2. Blade Runner

Da un universo praticamente sconfinato passiamo a uno relativamente snello. Ma al contempo di una densità incredibile. Blade Runner – uscito nel 1982 – ha fatto segnare un vero e proprio prima e dopo per la cinema di fantascienza. Uno spartiacque decisivo, tanto che gran parte della produzione successiva deve tantissimo all’opera di Ridley Scott. Il film prende spunto da uno scritto di uno dei nomi principali della fantascienza letteraria: Do Androids dream of Electric Sheep? di Philip K. Dick. Ci ritroviamo in un futuro dalla pronunciata estetica cyberpunk. Un futuro segnato dal trionfo delle corporazioni e dalla presenza pervasiva delle macchine. E proprio qui sta il nucleo concettuale del film e dell’universo a cui dà origine.
Quante volte avete sentito le frasi “Ne ho viste cose che voi umani non potete immaginare” o ancora “Più umano dell’umano”? Immaginiamo che – anche se non avete mai visto Blade Runner e perfino se siete digiuni di fantascienza – queste frasi – anche sommariamente – non vi risuonino completamente nuove. Questo perché il film di Ridley Scott ha portato su un nuovo livello la riflessione sul rapporto tra l’uomo e la macchina. Tema centrale nella tradizione fantascientifica, questa relazione – quasi sempre conflittuale – viene qui declinata in chiave esistenziale. Blade Runner assorbe la preziosissima lezione di 2001: Odissea nello spazio e la cala a fondamento del proprio world-building. Con risultati grandiosi.
Tra città futuristiche, aziende dal potere sconfinato e una società prossima al collasso, il confine tra uomo e macchina diventa praticamente vano. E lo vediamo nei dubbi esistenziali del replicante Roy Batty. Nel suo trascendere la propria programmazione e interrogarsi sul senso della propria esistenza. Le vediamo nell’enigmatico Deckard e in quel finale ancora oggi impossibile da comprendere in pieno. Si respira praticamente in ogni angolo dell’universo dal futuro quantomai cupo e tormentato che Blade Runner ha saputo costruire. E la capacità dei replicanti di interrogarsi sul senso del proprio io – la presa di coscienza stessa di avere addirittura un io – è l’elemento fondamentale che rende vano questo confine tra uomo e macchina.
Il meraviglioso film del 1982 è rimasto a lungo la pressoché unica espressione di questo mondo, quantomeno su schermo. Fino al 2017, quando Denis Villeneuve – ancora Denis Villeneuve – è riuscito nella complicata missione di realizzare un sequel – degno di nota – del film di Scott. Ora l’universo di Blade Runner è in piena espansione, con anche una serie tv che sarà realizzata da Prime Video. Una crescita che non vediamo l’ora di osservare, a patto che venga mantenuta quella profondissima vena riflessiva ed esistenziale che rappresenta il cuore stesso di questo incredibile universo.
1. Il più mastodontico universo fantascientifico: Star Wars

E al primo posto non potevamo che trovare l’universo fantascientifico per eccellenza. Star Wars è oggi un sistema organico. Un profluvio di produzioni anche molto difficile da seguire. in origine era però una semplice idea. Un’ambizione nata dal genio di George Lucas. Un germoglio divenuto un gigantesco albero dalle migliaia di rami. Il 1977 è un anno storico per la fantascienza. Abbiamo già parlato di Alien, ma in quello stesso anno esce anche il mitico Guerre Stellari. Un film capace di cambiare per sempre il volto del genere fantascientifico.
Era probabilmente molto difficile – se non impossibile – immaginare in quel momento la portata che avrebbe avuto il film di George Lucas. A ben vedere però Star Wars conteneva immediatamente quei fattori che l’avrebbero consacrato come saga per eccellenza del cinema di fantascienza. Ci sono infatti alcuni elementi pop che sono abbastanza estranei al genere e che invece hanno piazzato Star Wars tra i più grandi blockbuster di sempre. Tutto è stato immediatamente riconoscibilissimo in Guerre Stellari. I personaggi. Le musiche. I luoghi. Il più grande cattivo della storia del cinema. In questi elementi estremamente riconoscibili sta l’estetica pop che ha portato Star Wars su un livello diverso. Però poi c’è anche la grande fantascienza, che non può mancare in un universo del genere.
Quello di Star Wars è un mondo polarizzato. Semplicistico solo all’apparenza, perché in realtà è evidente sin da subito quanto pesi il sottotesto nella narrazione. La caratterizzazione dell’Impero sulla falsariga del Terzo Reich. Gli Jedi e il loro complesso sistema spirituale. La Forza come elemento sovrannaturale ma allo stesso tempo fisico. Una vera e propria forza primigenia, paragonabile alla stessa essenza umana vista la sua capacità di correlarsi al bene e al male. Di pendere da una parte all’altra. Tutti questi elementi si rintracciano nel primissimo film e vengono poi sviluppati per tutta la prima trilogia di Star Wars. Col tempo poi l’universo si è espanso. Una trilogia prequel. Una sequel. Spin-off. Serie tv. Fumetti. Serie animate. Un mondo tutto da scoprire, realizzato puntualmente con una cura eccezionale. Anche laddove il livello narrativo si abbassa, il world-building rimane il grande punto di forza del franchise.
Da questa immensa e bellissima galassia lontana lontana giungiamo dunque alla fine di questo nostro viaggio. Abbiamo esplorato mondi incredibili. Universi complessi e suggestivi che solo la fantascienza sa creare. E noi non vogliamo assolutamente smettere di viaggiare. Tra questi universi e tanti altri ancora da scoprire.




