Vai al contenuto
Home » Film » Quando l’Oscar lo vince quello sbagliato: 10 volte in cui l’Oscar l’ha vinto l’attore sbagliato

Quando l’Oscar lo vince quello sbagliato: 10 volte in cui l’Oscar l’ha vinto l’attore sbagliato

5) Jennifer Lawrence (Oscar 2013)

Oscar

Non possiamo negare quanto Jennifer Lawrence fosse calata nella parte ne Il lato positivo, così convincente che non sembra nemmeno recitare. Ma era davvero la migliore dell’anno? O semplicemente l’Oscar ha premiato l’attrice più per la sua popolarità che per l’effettiva qualità del lavoro? Molti propendono per la seconda ipotesi, anche alla luce delle sue altre e migliori interpretazioni. Se per la piccola Quvenzhané Wallis la candidatura è già una vittoria, Naomi Watts ci regala in The Impossibile una delle esibizioni più intense che potremmo mai vedere. Emanuelle Riva ci distrugge con la sua commovente interpretazione di un’anziana signora; così vissuta che ci dimentichiamo che stiamo guardando un personaggio immaginario. Ma è difficile che attrici europee non-britanniche vengano premiate.

Vuoi smettere di scorrere all'infinito per decidere cosa guardare?
Abbonati e lascia che siano le migliori serie a trovarti!
Inizia ora
Prova gratuita • Nessun addebito se cancelli

La vera mattatrice di quell’anno è sicuramente Jessica Chastain in Zero Dark Trinity.

Tremendamente sottovalutata, Chastain si è caricata egregiamente il film sulle spalle con una performance magistrale, emozionale, vulnerabile e dura contemporaneamente, intrisa di feroce determinazione e fame di giustizia. Maya è solitamente quel tipo di ruolo che, data la sua complessità, porta alla statuetta se ben eseguito. Ma forse il potere da star di Lawrence e la controversia diZero Dark Thirty sono stati sufficienti per affossarla. Ed è un vero peccato, perché ha dovuto aspettare troppo per ricevere il suo meritato premio.


6) Julia Roberts (Oscar 2001)

La performance di Julia Roberts nei panni di Erin Brockovich – Forte come la verità è brillante ma, anche chi adora quel film perché obiettivamente è intelligente e bene recitato, deve ammettere che non era lei a dover portare a casa la statuetta. Ellen Burstyn, infatti, ci regala il ruolo della vita in Requiem for a Dream, uno dei pezzi di recitazione più belli della storia della cinematografia. E, personalmente, quando si parla di oscar sbagliati, è il suo nome che mi salta subito nella testa.

Certo, non l’ha aiutata essere contro un’attrice così amata dall’Academy come Roberts, essere inserita all’interno di un film controverso e innovativo o aver già conquistato in passato l’ambita statuetta. Però, ciò non toglie niente alla magnificenza della sua interpretazione. Ritrae alla perfezione la confusione e il disorientamento di chi perde il controllo della propria vita, dipingendo un crudo e inquietante affresco sulla dipendenza. È riuscita a essere straziante, comprensiva, spaventosa, commovente, realistica e divertente allo stesso tempo, scomparendo letteralmente nel suo personaggio.

E sarebbe bastato quel monologo, in cui il cameraman si commosse al punto che la telecamera gli sfuggì e Burstyn uscì per un secondo dall’inquadratura, così pieno di emozioni diverse, a darle la statuetta. Perché in fondo non è da tutti influenzare un’opera come Requiem for a Dream.

Pagine: 1 2 3 4 5