7) Rami Malek (Oscar 2019)

Sappiamo quanto i biopic attraggano i membri dell’Academy, soprattutto quelli incentrati su grandissimi artisti come era, appunto, Freddie Mercury.Bohemian Rhapsody li ha abbagliati raccontando la tragica storia del frontman dei Queen, nonostante la critica stessa fosse spaccata soprattutto sull’interpretazione di Rami Malek. Non si può negare l’incredibile studio dell’attore, come testimoniano i video che mettono a confronto l’esibizione del film con quelle vere. Ma la resa? Più di qualcuno storce il naso, bollando l’interpretazione di Malek come imitazione e non come veramente mimetica.
La differenza, ovvero scomparire in modo da far prendere vita al personaggio interpretato, l’ha mostrata Christian Bale in Vice – L’uomo nell’ombra, che si è trasformato nel paffuto e inquietante vicepresidente di George W Bush, Dick Cheney.
E che dire di Willem Dafoe, che consegna con generosità il suo corpo e la sua anima al tormentato Van Gogh nell’omonimo film? Certo, per sua scelta non imita fedelmente uno dei pittori più importanti di sempre, ma ci lascia un’esperienza difficile da superare in breve tempo. Molti, però, ritenevano che la vittoria dovesse andare al Jackson Maine di Bradley Cooper in una delle sue migliori interpretazioni di sempre, snobbato anche nella categoria miglior regia. E non dimentichiamoci di Viggo Mortensen in Green Book, pur essendo gli altri tre i più meritevoli quell’anno.
8) Judy Holliday (Oscar 1951)

Torniamo parecchi anni indietro con uno degli errori più imperdonabili che l’Academy abbia mai fatto.
Nel 1951 ci fu uno degli scontri più avvincenti nella categoria miglior attrice protagonista. Oltre a Eleanor Parker in Prima colpa e Anne Baxter in Eva contro Eva, due erano le interpretazioni entrate nella leggenda e che ancora oggi chiamano vendetta. Sempre in Eva contro Eva, Bette Davis dà vita a Margo Channing, istrionica e scorbutica diva teatrale che dietro i suoi atteggiamenti da primadonna nasconde le sue debolezze e la sua solitudine. Nel Viale del Tramonto Gloria Swanson si cala in una dei ruoli più iconici della storia della cinematografia, diventando l’attrice cinematografia Norma Desmond, una donna decadente e continuamente sospesa tra ossessione e follia.
Che vincesse Davis o Swanson non aveva importanza, perché entrambe erano meritevoli. Eppure tutte e due andarono via a mani vuote.
Vinse Judy Holliday in Nata Ieri. Ora, lei è stata molto brava nei panni di questa giovane e svampita fidanzata di un politico corrotto, che piano piano comprende la vera natura della realtà in cui vive. Ed è anche bello che abbia vinto un ruolo comico. Sarebbe andato bene in qualsiasi altra edizione, ma non in questa. Non contro Bette Davis e Gloria Swanson che, probabilmente, si sono divisi i voti con Baxter; cosa che ha aperto la strada a Holliday in uno dei casi più clamorosi che ancora oggi perseguita l’Academy.






