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Quando l’Oscar lo vince quello sbagliato: 10 volte in cui l’Oscar l’ha vinto l’attore sbagliato

3) Al Pacino (Oscar 1993)

Oscar

È dolorosissimo scrivere questo punto, ma purtroppo in una lista di Oscar sbagliati non può mancare quello ad Al Pacino in Scent of WomanProfumo di donna. Soprattutto perché è l’unico che può vantare in bacheca, a fronte di numerose altre bellissime interpretazioni che se lo sarebbero meritato molto di più, come quelle nel Padrino, in Serpico e in Quel pomeriggio di un giorno da cani. Ahimè, succede sempre così quando si aspetta troppo a premiare un attore, sporcando quella che dovrebbe essere una sofferta vittoria col sospetto. Humphrey Bogart ne sa qualcosa e, infatti, rimase perplesso di aver vinto nel 1952 battendo uno strepitoso Marlon Brando. Nessuno mette in dubbio la difficoltà del ruolo e la bravura di Pacino nell’interpretarlo, sebbene una parte di critica e pubblico abbia ritenuto la sua recitazione caricaturale e un tantino esagerata – e noi italiani abbiamo anche il paragone diretto con quella delicatissima di Vittorio Gassman.

Il problema è che non solo non era la sua esibizione migliore, ma non lo era nemmeno dell’anno.

Più del crepuscolare Clint Eastwood ne Gli Spietati o del bravissimo Robert Downey Jr in Charlot, è Denzel Washington il vero mattatore del 1993. Si è immedesimato perfettamente nel controverso Malcolm X, è sparito in un ruolo che ha definito la sua carriera, che ha mostrato un lato diverso e più intenso dell’attore, offrendo una delle migliori interpretazioni degli anni ’90, forse di sempre si potrebbe azzardare, e degna di ogni premio possibile.

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4) Tommy Lee Jones (Oscar 1994)

Non è che Tommy Lee Jones abbia fatto un brutto lavoro nei panni del poliziotto Samuel Gerard, intento nel catturare il dottor Robert Kimble, accusato dell’assassinio della moglie. Semplicemente la sua statuetta da non protagonista non era meritata perché almeno due esibizioni gli erano superiori. Leonardo DiCaprio è riuscito a elevare Buon Compleanno Mr Grape con un’interpretazione fenomenale, tanto che la critica pensava davvero che l’attore fosse autistico. Peccato che l’Academy lo riteneva troppo giovane per la vittoria finale.

Chi però si sarebbe meritato davvero il premio è lo straordinario Ralph Fiennes in Schindler’s List.

L’attore dipinge uno dei cattivi più spaventosi di sempre, rendendo multidimensionale un personaggio che avrebbe potuto essere una semplice macchietta. Amon Goth è il male puro, violento e sadico, e Fiennes lo incarna così bene che, quando dei sopravvissuti vennero invitati sul set per le riprese, una di loro – Mila Pfefferberg – quasi svenne dal terrore, perché le sembrava di avere davanti il vero gerarca nazista. C’è un paradosso di fondo: era così convincente come Goth che l’Academy non volle dare il premio a un personaggio nazista realmente esistito – però premiavano coloro che avevano interpretato degli spietati serial killer…. c’è qualcosa che non quadra in tutto ciò. Fortunatamente si sono ravveduti con Christoph Waltz nel 2012; ma ciò non cancella l’ingiustizia subita da Fiennes.

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