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Si ritorna sempre dove si è stati bene, e così quest’anno torniamo di nuovo al Dolby Theatre di Ovation Hollywood, a Los Angeles, il luogo che ospiterà gli Oscar 2026. Quest’anno, rispetto alla scorsa edizione, si respira un’aria diversa: la serata più importante dell’anno torna a essere un evento davvero atteso, grazie a pellicole che hanno conquistato sia il pubblico sia la critica, e a una corsa alla statuetta che vede protagonisti attori che, per motivi diversi, sembrano meritarla allo stesso modo. E poi la domanda delle domande: Timothée Chalamet riuscirà davvero a vincere l’Oscar come Miglior Attore Protagonista, come in molti si aspettavano dopo Marty Supreme? Cominciamo a capire cosa potrebbe succedere nella notte più importante del cinema con i nostri pronostici sugli Oscar 2026.
Da Sinners a Una Battaglia Dopo l’Altra: ecco I Nostri Pronostici sugli Oscar 2026
Miglior Attrice Protagonista agli Oscar 2026 – Jessie Buckley (Hamnet)

Jessie Buckley – Hamnet
Rose Byrne – Se solo potessi ti prenderei a calci (If I Had Legs I’d Kick You)
Kate Hudson – Song Sung Blue – Una melodia d’amore (Song Sung Blue)
Renate Reinsve – Sentimental Value (Affeksjonsverdi)
Emma Stone – Bugonia
Non ci sono troppi dubbi su chi possa trionfare nella categoria Miglior Attrice Protagonista agli Oscar 2026. Nonostante la splendida interpretazione delle altre tre candidate — plauso doveroso, oltre a Emma Stone, anche a Renate Reinsve che in Sentimental Value ha dato prova di essere una delle migliori attrici degli ultimi anni del cinema — Jessie Buckley sembra avere già la statuetta in mano. E sarebbe difficile spiegare il contrario.
Già candidata agli Oscar nel 2022 con La figlia oscura, questa volta ritorna con un’interpretazione che spezza il cuore, restituendo tutto il dolore anche solo con uno sguardo. In Hamnet ha urlato, sofferto e riempito gli occhi di lacrime, ma anche nel più duro e rigido dei silenzi è riuscita a raccontare tutto, senza pronunciare una parola. Ai Golden Globe è andato tutto bene, e la statuetta è stata presto sua: gli Oscar 2026 promettono di seguire la stessa direzione.
Miglior Attrice Non Protagonista – Amy Madigan (Weapons)

Elle Fanning – Sentimental Value (Affeksjonsverdi)
Inga Ibsdotter Lilleaas – Sentimental Value (Affeksjonsverdi)
Amy Madigan – Weapons
Wunmi Mosaku – I peccatori (Sinners)
Teyana Taylor – Una battaglia dopo l’altra
Se con la Miglior Attrice Protagonista non abbiamo avuto troppi dubbi, con la Miglior Attrice Non Protagonista cominciamo ad avere qualche incertezza importante. La gara è in questo caso apertissima, e per un bel po’ di tempo — complici anche i Golden Globe 2026 — la vittoria sembrava essere nelle mani di Teyana Taylor per il film Una battaglia dopo l’altra.
Nel corso del tempo però l’interpretazione di Amy Madigan in Weapons è stata apprezzata sempre di più, fino a essere considerata una delle più inquietanti del cinema horror recente. Anche in questo caso si apprezzano le interpretazioni delle altre candidate, in modo particolare quelle di Elle Fanning e Inga Ibsdotter Lilleaas in Sentimental Value, ma quanto visto è stato più classico e tradizionale, mentre completamente diverse e folgoranti sono state le performance delle due favorite. La battaglia è apertissima: ma a trionfare, secondo noi, potrebbe essere la Madigan proprio grazie a un ruolo totalmente fuori dagli schemi, che ha restituito al grande cinema horror un nuovo e incredibile personaggio.
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Miglior attore non protagonista agli Oscar 2026 – Stellan Skarsgård – Sentimental Value

Benicio Del Toro, Una battaglia dopo l’altra
Jacob Elordi, Frankenstein
Delroy Lindo, I peccatori
Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra
Stellan Skarsgård, Sentimental Value
Altra categoria, altra incredibile battaglia tra tradizione e nuova generazione del cinema. Tra i candidati agli Oscar 2026 troviamo infatti nomi del calibro di Benicio Del Toro e Sean Penn, due attori già premiati con l’Oscar e con interpretazioni memorabili nel film per cui sono candidati — Una battaglia dopo l’altra — e Jacob Elordi, attore che negli ultimi due anni è riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più centrale nel cinema fino a ottenere una candidatura per Frankenstein, film Netflix diretto da Guillermo del Toro che ha mostrato il suo enorme talento.
Eppure, a trionfare a questi Oscar 2026 secondo noi potrebbe non essere nessuno dei nomi citati finora, ma l’attore svedese Stellan Skarsgård, vincitore ai Golden Globe 2026 per la sua splendida interpretazione. Nel mezzo, quasi in punta di piedi, arriverebbe un riconoscimento simbolico a una carriera straordinaria che lo ha portato a prendere parte a questo film d’impatto, emotivamente intenso, fatto di rapporti umani complicati e di persone che cercano di concedersi nuove possibilità. L’interpretazione di Stellan Skarsgård – puntuale e magnetica – ha parlato di cinema attraverso il cinema, utilizzando l’arte come un modo per risanare le ferite, attraversare il dolore e ricominciare da lì. Tutto questo vive nel passato di un padre che ora vive di rimorsi e prova ad attraversarli attraverso il cinema. Tutto questo si riflette negli occhi di Stellan Skarsgård, e la statuetta è sempre più vicina.
Miglior regista – Paul Thomas Anderson (Una Battaglia dopo L’altra)

Hamnet, Chloé Zhao
Marty Supreme, Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson
Sentimental Value, Joachim Trier
I peccatori, Ryan Coogler
In alcuni casi prevedere una vittoria è complicatissimo, in altri può essere più semplice. E in questo caso potrebbe esserlo decisamente di più. Dopo anni passati ad accumulare candidature che non si sono mai trasformate in Premi Oscar, questo del 2026 potrebbe essere finalmente l’anno che restituirà a Paul Thomas Anderson il meritato riconoscimento di un genio visionario che ha regalato al mondo capolavori senza tempo come Il petroliere.
Fin da quando Una battaglia dopo l’altra è arrivato al cinema la sensazione è stata immediata: Paul Thomas Anderson ce l’avrebbe fatta. E ancora oggi, nonostante l’arrivo di tante meritevoli pellicole dirette da incredibili registi, tutto sembra rimasto invariato. Il lavoro di regia di Paul Thomas Anderson in Una battaglia dopo l’altra sembra aver ammaliato tutti, e a dimostrarlo ci sono tutte le vittorie che nel corso di questa stagione il regista ha collezionato tra i Golden Globe e i BAFTA. La statuetta per la Miglior Regia sembra aver percorso tutta questa strada proprio per arrivare a lui, e che cambi direzione proprio all’ultimo secondo sembra decisamente improbabile.
Miglior sceneggiatura non originale agli Oscar 2026 – Una Battaglia dopo L’altra

Bugonia, Will Tracy
Frankenstein, Guillermo del Toro
Hamnet, Chloé Zhao & Maggie O’Farrell
Una battaglia dopo l’altra, Paul Thomas Anderson
Train Dreams, Clint Bentley & Greg Kwedar
Il trionfo sembra quasi certo: Paul Thomas Anderson riuscirà ad aggiudicarsi anche la vittoria nella categoria Miglior Sceneggiatura Non Originale, come dimostrano anche i Golden Globe 2026 e i BAFTA. Il regista ha infatti riadattato Vineland di Thomas Pynchon in chiave brillante, riuscendo a dare l’idea che quell’opera sia nata proprio per essere esattamente ciò che abbiamo visto sul grande schermo.
Frankenstein, nonostante l’ottimo lavoro generale e la capacità di interpretare una storia di questo calibro con questo approccio, sembra destinato ad andare via dagli Oscar 2026 con pochissime soddisfazioni, mentre Bugonia – nonostante i plausi generali – non è riuscito davvero a fare la differenza in questi mesi, vivendo di un successo fine a sé stesso. Un film apprezzato, che ha convinto, ma che non sembra avere le carte in regola per vedere trionfare ancora il duo composto da Emma Stone e Lanthimos. Anche Train Dreams non sembra avere quella forza per riuscire a spodestare Una battaglia dopo l’altra, anche se sembra avere più possibilità di Bugonia. A essere davvero un ostacolo potrebbe invece essere Hamnet, pellicola tratta dall’omonimo romanzo di Maggie O’Farrell. Ma queste sono solo possibilità: fino ad adesso, la statuetta sembra destinata a PTA.
Miglior sceneggiatura originale agli Oscar 2026 – Sinners

Blue Moon, Robert Kaplow
Un semplice incidente, Jafar Panahi, Nader Saïvar, Shadmehr Rastin, Mehdi Mahmoudian
Marty Supreme, Ronald Bronstein & Josh Safdie
Sentimental Value, Eskil Vogt, Joachim Trier
Sinners, Ryan Coogler
Pochi dubbi invece sulla possibile vittoria di Sinners nella categoria Miglior Sceneggiatura Originale. Ogni pellicola tra le candidate spicca per motivi diversi, ma nonostante il grande lavoro complessivo, Sinners gode di una sceneggiatura che poche altre presentano. Un film geniale, sulla carta un horror, e nei fatti qualcosa di molto di più.
Qualcosa di legato alla tradizione, al retaggio razziale, alla musica che unisce, alla propria identità e al perdono. Alla notte che ha cambiato tutto, tra le più terrificanti ma anche tra le più belle di una vita. Sinners probabilmente faticherà in alcune categorie a causa di una concorrenza spietata, ma se c’è una categoria in cui sembra pronto a portare a casa la statuetta è proprio questa (ma non solo). Le uniche incertezze potrebbero essere Un semplice incidente e Sentimental Value, ma con una percentuale di possibilità decisamente ridotta.
Miglior fotografia – Sinners

Frankenstein, Dan Laustsen
Marty Supreme, Darius Khondji
Una battaglia dopo l’altra, Michael Bauman
Sinners, Autumn Durald Arkapaw
Train Dreams, Adolpho Veloso
Lo diciamo fin da subito: per quanto riguarda la fotografia, Sinners ha pochissimi rivali. Alternando diversi formati d’immagine nel corso della pellicola, e girando con una IMAX da 70mm, Sinners ha dato vita a immagini destinate a restare, diventate presto simbolo di una precisa dichiarazione visiva, di messaggi che venivano veicolati direttamente dal rimpicciolirsi e dall’ingrandirsi dello schermo a seconda delle circostanze. Una poesia visiva, durata una notte intera, che ci ha portato a vivere un’esperienza totalmente immersiva capace di renderci quasi parte del racconto. Incredibile anche il lavoro di fotografia svolto in Una battaglia dopo l’altra: un possibile ribaltamento all’ultimo momento non è certo e nemmeno impossibile. Ma Sinners dovrebbe poter restare tranquillo anche in questo caso.
Miglior montaggio – Una Battaglia dopo L’altra

F1, Stephen Mirrione
Marty Supreme, Ronald Bronstein and Josh Safdie
Una battaglia dopo l’altra, Andy Jurgensen
Sentimental Value, Olivier Bugge Coutté
Sinners, Michael P. Shawver
Una statuetta che viene già considerata nelle mani di Una battaglia dopo l’altra, e con ragione. La pellicola di Paul Thomas Anderson ha infatti incollato allo schermo il pubblico con un’adrenalina narrativa che — nonostante le gare realistiche di F1 – non abbiamo trovato da nessun’altra parte. Per giustificare una vittoria così quasi certa basterebbe parlare soltanto dell’inseguimento in auto sulle strade degli Stati Uniti. In questo caso Andy Jurgensen ha dato il meglio di sé dando vita a un lavoro di montaggio che ha reso Una battaglia dopo l’altra un’esperienza, una frenetica fuga da una parte all’altra, come se anche noi — come DiCaprio — stessimo correndo verso qualcosa. Un lavoro sublime quello di Una battaglia dopo l’altra che, almeno in questa categoria, non sembra conoscere rivali.
Miglior canzone originale – KPop Demon Hunters

“Dear Me” da Diane Warren: Relentless; Music and Lyric by Diane Warren
“Golden” da KPop Demon Hunters; Music and Lyric by EJAE, Mark Sonnenblick, Joong Gyu Kwak, Yu Han Lee, Hee Dong Nam, Jeong Hoon Seon and Teddy Park
“I Lied To You” da Sinners; Music and Lyric by Raphael Saadiq and Ludwig Goransson
“Sweet Dreams” Of Joy da Viva Verdi!; Music and Lyric by Nicholas Pike
“Train Dreams” da Train Dreams; Music by Nick Cave and Bryce Dessner; Lyric by Nick Cave
Non ne avete idea forse, ma in realtà l’avete sentita eccome la possibile Miglior Canzone Originale degli Oscar 2026. E lo diciamo perché Golden è stata letteralmente ovunque, diventando uno dei singoli più virali degli ultimi mesi. Una vittoria quasi scontata per K-Pop Demon Hunters, il film d’animazione che sembrerebbe prepararsi a conquistare anche altre importanti statuette in diverse categorie. Non troppe certezze invece per le altre canzoni originali, nonostante il grande lavoro svolto nel film Sinners. Se dovessimo parlare con il cuore e attraverso i nostri desideri, la statuetta finirebbe nelle mani di Sinners, ma occorre parlare con dati e statistiche alla mano, e K-Pop Demon Hunters sembra non avere rivali.
Miglior film d’animazione – KPop Demon Hunters

Arco
Elio
K-Pop – Demon Hunters
Zootropolis 2
La piccola Amelie
Lo avevamo anticipato: K-Pop Demon Hunters non sembra essere pronto a portare a casa soltanto la statuetta per la Miglior Canzone Originale, ma anche quella come Miglior Film d’Animazione. In pochissimo tempo la pellicola ha ottenuto una quantità impressionante di riconoscimenti, che vanno dai Golden Globe al record sulla piattaforma del gigante dello streaming, luogo in cui è diventato il film più visto di sempre, e il più streammato del 2025. Un successo che si è presto imposto anche nella vita di tutti i giorni, generando abbigliamento a tema e un vasto merchandising, come spesso accade con i fenomeni culturali più popolari. Per le altre pellicole animate non sembrerebbe esserci dunque niente da fare, neanche per l’apprezzatissimo Zootropolis 2.
Miglior colonna sonora originale – Sinners

Bugonia, Jerskin Fendrix
Frankenstein, Alexandre Desplat
Hamnet, Max Richter
Una battaglia dopo l’altra, Jonny Greenwood
Sinners, Ludwig Goransson
In questo caso non dovrebbero esserci troppi dubbi per Sinners (qui recensito) a cui in questa categoria potrebbe finalmente essere riconosciuto il grande lavoro svolto sul piano musicale. Una musica che evoca esattamente l’essenza della pellicola, divisa tra la tradizione del luogo che Sinners racconta e la nostalgia di una notte che non tornerà più, firmata da Ludwig Göransson, già vincitore per Oppenheimer e Black Panther.
Un riconoscimento che in questo caso appare quasi scontato e che potrebbe concretizzarsi nella notte del cinema più importante dell’anno. D’altronde Sinners è un film in cui la musica gioca un ruolo fondamentale, capace di unire e non dividere, e questa colonna sonora rispecchia perfettamente l’essenza di una pellicola come questa.
Miglior scenografia – Frankenstein

Frankenstein, Tamara Deverell, Shane Vieau
Hamnet, Fiona Crombie, Alice Felton
Marty Supreme, Jack Fisk, Adam Willis
Una battaglia dopo l’altra, Florencia Martin, Anthony Carlino
Sinners, Hannah Beachler, Monique Champagne
Non siamo sicuri di non vedere Hamnet trionfare anche in questa categoria, ma di una cosa siamo molto più certi: questa potrebbe essere una delle tante attese che Frankenstein potrebbe portare a casa. D’altronde il lavoro di scenografia del film di Guillermo del Toro si sostiene da solo, raccontando e riportando al cinema i grandi ambienti della letteratura gotica che ha fatto la storia. L’età vittoriana viene qui raccontata in ogni minimo dettaglio, ma sempre con l’intenzione di renderla una dimensione sospesa, capace di abbracciare anche i toni del fantasy.
Gli ambienti, poi, cominciano a spogliarsi progressivamente nel corso della narrazione, quando diventa chiaro che il mostro – la creatura creata con l’ingegno – è capace di essere più umano degli esseri umani stessi. Un lavoro di scenografia prestigioso che meriterebbe un riconoscimento di questo calibro. Anche se non va ovviamente sottovalutato il lavoro di Sinners e Hamnet, altri due film curati in ogni minimo particolare che evocano, in modo diverso, l’essenza della pellicola.
Miglior sonoro – F1

F1
Frankenstein
Una battaglia dopo l’altra
Sinners
Sirāt
Tra i film candidati agli Oscar 2026 che hanno fatto più discutere c’è anche F1, la pellicola Apple TV+ considerata troppo semplice per dei riconoscimenti di questo calibro. E in parte è vero: F1 non spicca per trama o interpretazioni, e l’unica possibilità di portare a casa qualcosa se la gioca nella categoria Miglior Sonoro, un elemento che nella pellicola ricopre una parte importante rendendo l’esperienza estremamente immersiva per lo spettatore.
Migliori effetti speciali – Avatar: Fuoco e cenere

Avatar – Fuoco e cenere
F1
Jurassic World – La rinascita
The Lost Bus
Sinners
Con buona pace di tutti, è stato più o meno reso chiaro che gli ingredienti principali di Avatar non sono la sceneggiatura o le interpretazioni o la grande storia che vi è dietro, ma quelli tecnici e spettacolari. Niente da dire dunque sulla possibile vittoria di Avatar: Fuoco e cenere agli Oscar 2026 nella categoria Migliori Effetti Speciali, perché è proprio questo uno dei punti di forza per eccellenza del franchise. La vittoria dovrebbe dunque essere già nelle mani della pellicola, e difficilmente qualcuno riuscirà a strappargliela.
Miglior trucco e acconciatura – Frankenstein

Frankenstein
Kokuho
Sinners
The Smashing Machine
The Ugly Stepsister
Quando si parla di Frankenstein (qui la recensione) si parla anche dell’enorme lavoro che è avvenuto dietro la macchina da presa per trasformare Jacob Elordi nel tanto irrequieto e solitario mostro creato da Victor Frankenstein. Undici ore di trucco, con una preparazione che cominciava molto prima dell’inizio del ciak e delle riprese.
E i risultati sono stati immediati ed evidenti: Frankenstein ha dato vita al mostro conservando tratti profondamente umani, evidenziandone lo sguardo ma ricordando allo stesso tempo che fosse il frutto di un esperimento scientifico. Un lavoro meticoloso che merita di portare a casa una statuetta di questo calibro, e che con ogni probabilità potrebbe riuscirci.
Migliori costumi – Frankenstein

Avatar: Fire and Ash, Deborah L. Scott
VINCITORE PREVISTO: Frankenstein, Kate Hawley
Hamnet, Malgosia Turzanska
Marty Supreme, Miyako Bellizzi
Sinners, Ruth E. Carter
Frankenstein potrebbe portare a casa anche un altro prestigioso riconoscimento, questa volta per i Migliori Costumi. Il lavoro che Kate Hawley ha fatto nel film è stato infatti di altissimo livello su tutti i fronti. I costumi di Mia Goth sono stati pura poesia visiva, capaci di evocare l’età vittoriana con un tocco gotico, cupo ma allo stesso tempo raffinato e quasi haute couture.
Miglior cast – Sinners

Hamnet, Nina Gold
Marty Supreme, Jennifer Venditti
Una battaglia dopo l’altra, Cassandra Kulukundis
L’agente segreto, Gabriel Domingues
Sinners, Francine Maisler
La categoria Miglior Cast è una novità assoluta per gli Oscar 2026. Non è dunque semplice capire come si muoverà l’Academy, ma il favorito sembrerebbe essere Sinners, pellicola in cui vediamo un misto di attori già acclamati e altri come Miles Caton, un volto praticamente inedito scoperto da Francine Maisler.
A Cassandra Kulukundis in Una battaglia dopo l’altra va invece dato il merito di aver trovato Chase Infiniti, che qui dà vita a un’interpretazione sorprendente, capace di unire tutti gli elementi della pellicola diventando il centro di tutto. La possibilità più concreta sembra essere la vittoria per Sinners, ma chissà se questa nuova categoria non finirà per sorprendere tutti.
Miglior Film Internazionale agli Oscar 2026 – Sentimental Value

L’agente segreto
Un semplice incidente
Sentimental Value
Sirat
The Voice of Hind Rajab
Sentimental Value (qui la recensione) non si è limitato a essere il film non in lingua inglese più amato dal pubblico, ma anche quello probabilmente più apprezzato dalla critica, che ha deciso di premiarlo con diverse candidature importanti che vanno da Miglior Film Internazionale fino alle categorie attoriali, incluse Miglior Attrice Protagonista e Non Protagonista, senza dimenticare anche la candidatura come Miglior Film.
La vittoria potrebbe dunque essere alla portata, e questo è ciò che molti immaginano per la pellicola norvegese che è riuscita a parlare di famiglia, rimpianti e relazioni umane complesse. Nonostante ciò, è bene ricordare che anche L’agente segreto e Un semplice incidente sono film molto amati dall’Academy, e il primo in particolare è candidato anche come Miglior Film. Non è ancora detta dunque l’ultima parola, ma noi scommettiamo su Sentimental Value fino a prova contraria.
Miglior Documentario agli Oscar 2026 – The Perfect Neighbor

The Alabama Solution
Come See Me in the Good Light
Scalfire la roccia – Cutting Through Rocks
Mr. Nobody Against Putin
The Perfect Neighbor
Netflix potrebbe trionfare anche con The Perfect Neighbor (la recensione), il documentario che racconta l’assurda, sconcertante e drammatica vicenda avvenuta in un quartiere della Florida. Prati verdi tutt’intorno, villette a schiera e bambini che si divertono a giocare con i propri coetanei e vicini di casa. Una storia come tante, che vede le consuete lamentele di un vicino che chiede meno rumore e racconta di aver visto i piccoli giocare vicino casa propria.
Una situazione che abbiamo visto, forse anche vissuto, e che qui si trasforma in un incubo che darà vita a un caso di cronaca nera raccontato con urgenza, attraverso una ricostruzione precisa e sconvolgente dei fatti. La gara in questo caso dovrebbe essere quasi chiusa: and the Oscar goes to The Perfect Neighbor.
Miglior cortometraggio in live action – Two People Exchanging Saliva

Butcher’s Stain
A Friend of Dorothy
Jane Austen’s Period Drama
The Singers
Two People Exchanging Saliva
Sul Miglior Cortometraggio c’è sempre grande incertezza, ma quest’anno l’ambita statuetta potrebbe andare a Two People Exchanging Saliva, un cortometraggio che racconta un amore impossibile in un mondo capovolto, in cui baciarsi è diventato illegale, ma una commessa e una donna infelicemente sposata finiscono per innamorarsi.
Una storia che racconta molto dei nostri tempi e di come la rabbia oggi sembri più diffusa dell’amore. Un cortometraggio che lascia qualcosa e che induce a riflettere, ricordandoci la grandezza dei piccoli film.
Miglior cortometraggio d’animazione – Butterfly

Butterfly
Forevergreen
The Girl Who Cried Pearls
Retirement Plan
The Three Sisters
Soltanto quindici minuti a volte possono bastare per vincere un Premio Oscar, ed è questo ciò che probabilmente accadrà a Butterfly, il cortometraggio animato basato sulla vita di Alfred Nakache. Il cortometraggio – curato da Florence Miailhe – procede attraverso un’animazione che ricorda i quadri impressionisti, raccontando il legame tra l’artista e le opere e dando vita a un piccolo capolavoro visivo.
Miglior cortometraggio documentario – All the Empty Rooms

All the Empty Rooms
Armed Only With a Camera: The Life and Death of Brent Renaud
Children No More: “Were and Are Gone”
The Devil Is Busy
Perfectly a Strangeness
A vincere, in questi Oscar 2026, potrebbe essere All the Empty Rooms, un cortometraggio che fa riflettere e colpisce profondamente, attraverso l’assenza. Perché ciò che ferisce non è ciò che vediamo, ma ciò che sfugge al nostro sguardo. Ciò che è rimasto di ciò che adesso non c’è più.
All the Empty Rooms segue infatti il reporter di CBS News Steve Hartman e il fotografo Lou Bopp mentre raccontano le camerette rimaste intatte dei bambini uccisi nelle sparatorie scolastiche. Un racconto che mostra ciò che resta, e che una volta visto difficilmente potrà essere dimenticato.
Miglior Attore Protagonista agli Oscar 2026- Michael B. Jordan

Timothée Chalamet, Marty Supreme
Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
Ethan Hawke, Blue Moon
Michael B. Jordan, Sinners
Wagner Moura, L’agente segreto
Una delle battaglie più discusse degli Oscar 2026. Una categoria in cui tutto può succedere, e le discussioni a riguardo sono costanti fin da quando sono state svelate le candidature. Per un certo periodo, a vincere sembrava poter essere Timothée Chalamet, grazie a un ruolo cucito su misura, capace di tirar fuori una delle sue migliori interpretazioni di sempre e di raccontare il confine che divide l’ossessione dall’ambizione.
Da qualche tempo però Timothée Chalamet non sembra più essere il prescelto di questi Oscar 2026, e la possibilità che Marty Supreme (qui recensito) vada via senza alcuna statuetta è adesso più concreta. Il Premio Oscar come Miglior Attore Protagonista potrebbe andare infatti a Michael B. Jordan, che in Sinners (già disponibile su Sky e in streaming su NOW)dà vita a due incredibili e diverse interpretazioni capaci di offrire due prospettive differenti della storia. Il sacrificio, il perdono, la vita che cambia, la fede e l’ambizione. Un Michael B. Jordan che qui cade, si rialza e rinasce. La sua sembra una vittoria sempre più probabile in questi Oscar 2026.
A non avere molte possibilità sembrerebbero invece gli altri candidati, Leonardo DiCaprio compreso: la sua interpretazione in Una battaglia dopo l’altra non è infatti stata raccontata abbastanza, quasi come se fosse stata data per scontata. Rispetto ad altre nomination, questa è una delle più silenziose per l’attore.
Miglior Film agli Oscar 2026 – Una Battaglia dopo L’altra

Bugonia
F1
Frankenstein
Hamnet
Marty Supreme
Una battaglia dopo l’altra
L’agente segreto
Sinners
Train Dreams
Giungiamo alla fine di questi pronostici con l’ultima categoria. Quella che riguarda il premio più importante, e che vedrà scontrarsi film acclamati che per motivi diversi meriterebbero l’ambita statuetta. La concorrenza c’è, ed è spietata. Ma a trionfare dovrebbe essere Una battaglia dopo l’altra, il film (qui recensito) considerato come possibile vincitore fin dal suo arrivo e che nessuna delle pellicole arrivate successivamente è davvero riuscita a mettere in discussione.
Tra gli sfavoriti troviamo F1, Bugonia, L’agente segreto e Train Dreams. Più possibilità invece per le altre pellicole, soprattutto per Sinners. Ma non sarà facile strappare la vittoria dalle mani di Paul Thomas Anderson, che anche in questo caso potrebbe vedere trionfare la sua ultima creatura.





