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Dieci anni dopo l’ultimo trucco dei Cavalieri, Ruben Fleischer riporta in scena il gruppo di illusionisti più folle del cinema, aggiungendo un trio di giovani pronti a rubare non solo diamanti, ma anche il cuore dello spettatore. Now You See Me: L’illusione perfetta non punta a rivoluzionare la saga, ma a rafforzare il suo lato più puro: il piacere di guardare l’impossibile prendere vita sullo schermo. Il film parte da Bushwick con un numero che confonde veterani e spettatori, segnando subito il tono: esperienza contro tecnologia, metodo contro velocità, colpo globale contro… beh, la normale percezione della realtà.
L’obiettivo è l’Heart Diamond, custodito dalla glaciale Veronika Vanderberg di Rosamund Pike, e da qui parte un viaggio che attraversa Europa e châteaux francesi, con prospettive rovesciate, musei di magia e set spettacolari. La trama è lineare quanto basta, ma non è certo la logica a dare gusto alla visione: è la coreografia del raggiro, la magia visiva, la capacità di stupire e, sì, qualche risata qua e là. Fleischer tiene alto il ritmo senza appesantire, e per due ore lo spettatore si lascia trasportare senza preoccuparsi se davvero certe cose siano possibili. In fondo, chi ha bisogno di logica quando c’è magia da vedere?
L’equilibrio tra veterani e novizi in Now You See Me 3

Il cast corale è il vero punto di forza: Jesse Eisenberg riafferma la leadership di Daniel Atlas con un mix di arroganza e fragilità, mentre Woody Harrelson porta leggerezza e tempismo comico. Isla Fisher e Dave Franco completano il quartetto originale con presenza e gestualità precise. Sul fronte dei nuovi, Dominic Sessa dà a Bosco la spavalderia del capo, Ariana Greenblatt rende June agile e elastica, e Justice Smith costruisce Charlie sulle esitazioni giuste, trasformandole in ironia e simpatia.
L’insieme funziona perché i giovani non cercano di copiare i veterani: portano competenze diverse – tecnologia, acrobazie, strategia dietro le quinte – e questo crea un equilibrio credibile. Il confronto tra due generazioni, che in altre mani sarebbe potuto risultare dispersivo, qui diventa parte del divertimento: esperienza contro impulsività, sicurezza contro curiosità. Fleischer riesce così a far sembrare naturale un cast di otto personaggi, facendo percepire lo sforzo di coordinare tutti come parte del gioco, senza mai rendere la storia confusa. Il divertimento nasce proprio da questa danza tra talenti, dove ogni magia ha il suo momento, senza rubare la scena all’altra. («Rabbia e angoscia»: Rosamund Pike commenta per la prima volta la cancellazione de La Ruota del Tempo)
La villain che fa scintille (come sempre)

Rosamund Pike è una presenza magnetica, e basta il primo ingresso di Veronika Vanderberg per sentire la tensione crescere. Glaciale, elegante e spietata, la sua villain non è solo un ostacolo da superare: è l’ago della bilancia morale della storia. Il sorriso studiato, il portamento perfetto e l’accento come maschera scenica rendono ogni scena con Pike più intensa e convincente.
È lei a dare senso al colpo: rubare ai ricchi per restituire ai poveri assume un peso reale proprio perché la sua presenza rende credibile il male che va contrastato. In un contesto altrimenti giocoso e leggero, Vanderberg stabilisce la tensione, aggiunge glamour e definisce l’obiettivo del film. Ogni apparizione è un piccolo spettacolo a sé, e vedere gli otto illusionisti cercare di batterla diventa uno dei momenti più soddisfacenti. La Pike non si limita a recitare: diventa la scintilla che trasforma una serie di trucchi visivi in una vera sfida tra ingegno, morale e showmanship. (8 film che faranno molto parlare nel 2025)
Now You See Me tra magia, globetrotting e leggerezza

Il bello di questo terzo capitolo è che non pretende di insegnare nulla, ma di intrattenere. Fleischer dirige con ritmo, montaggio e fotografia funzionali, creando numeri spettacolari che viaggiano da New York ad Anversa, passando per châteaux francesi e persino set esotici. La logica spesso cede il passo al divertimento visivo: parkour, ologrammi, illusioni ottiche, passaggi di mano impossibili. Ma è proprio questa leggerezza a rendere il film speciale: basta accettare che certe cose siano impossibili nella realtà e godersi lo spettacolo.
Quando la magia non è spiegata, il trucco diventa linguaggio visivo e la tensione cresce. Il colpo finale all’Heart Diamond, le prospettive capovolte e le fughe impossibili dimostrano che qui la coerenza narrativa è un dettaglio secondario: ciò che conta è la sorpresa e il piacere di essere ingannati. In due ore, lo spettatore dimentica il realismo e si lascia trasportare in un mondo dove otto illusionisti possono davvero cambiare le regole, un colpo alla volta. (La Classifica dei 10 Migliori film usciti ad Aprile 2025)
Tra caos e piacere di visione

Tiriamo le somme, Now You See Me: L’illusione perfetta celebra ciò che sa fare meglio: intrattenere senza pesantezza, sorprendere senza spiegazioni inutili. Il cast ampio porta qualche sbavatura, ma il divertimento è costante, tra colpi di scena, numeri spettacolari e momenti comici ben dosati. La trama sacrifica la coerenza per lo spettacolo, e va bene così: il patto con lo spettatore regge, e per due ore si dimentica la realtà.
Il film non cerca profondità filosofiche o metafore complicate, punta a far sorridere e a far sognare. Gli otto Cavalieri, tra veterani e giovani, creano un ensemble energico, e la presenza di Rosamund Pike conferisce tensione e glamour. Fleischer non reinventa la saga, ma la rifinisce nel suo lato più onesto: spettacolo puro, divertimento e magia, senza prendersi troppo sul serio. In un panorama di blockbuster pesanti e seriosi, questo terzo capitolo regala evasione leggera e ben coreografata, perfetta per chi vuole credere, anche solo per un paio d’ore, che l’impossibile sia davvero possibile. (Se volessi fare un rewatch, qui trovi i precedenti)




