ormai concluso significa ricominciare a camminare con le proprie gambe, lontana da ciò che per tanto tempo è stato casa.

E non è un caso: in questo episodio lo sguardo si rivolge spesso al passato, mettendo i personaggi di fronte alle proprie origini e radici. È ciò che accade a Simone e Jules, che affrontano il tema del congelamento degli ovuli da due prospettive opposte. Da una parte c’è Jules, che si avvicina a questa possibilità in modo pragmatico, senza lasciarsi sopraffare dalla paura. Dall’altra c’è Simone, che vive questa scelta con maggiore conflitto interiore, pensando a sua madre. Un pensiero che finisce per farla sentire inadeguata all’idea stessa di diventarlo. In modo sottile, Grey’s Anatomy 22 affronta così questo tema in maniera intima e personale, mostrando come ogni esperienza vissuta torni a farsi sentire quando ci troviamo davanti a decisioni così importanti, influenzandole fino a limitarci.

Nella stessa puntata, al Grey Sloan Memorial Hospital arriva Toni Wright, un medico che Amelia aveva già conosciuto in passato e il cui ritorno la destabilizza e la innervosisce. Fin da subito è evidente che tra le due esista una tensione irrisolta, e il finale della puntata chiarisce ogni dubbio: tra loro c’è stato qualcosa, e quella scintilla nata durante gli anni di formazione si è ora riaccesa sul posto di lavoro. Sono di nuovo profondamente vicine, ma anche irrimediabilmente diverse: nelle loro interazioni si è insinuato l’ego. Due menti brillanti che si mettono reciprocamente in discussione nel tentativo di prevalere. E, se abbiamo imparato qualcosa dalle Serie Tv, è facile immaginare che tutto questo possa trasformarsi presto in qualcosa di più di un semplice bacio.


una scena di Grey's Anatomy 22
Credits: ShondaLand/Disney+

A fare da cornice all’undicesimo episodio di Grey’s Anatomy 22 ci sono diversi casi medici con cui confrontarsi. Nel corso dell’episodio incontriamo infatti numerosi pazienti: alcuni sono chiamati a prendere decisioni difficili, altri stanno vivendo ore decisive. Nel mezzo, un personale medico costretto a scelte sempre più complesse. Questa puntata restituisce più di altre una visione d’insieme del Grey Sloan Memorial Hospital, mostrando con maggiore profondità la routine dell’ospedale, le interazioni tra pazienti e medici e il modo in cui questi affrontano ogni singolo caso.

Anche in questo episodio resta vivo quanto accaduto a Kate nella puntata precedente. I personaggi si confrontano con questa perdita: Bailey cerca di mantenere un approccio lucido e razionale, ricordando che ci sono ancora altri pazienti da seguire. Dall’altra parte, però, c’è chi si lascia assorbire completamente da questa vicenda, finendo per sottrarre attenzione agli altri casi. Una dinamica che, per la prima volta in questa stagione, porta Bailey ad assumere un atteggiamento fermo e autoritario. Nulla può essere trascurato, ogni secondo conta. E ogni caso concluso lascia immediatamente spazio a un altro, anche quando è difficile liberarsi del peso di certi dolori.


Una puntata più corale, ma capace di conquistare proprio attraverso la sua quotidianità. Un episodio che, nonostante i timori di qualche puntata fa, riesce a restituire fiducia: la ventiduesima stagione ha ancora qualcosa da raccontare.

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