8. Star Wars e gli altri universi fantascientifici: Terminator

Cambiamo ora decisamente connotati e arriviamo in un universo che ruota attorno a un altro grandissimo topic del cinema di fantascienza: la ribellione delle macchine. Il primo Terminator ha fatto la propria comparsa al cinema nel 1984 e da lì la saga si è espansa con tutta un’altra serie di film e con produzioni a fumetti e seriali. Prima di entrare a fondo in questo mondo complesso ci sono da dire delle cose. Innanzitutto l’universo di Terminator non ha uno sviluppo canonico, ma si espande sfruttando abbondantemente il meccanismo del viaggio del tempo, andando così a creare diverse ramificazioni e timeline. Uno stratagemma che dà una parte garantisce molta libertà narrativa. Dall’altra però genera sicuramente un po’ di confusione e qualche contraddizione di troppo.
Inoltre quello di Terminator è un franchise che ha vissuto un declino costante e significativo. Dal primo film il livello produttivo è andato progressivamente scemando, calando di parecchio dopo il terzo capitolo. Per questo motivo la maggior parte dei riferimenti nell’immaginario collettivo sull’universo in questione provengono dal primissimo Terminator o al massimo dalla produzione immediatamente conseguente. Poi ci sono tutto l’ecosistema di fumetti e serie televisive ad arricchire – e al contempo complicare – ancora di più la timeline dell’universo. Insomma, tutto ciò per dire che gli apporti più significativi vengono comunque dalle origini della saga.
Torniamo all’ambientazione. Lo scontro che osserviamo in Terminator è più frontale e – per certi versi – familiare. C’è la famosa ribellione delle macchine guidata da Skynet, un’intelligenza artificiale capace di acquisire una propria coscienza, e c’è di contro la resistenza di un’umanità costretta a subire l’invasione degli automi. A fare le fortune di questo universo intervengono diversi fattori. Intanto il meccanismo del viaggio nel tempo. Poi c’è la mitica figura del Terminator, divenuto un’icona grazie all’interpretazione di Arnold Schwarzenegger. Elementi che si aggiungono a un racconto che incarna alcuni timori dell’uomo come la diffidenza verso la tecnologia e la paura del progresso. E così nasce uno dei più amati universi fantascientifici di sempre.
7. Alien

Proprio in queste settimane stiamo assistendo all’espansione televisiva di uno dei più amati franchise fantascientifici: Alien: Pianeta Terra sta ricostituendo una parte significativa delle fondamenta poste dal mitico film di Ridley Scott del 1977. Una pellicola che ha fatto storia, portando in scena una fantascienza ampiamente contaminata con l’horror. Nei primi tempi l’universo di Alien è stato piuttosto ristretto. Poi – con l’espansione della saga – questo universo si è ampliato, fino a essere completamente reindirizzato con le opere prequel – Prometheus e Covenant – e adesso proprio con Alien: Pianeta Terra (visibile – se volete recuperarlo – su Disney+).
La semplicità dell’universo introdotto dal film di Ridley Scott è tale solo all’apparenza. In realtà sin dagli inizi troviamo nell’opera moltissime tematiche capaci di arricchire il mondo dello xenomorfo. Ci sono in Alien diversi temi canonici della fantascienza. La minaccia dell’ignoto. Il conflitto tra specie. La ribellione delle macchine. L’elemento distintivo è poi – come detto – quell’atmosfera horror unica. Quell’incubo claustrofobico che Alien ha saputo sfruttare al massimo e che proprio di recente ha riproposto in grande stile con l’ultimo capitolo cinematografico della saga: Alien: Romulus.
Già molto ricco di suo, l’universo di Alien è ancora in continua espansione. L’apporto di Alien: Pianeta Terra in tal senso è davvero incredibile. Al di là dei giudizi di merito sulla serie. L’esperienza televisiva è la dimostrazione di quanto sia vivo – e ancora molto profondo da esplorare – l’universo di Alien. Un mondo che va ben oltre la minaccia dello xenomorfo e la trappola di un’astronave. Un universo le cui pieghe mostrano – come solo la grande fantascienza sa fare – quei timori che l’essere umano vive come specie.




