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La Classifica dei 10 migliori film di Steven Spielberg

E.T.

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Se qualcuno mi chiedesse qual è il regista che più di ogni altro ha rappresentato la mia infanzia riempendola e arricchendola di avventura e di stupore, risponderei senza alcun dubbio: Steven Spielberg. Ricordo infatti con precisione la prima volta che vidi sullo schermo il Tyrannosaurus Rex di Jurassic Park o gli inseguimenti rocamboleschi di Indiana Jones (il primo grande amore nei confronti dell’archeologia). Per tutto il periodo della mia crescita (e anche oltre) ho sofferto della stessa sindrome di Dawson Leery, i cui sintomi si manifestano con rewatch compulsivi dei film del cineasta statunitense e copioni imparati a memoria per poi essere recitati durante alcuni spettacoli improvvisati con i miei cugini.

Mi rendo conto solo ora di ciò che hanno dovuto sopportare i famigliari e i vicini di casa sentendoci urlare a ottocento decibel le battute più incisive di Hook – Capitan Uncino o di E.T. Naturalmente non soltanto per qualche minuto della giornata, bensì da dopo la scuola fino all’ora di cena…altrimenti che gusto c’era? E ci arrabbiavamo pure se qualcuno di noi sbagliava l’intonazione o i “movimenti di scena”.

Del resto per noi Spielberg era un mito al pari di J. M. Barrie, Astrid Lindgren e Cristina D’Avena perché era (ed è) un artista che ha fatto della cinepresa la sua bacchetta magica e del cinema il mezzo con cui accendere la nostra fantasia e le nostre emozioni. È come un fanciullo nel corpo di un adulto, capace di raccontare con maestria storie dure e tragiche allo stesso modo di avventure divertenti e leggere ma in ogni caso sempre, immancabilmente commoventi. Se siete quindi pronti a fare un tuffo nella Storia del Cinema insieme a noi, ecco la Classifica dei 10 migliori film di Steven Spielberg.

 10) Duel

Duel
Credits: Imdb

L’ultimo posto coincide con il primo lungometraggio del regista, datato 1971. Il deserto nordamericano – uno dei luoghi più inospitali del pianeta – insieme a una lunga strada che lo percorre, monotona e abbagliata dalla luce tagliente del sole, fanno da sfondo alle azioni di Dave e del suo antagonista senza volto. La trama è semplice ma coinvolgente: la macchina rossa guidata dal protagonista sembra funzionare perfettamente, fino a che un difetto nascosto cambia le sorti dell’intera vicenda. L’uomo, guidando come può sull’asfalto ardente e senza fine, ha la sfortuna di imbattersi nel camion “Peterbilt” che lo inseguirà per tutta la durata della pellicola.

Duel, diretto da Spielberg con un budget bassissimo, introduce alcuni di quelli che sono i marchi distintivi del regista come il tema dell’ignoto, della paura e dell’imprevedibilità della vita. E per quanto un suo rewatch a distanza di anni risulti un po’ datato, riesce comunque nell’intento di tenere lo spettatore sulle spine. Il montaggio infatti è serratissimo, teso e ricco di atmosfera. Si vede già la stoffa del giovane regista nei continui tagli e nei cambi di ripresa (una tecnica che ritroveremo ancora più affinata nel terzo classificato di questo articolo). Mentre veniamo rapiti dall’inseguimento, alcune domande rimbalzano qua e là nel nostro pensiero. Dave scamperà alla minaccia omicida del camionista fantasma? Capirà mai il motivo di quella caccia insensata? Perché sta accadendo tutto questo? Quest’opera è l’inizio del viaggio artistico di Spielberg e per questa ragione non poteva assolutamente mancare nella nostra classifica.

9) Incontri ravvicinati del terzo tipo

Incontri ravvicinati del terzo tipo
Credits: Columbia Pictures, EMI Films

Il 1977 è stato un grande anno per la settima arte e tutti coloro che sono appassionati di Guerre Stellari lo sanno bene. Quella data infatti segnò l’uscita del primo episodio della saga (La minaccia fantasma) in contemporanea a Incontri ravvicinati del terzo tipo. L’approccio tra le due pellicole tuttavia fu più che mai divergente. Come sapete Star Wars è ambientato in un futuro lontano, dove gli umani si incontrano e si scontrano con civiltà aliene. Le due parti si capiscono e possono comunicare tra loro. Nel film di Steven Spielberg, invece, l’approccio al fantascientifico è completamente inedito. La storia si svolge nel tempo presente e i protagonisti non sanno come interagire con gli extraterrestri. Devono trovare un linguaggio universale tramite il quale stabilire un contatto, ma non è detto che la risposta dall’altra parte sia sicuramente pacifica.

Per creare questo linguaggio sonoro Spielberg si affida a John Williams, con il quale stringe un proficuo sodalizio che lo porterà a musicare alcuni dei film di questa classifica. L’epilogo finale, con le luci colorate che si accendono e si spengono ritmicamente ha avuto un impatto visivo talmente potente da essere rimasto scolpito nella storia del cinema, oltre che nei cuori degli ammiratori del genere. Incontri ravvicinati del terzo tipo è entrato di diritto nella cultura di massa, tanto che senza di esso non ci sarebbero state serie tv sci-fi come X-Files e Fringe. È stato inoltre citato in libri, fumetti (Dylan Dog n. 136) e da artisti musicali nostrani (Vasco Rossi, Sballi ravvicinati del terzo tipo) e internazionali (Dream Theater).

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