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Dopo avervi parlato delle peggiori serie tv italiane su IMDb, è tempo ora di passare al grande schermo. Al cinema la tradizione italiana è sempre stata fortissima. A fronte di fisiologici fasi calanti, l’Italia ha sempre giocato un ruolo di primissimo piano nella settima arte. Straordinari registi come Federico Fellini, Mario Monicelli o Sergio Leone sono stati ammirati e imitati in tutto il mondo e tantissimi film italiani sono diventati delle vere e proprie icone per gli appassionati di tutto il globo. C’è operò anche un altro lato della medaglia. Come sempre, d’altronde. C’è anche una grande fetta di produzione che di certo non può definirsi di qualità e noi oggi siamo proprio qui per questo. Per parlarvi di alcuni dei peggiori film italiani di sempre.
Per stilare questa classifica abbiamo scelto uno dei migliori metodi oggettivi applicabili. Il rating su IMDb, aggregatore che condensa le impressioni del pubblico e quelle della critica, restituendo un quadro abbastanza fedele nella riuscita di un’opera. Intraprendiamo, dunque, questo viaggio nel peggio del cinema italiano. Tra film fortunatamente sconosciuti, flop clamorosi e titoli che magari costituiscono il guilty pleasure di qualcuno, ma il cui livello basso è davvero innegabile.
15. I peggiori film italiani su IMDb: Intrigo a Cuba (3.1)
Cominciamo proprio da un film che molti di voi non avranno nemmeno mai sentito nominare. E menomale. Siamo nel 2004, verso il crepuscolo dell’epoca cinepanettone, con la produzione italiana intenta a cercare una formula che ne emuli il successo e riesca e perpetrarlo. Un tentativo portato avanti anche da Intrigo a Cuba. Inutile dire che non sia riuscito. Il 3.1 su IMDb è abbastanza eloquente per un film che aderisce a tutti i cliché possibili che potete immaginare. L’anima stessa del racconto è un’accozzaglia di elementi. Il “caso” mette tre ragazzi (rigorosamente stereotipati nei ruoli del “napoletano”, del “toscano” e dell’amante lasciato e disperato) al centro di un misterioso e strampalato intrigo internazionale.
Peccato che una volta giunti nella soleggiata Cuba, l’intrigo scompaia, lasciando spazio a tutto ciò che vi aspettereste da una commedia ambientata a L’Havana. Sole, spiagge e una sessualità stereotipata che oggi risulta apertamente imbarazzante da vedere. I tre protagonisti – come da sinossi – finiscono nelle grinfie di “ragazze bellissime e senza scrupoli”. Vuol dire tutto e niente. In questo caso soprattutto niente.
Il film va avanti con una sequenza di gag ai limiti dell’imbarazzante e di situazioni grottesche. Ne esce fuori un racconto dimenticabilissimo. Tra i peggiori film italiani secondo IMDb. Una pellicola consegnata all’oblio, che però fotografa in realtà abbastanza bene una buona fetta di produzione dell’epoca. In quella terra di nessuno sulla coda del successo dei cinepanettoni e prima del grande ritorno delle rom-com. In un periodo di vani tentativi per la commedia italiana, prima che ritrovasse una via credibile con film capaci di abbandonare stereotipi e cliché in nome di una costruzione concettuale e narrativa ben più elaborata e credibile.
14. Olé (3.0)

Andiamo avanti in questa classifica dei peggiori film italiani su IMDb con un titolo che si pone – per certi versi – in continuità con quello precedente. Non solo per i risultati scadenti – il 3.0 di Olè è vicinissimo al 3.1 di Intrigo a Cuba – ma soprattutto per la capacità di fotografare quel momento di passaggio di un certo tipo di commedia italiana a cui abbiamo accennato in precedenza. L’epoca dei cinepanettoni ha vissuto una fortissima cesura proprio nel 2006, con la fine dello storico connubio tra Christian De Sica e Massimo Boldi. Natale a Miami del 2005 segna l’ultimo atto di una collaborazione che a suo modo ha scritto pagine importanti – o quantomeno note – del cinema italiano. Prima almeno dell’evitabilissima reunion di oltre dieci anni dopo. Nel 2006 ecco che quindi i due mattatori del Natale italiano prendono strade diverse. Quella di Boldi si rivela particolarmente problematica.
Olè – datato 2006 – è quindi la prima commedia “post-De Sica”, per così dire, di Massimo Boldi. Addio al Natale, per un cambio di registro che avviene però solo a livello formale. L’essenza poi rimane la stessa del glorioso passato. Con tanto di ambientazione esotica, che guarda alla vicina Spagna per provare a puntare su un immaginario vicino. Al fianco di Boldi c’è Vincenzo Salemme, oltre a un altro grande protagonista degli ultimi cinepanettoni come Enzo Salvi. Il risultato di questa operazione – come avrete intuito – è stato fallimentare. Olé si porta appresso il peggio delle esperienze del passato, senza riuscire a riportare in auge quella ritualità che a un certo punto è divenuta il segreto del successo – almeno a livello di pubblico – dei cinepanettoni. C’è da dire che il genere in sé si era ormai esaurito. Presto anche De Sica avrebbe fatto fatica, anche se la barra dei suoi film di Natale è rimasta dritta un po’ più a lungo.
13. I peggiori film italiani su IMDb: Classe mista 3A (2.8)

Torniamo ora un po’ indietro nel tempo. Scavalchiamo di poco il millennio a ritroso e troviamo – nel 1996 – un quasi esordiente Federico Moccia che – prima degli adattamenti dei suoi romanzi e dei film già noti da regista come Scusa ma ti chiamo amore – porta in scena Classe mista 3A. Un film abbastanza dimenticabile, con una valutazione di 2.8 su IMDb che risulta parecchio eloquente. Il racconto – come da titolo – si concentra su una classe liceale e narra le vicende del gruppo di alunni durante l’ultimo anno della loro esperienza in un Liceo Classico di Roma.
La maturità alle porte non impedisce ai ragazzi di sorvolare sullo studio e concentrarsi sulle frenetiche storie d’amore che caratterizzano quell’età. Siamo di fronte a una classicissima commedia adolescenziale, con molti degli elementi che sarebbero poi tornati nelle successive opere di Moccia. Su tutti quell’amore adolescenziale – vissuto sempre come esperienza totalizzante e quasi fanatica – che il romanziere e cineasta ha sempre dimostrato di voler scandagliare nel corso della sua carriera.
Ci sarebbe voluto poi qualche altro anno affinché il nome di Federico Moccia salisse alla ribalta nel panorama cinematografico. Dopo Classe mista 3A infatti vi è una forte cesura nella sua esperienza da regista, interrotta nel 2006 con la commedia romantica Scusa ma ti chiamo amore (uno dei guilty pleasure di chi scrive, insieme a questi altri titoli). Un film con una eco ben diversa. In mezzo ci sono stati i successi letterari e cinematografici dei suoi Tre metri sopra il cielo e Ho voglia di te. Soprattutto il primo è stato un caso editoriale davvero interessante. La sua stesura risale addirittura al 1992, ma fu davvero sfortunata, tra le difficoltà di pubblicazione e una tiratura davvero limitatissima. Poi nei primi anni Duemila il romanzo viene recuperato. Diventa una sorta di cult tra i giovani e sbarca al cinema. L’inizio di una bella rivincita dopo il flop di Classe mista 3A.







