7) Misery non deve Morire, uno dei Migliori film da vedere su Amazon Prime Video tratti dalla penna di Stephen King

Proseguiamo con Misery non deve Morire, il capolavoro del 1990 tratto dall’omonimo romanzo del Maestro Stephen King. Con le straordinarie interpretazioni di Kathy Bates e James Caan, la pellicola affonda nelle profondità del fanatismo e dell’ossessione, di un’ammirazione che si trasforma in possessione e desiderio di controllo. Al centro della scena c’è Paul Sheldon, uno scrittore di successo noto soprattutto per la saga dedicata a Misery Chastain, l’eroina che decide di far morire nel nuovo romanzo appena terminato. Dopo aver decretato il destino della sua creatura letteraria, Paul rimane vittima di un incidente automobilistico e viene soccorso da una fan che si offre di aiutarlo, ma che ben presto rivelerà la propria follia.
Ossessionata dal personaggio di Misery e dal suo autore, Annie Wilkes impazzisce quando scopre la sorte della sua beniamina e, da quel momento, trasforma lo scrittore in un prigioniero della sua devozione malata. Per salvarsi, Paul dovrà continuare a scrivere sotto costrizione, riscrivendo la sua stessa opera pur di sopravvivere. In modo diverso, ma simile nello spirito, Swarm – la Serie Tv Amazon Prime Video – sembra voler riprendere l’essenza della pellicola, dando vita a una narrazione che esplora la follia dell’ossessione, quella che cambia per sempre il destino di una fan disposta a tutto pur di proteggere il talento della sua cantante preferita (ne abbiamo parlato qui).
Attraverso questo espediente, Misery non deve morire diventa una parabola sulla condizione dello scrittore, una riflessione sulla gioia e la condanna della creazione artistica. Gli autori, come Paul, finiscono per essere schiavi delle aspettative del pubblico, costretti a soddisfare desideri che spesso non appartengono alla loro visione. Annie, d’altra parte, incarna la parte più oscura dell’autore stesso, quella incapace di lasciare andare i propri personaggi, ma rappresenta anche il simbolo della rinascita creativa: per sopravvivere, Paul deve continuare a scrivere, trasformando il dolore in ispirazione, e la sofferenza imposta da Annie diventa, paradossalmente, la scintilla di una nuova creazione.
Una battaglia mentale e fisica che è, in fondo, la parabola di Stephen King stesso, forse il suo alter ego più tormentato. Perché in Misery non deve Morire c’è molto più di un horror o di un thriller: c’è una riflessione profonda e urgente sul ruolo dell’artista, sulla responsabilità che deriva dal creare e sulla fragilità di chi, nel dare vita alle proprie storie, rischia di perdersi dentro di esse.
8) The Post

Torniamo adesso al 2017 con The Post, uno dei più significativi film diretti dal genio di Steven Spielberg. Candidato agli Oscar come Miglior Film e Miglior Attrice Protagonista, The Post è un intenso dramma biografico che ricostruisce uno dei più importanti casi legati alla libertà di stampa degli anni ’70. Con interpreti dal calibro di Meryl Streep, Tom Hanks, Bob Odenkirk e molti altri, la pellicola racconta la coraggiosa decisione del Washington Post di pubblicare i rapporti segreti del governo statunitense sulla guerra in Vietnam, i famigerati Pentagon Papers. Una scelta compiuta nonostante le pressioni politiche e giudiziarie, e nonostante la corte federale – su ordine diretto di Richard Nixon – avesse già bloccato il New York Times per aver diffuso gli stessi documenti.
Siamo nel 1971, eppure The Post risuona oggi più attuale che mai. Nonostante ciò che mostra, dichiara e testimonia, il film non si limita a celebrare la libertà di stampa: la utilizza come chiave per indagare questioni più universali, che coinvolgono il potere, la coscienza civile e il coraggio morale. Il racconto, infatti, non si ferma alla denuncia politica, ma illumina un’epoca e le sue eredità, parlando direttamente al presente: un mondo ancora segnato dai retaggi di quegli anni, dove la verità è spesso distorta e manipolata.
Così, The Post diventa anche una riflessione sulla lotta contro il sistema, sulla parità di genere e sul ruolo del giornalismo contemporaneo, oggi minacciato da fake news, pressioni economiche e una deontologia sempre più fragile. È un film biografico che racconta il passato con una lucidità e una forza emotiva tali da superare i decenni, giungendo fino a noi come un monito necessario e attuale sulla responsabilità della verità e sul prezzo della libertà.



