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Parlare dei peggiori film horror significa addentrarsi in un territorio scivoloso, instabile, quasi pericoloso. Non quello rassicurante del trash consapevole, che sa di esserlo e ci gioca. Ma quello dei film che volevano davvero spaventare, creare tensione, lasciare il segno… e hanno finito per far ridere, annoiare o spingere lo spettatore a controllare l’orologio con crescente disperazione.
Qui non siamo davanti a opere sbagliate per eccesso di ironia. Siamo davanti a tentativi sinceri di fare horror, naufragati tra scelte creative incomprensibili, limiti tecnici evidenti e una gestione del racconto che spesso ignora le basi stesse del genere. E proprio per questo, questi peggiori film horror risultano così affascinanti nella loro catastrofica coerenza. A emettere il verdetto è IMDb, con la sua democrazia spietata fatta di voti, recensioni e giudizi senza pietà. I punteggi bassissimi non sono frutto di un equivoco collettivo, ma il risultato di film che sbagliano tutto: regia, recitazione, effetti speciali, ritmo narrativo. A volte anche il concetto stesso di cinema.
La discesa nei peggiori film horror inizia dal fondo più tollerabile. E, passo dopo passo, arriveremo al punto in cui anche la parola “film” inizia a essere messa in discussione.
10) Alone in the Dark (2.4)
Partiamo dal fondo dellaclassifica dei peggiori film horror, ma con un titolo che almeno prova ad avere una struttura. Ed è già qualcosa. Alone in the Dark sembra dirci: “Tranquilli, qui c’è una trama”. Poi la trama decide di non presentarsi. Edward Carnby è un investigatore specializzato in fenomeni paranormali, alle prese con antiche creature chiamate Abkani. L’indagine lo porta a scoprire un legame diretto con il proprio passato e con una civiltà dimenticata. Sulla carta suona anche bene. C’è il mistero, c’è il trauma personale, c’è il mostro antico che si risveglia. Manca solo il film fatto bene. Il progetto cerca di mescolare horror, azione e mitologia, ispirandosi vagamente all’immaginario di H. P. Lovecraft. Il problema è che “vagamente” è la parola chiave. L’atmosfera lovecraftiana dovrebbe essere opprimente, lenta, disturbante. Qui la tensione non nasce mai. Le scene d’azione spezzano qualsiasi tentativo di costruire atmosfera. I dialoghi spiegano troppo e raccontano troppo poco. E tu resti lì a pensare: “Ok, adesso parte. Adesso ingrana”. Spoiler: non ingrana.
Tra i peggiori film horror, è quello che sembra quasi sul punto di funzionare. Ma si ferma lì. È come quando studi tanto per un esame e poi prendi 18. Tecnically promosso. Ma dentro senti che poteva andare diversamente. E forse è questo il vero peccato di Alone in the Dark: non è abbastanza folle da diventare cult, né abbastanza solido da essere rispettabile. È sospeso in un limbo. Proprio come lo spettatore, che a metà film guarda l’orologio e si chiede se gli Abkani possano gentilmente finire il lavoro e chiudere tutto prima dei titoli di coda.
9) Hobgoblins – La stirpe da estirpare (2.2)
Kevin è un giovane guardiano notturno che lavora in un hangar abbandonato. Una notte, ovviamente, fa la cosa più intelligente possibile: apre delle casse misteriose. Dentro ci sono gli Hobgoblins, piccoli mostri alieni capaci di materializzare i desideri più nascosti delle loro vittime. E già qui dovremmo aver capito che non finirà bene. Perché se c’è una cosa che l’horror ci ha insegnato è che i desideri esauditi sono sempre una fregatura. L’idea di base non è nemmeno pessima. Mostriciattoli che sfruttano le tue fantasie più segrete? Interessante. Peccato che sembrino pupazzi scappati da un mercatino dell’usato a Roma sud. Gli effetti speciali sono così rudimentali che viene voglia di chiedere scusa a chi ha inventato la CGI. Sì, ho detto tutto. La recitazione è sopra le righe. I dialoghi sono declamati con un’intensità che il film non merita. E la comicità è totalmente involontaria. In teoria dovrebbe essere un horror. In pratica sembra una parodia che si è dimenticata di essere ironica.
Tra i peggiori film horror, Hobgoblins non fa paura. Fa tenerezza. E un po’ di imbarazzo. È quel film che guardi con gli amici solo per commentarlo in tempo reale. E forse, alla fine, il vero incubo non sono i mostri. È aver pensato: “Dai, sarà così brutto da essere geniale”. No. È solo brutto. Ma almeno ci abbiamo riso.







