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La Classifica dei 10 Migliori Film del 2025 secondo Hall Of Series – Comunità di Recupero

Russell Crowe in una scena di Norimberga, uno dei migliori film del 2025

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Altro giro e altra corsa: siamo oramai alla fine dell’anno, e Hall of Series – Comunità di Recupero è pronta a rispondere all’ultima domanda prima della chiusura delle classifiche: quali sono i migliori film del 2025? Dopo essersi dedicata a La classifica delle Migliori Miniserie del 2025, la community ritorna questa settimana cambiando argomento dedicandosi alle migliori pellicole dell’anno, e non mancheranno le sorprese neanche in questo caso. Siete pronti a scoprire quali sono i film preferiti della community? Andiamo allora: il viaggio nel cinema del 2025 può ufficialmente cominciare!

Da Norimberga a tanto altro: ecco La Classifica dei 10 Migliori Film del 2025 secondo Hall Of Series – Comunità di Recupero

10) Weapons

Julia Garner in una scena di Weapons, uno dei migliori film da vedere
Credits: New Line Cinema

Apriamo la classifica dei migliori film del 2025 con Weapons, una pellicola che racconta in modo emblematico l’ottimo anno vissuto dal cinema horror (ne parliamo nella classifica dei migliori horror dell’anno), che nel corso del 2025 ha portato in sala un gran numero di spettatori. Tra i film più acclamati e fortunati c’è anche Weapons, un horror con un’intensa e magistrale Julia Garner che non si limita mai a voler soltanto spaventare, ma costruisce una narrazione solida e stratificata, capace di dar vita a qualcosa di molto più profondo. Dietro questo film si nascondono infatti temi che raccontano l’essere umano da diverse prospettive, affrontando argomenti come la paura collettiva e la risposta di una comunità di fronte a un evento traumatico.

In alcuni casi la risposta può essere la paranoia, che si trasforma in sfiducia nei confronti del prossimo, percepito come un nemico, l’artefice di tutto, esattamente come accade in Weapons. Al centro della trama vi è la scomparsa di ben 17 bambini che, alle 2:17 del mattino, fuggono dalla propria dimora correndo in modo insolito e senza una meta apparente. Svaniti nel nulla, lasciano la comunità inermi davanti all’orrore. Ognuno di loro era alunno della maestra Justine Gandy, che per questo verrà interrogata senza tregua. C’è davvero lei dietro tutto questo? Sa qualcosa che il resto della comunità disconosce? Domande inquietanti e risposte sconvolgenti vi attendono in uno dei più riusciti film horror dell’anno.

9) Norimberga

Russell Crowe in una scena di Norimberga, uno dei migliori film del 2025
Credits: Walden Media

Sono passati pochissimi giorni dall’arrivo di Norimberga, il nuovo film con Russell Crowe che torna a essere quel Russell Crowe che abbiamo conosciuto nei suoi anni d’oro. Dopo una serie di pellicole che non sono state all’altezza – basti pensare a L’Esorcista del Papa – l’attore de Il Gladiatore torna sul grande schermo con un potente thriller storico che racconta il Processo di Norimberga attraverso una prospettiva più psicologica e intima. Ripercorrendo gli eventi, la pellicola narra il processo attraverso lo sguardo di Douglas Kelley, lo psicologo che verrà incaricato di impedire ai criminali di guerra di togliersi la vita e di valutare la loro salute mentale.

Attraverso i suoi interrogatori conosceremo meglio la figura di Hermann Göring, e il loro sarà un rapporto ambiguo, fin da subito contraddittorio: Kelley non sa ancora davvero di cosa Göring sia colpevole e, per un istante, sviluppa per lui una pericolosa forma di empatia. Lo scruta, lo studia, gli sta accanto e, fino a quando non vede con i suoi occhi l’orrore, non giudica. Ma poi ogni illusione crolla, e non resta altro se non il peso insostenibile dell’orrore.

Un film che parla del Processo di Norimberga tenendo però lo sguardo fisso sul presente: Kelley sa che l’orrore disumano non è finito, che continua a celarsi in altre parti del mondo. Che c’è chi ha permesso tutto questo e che, probabilmente, continuerà a permetterlo. Ed è in questi momenti che Norimberga colpisce più a fondo, dando vita a una pellicola che non intende solo parlare al passato, ma raccontare chi eravamo e chi, purtroppo, in parte siamo ancora.

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