5) 12 anni schiavo

Tra i migliori film da vedere su Amazon Prime Video si nasconde anche 12 Anni Schiavo, il capolavoro premiato con tre Oscar. Tratto dall’omonima biografia di Solomon Northup e diretto da Steve McQueen, il film approda nelle sale nel 2013 dando vita a un’opera senza eguali che, da oltre dieci anni, racconta l’umanità attraverso la disumanità. La storia di Solomon Northup – autore del libro da cui è tratto e figura a cui la pellicola si ispira – è infatti realmente accaduta, ed è potente, straziante, disumana. Un musicista e padre di famiglia viene rapito nel 1841 da due truffatori e portato nel Sud degli Stati Uniti per essere venduto come schiavo. Da quel momento la sua vita si trasforma in un incubo: violenze, sfruttamento, lavori forzati, umiliazioni costanti.
La sua unica ancora di salvezza è un carpentiere canadese, colui che lo aiuterà nel suo percorso verso la libertà dopo ben dodici anni di schiavitù. Su queste note, 12 Anni Schiavo ci restituisce una storia senza tempo, un film che fin dal suo arrivo ha sconvolto critica e pubblico affrontando il tema della schiavitù e mostrando come un essere umano possa essere umiliato e privato della sua dignità fino a diventare il fantasma di ciò che era. Un’opera che ti entra dentro, fin da subito considerata un grande capolavoro e che, dal 2013, è diventata uno dei classici più importanti del cinema. Anche se difficilissimo, guardarlo è necessario.
6) Quei Bravi Ragazzi

Forse senza Quei Bravi Ragazzi non avremmo mai conosciuto I Soprano, o quantomeno non in questo modo. Il cinema di Martin Scorsese ha infatti plasmato una delle più grandi Serie Tv di sempre, ispirandola a raccontare la storia che oggi conosciamo. Un elemento che, da solo, renderebbe imprescindibile la visione del film. Ma no: il motivo per cui vale la pena recuperare questo capolavoro non ha a che fare soltanto con il desiderio di cogliere le origini della Serie Tv HBO, ma con la sua anima più autentica, il suo straordinario lavoro registico, la sua potenza narrativa e la sua capacità di incidere nell’immaginario collettivo.
Ma questa, come The Wolf of Wall Street e altre pellicole di Scorsese, non è purtroppo solo una storia grandiosa. È anche la solita ingiustizia hollywoodiana: ancora una volta pochissimi riconoscimenti e una sola statuetta agli Oscar. Per una pellicola di questo calibro, era più che legittimo aspettarsi di più. Tuttavia, per quanto tutto questo sia sconcertante, non c’è premio mancato che possa offuscare la forza di un film come questo, da tempo riconosciuto come un manifesto quasi documentaristico dell’antropologia criminale mafiosa. Uno spaccato vivido, un frammento potente che richiama Il Padrino e ne prosegue la tradizione, ma da una prospettiva nuova che — nel 1990 — ha riscritto una pagina indelebile della storia del cinema.



