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10 curiosità che forse non conoscevi sul franchise de La mummia

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Tebe città dei viventi, gioiello della corona del faraone Seti I; patria di Imhotep grande sacerdote del faraone, custode dei morti; luogo di nascita di Anck Su Namun amante del faraone…”. Parole che risuonano forti nella mente dei veri amanti de La mummia!

È proprio questo l’incipit del capostipite dei tre film de La mummia, che compongono uno dei franchise più noti e amati dal pubblico. Il primo film datato 1999 di Stephen Sommers, che nasce come remake dell’omonimo film del 1932, vede Brendan Fraser e Rachel Weisz come indimenticabili protagonisti (se vuoi saperne di più su I 20 remake cinematografici col più grande incasso nella storia del cinema). A comporre la trilogia vi sono due sequel: La mummia – Il ritorno (2001) e La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone (2008). I film ebbero così tanto successo da far nascere una serie di spin-off che hanno come protagonista il Re Scorpione, interpretato da un giovane Dwayne Johnson.

La storia copre un vasto arco temporale che va da un Antico Egitto del 1279 a.C. al Cairo del 1926, dalla Tebe del 3067 a.C. alla Londra del 1933, dalla Cina del III secolo a.C. alla Cina del 1946. Ma, in tutti questi salti temporali e leggende narrate, quanto c’è di effettivamente vero? Pronti per scoprire curiosi aneddoti legati alla produzione della trilogia?

Dalle avventure in Egitto a quelle in Cina, ecco 10 curiosità sul franchise de La mummia

1. Imhotep e Anck Su Namun

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Credits: Universal Pictures

“Ma per il loro amore erano disposti a rischiare la vita”

Non tutti sanno che i personaggi di Imhotep (Arnold Vosloo) e Anck Su Namun (Patricia Velásquez) si rifanno a figure realmente esistite.

Il personaggio di Imhotep è ispirato all’omonimo architetto, medico e astronomo egizio vissuto nel corso della III dinastia. Architetto di primo rango, fu probabilmente l’ideatore della piramide a gradoni di Saqqara. La sua figura fu fondamentale per la medicina del tempo, in quanto ritenuto autore di uno dei più antichi trattati medici ritrovati, il papiro Edwin Smith, in cui sono raccolti e descritti ben 48 casi clinici. Egli ricoprì l’importante compito di “Kheriheb her tep”, ossia il “primo sacerdote lettore”, che aveva il compito di recitare le letture dal libro sacro. Per questo, Imhotep era considerato un ponte tra il mondo divino e quello terreno e la sua figura venne poi deificata. 

Per quanto riguarda Anck Su Namun, il suo nome si ispira a quello di Ankhesenamon, regina della XVIII dinastia dell’Egitto. Ankhesenamon era la terza figlia di Akhenaton, decimo faraone della XVIII dinastia egizia, e della regina Nefertiti. Si ritiene che abbia sposato, in prime nozze, il proprio padre Akhenaton e alla sua morte si unì in matrimonio al fratellastro Tutankhaton (poi conosciuto come Tutankhamon).

2. La maledizione di Tutankhamon

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Credits: Universal Pictures

“La morte verrà su rapide ali su colui che oserà aprire questa cassa”

L’iscrizione sopracitata fa riferimento a una maledizione scritta su una tavoletta ritrovata nella tomba di Tutankhamon e da cui, nel primo film de La mummia, prende ispirazione la maledizione di Imhotep.

La maledizione di Tutankhamon è il leggendario castigo che avrebbe colpito tutti coloro che parteciparono alla scoperta della tomba del faraone. La tomba fu rinvenuta nel 1922 nella Valle dei Re, grazie a una spedizione archeologica finanziata da un ricco nobile inglese, Lord Carnarvon. All’epoca, vi era la credenza che la profanazione della tomba di Tutankhamon avrebbe causato la morte di chiunque fosse coinvolto. Ciò fu alimentato dal fatto che, nel giro di qualche anno dalla scoperta di essa, morirono molte delle persone che avevano lavorato agli scavi. Alla fine, fu tutto smentito ed è possibile affermare che la maledizione di Tutankhamon fu da considerarsi una trovata pubblicitaria dell’epoca.

3. Il Libro dei morti

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Credits: Universal Pictures

“No! Non deve leggere quel libro!”

Il Libro dei morti, utilizzato nei primi due film de La mummia per resuscitare Imhotep, è un antico testo funerario egizio. È composto da una serie di singoli testi accompagnati da illustrazioni, che spiegano le credenze egizie circa la natura della morte, dell’aldilà e della vita dopo la morte. È formato da una raccolta di formule magico-religiose, che dovevano servire al defunto come protezione e aiuto nel suo viaggio verso il mondo dei morti e verso l’immortalità. Il Libro dei morti, composto da vari sacerdoti egizi nell’arco di un millennio, cominciò a prendere forma a Tebe, intorno al 1700/1650 a.C.

4. I Medjay e i loro tatuaggi

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Credits: Universal Pictures

“I Medjay non avrebbero permesso che fosse liberato”

La prima citazione dei Medjay nelle fonti scritte risale all’Antico Regno, il termine si riferiva alla gente della regione di Medja, un distretto della Nubia. Nel Medio Regno, la definizione cominciò a cambiare e i resoconti scritti li indicano come popolo nomade del deserto. In quanto genti itineranti, i Medjay lavoravano in tutti i settori della società egizia, come servitori a palazzo, impiegati dei templi, mercanti, ecc. Lavoravano anche nelle fortificazioni egizie e pattugliavano i deserti. Durante il Nuovo Regno, divennero una forza di polizia d’élite: erano spesso impiegati per la protezione di aree di particolare valore, le necropoli reali e i confini dell’Egitto.

Secondo le leggende, un rito importante per tutti i maschi Medjai, che segnava il passaggio all’età matura, prevedeva la copertura di tutto il corpo con dei tatuaggi. Tra questi, il più importante era il tatuaggio sul polso destro (come quello di Rick O’Connell nel secondo film de La mummia) e che li contraddistingueva come Guerrieri di Dio e protettori dalle forze del male.

Nei film, i tatuaggi sulla fronte di Ardeth Bay sono geroglifici egizi che rappresentano il regno dei morti. Inizialmente, i Medjay dovevano essere tatuati su tutto il corpo, ma il regista decise di eliminare quel dettaglio perché sosteneva che l’attore Oded Fehr (Ardeth Bay) fosse troppo bello per essere coperto.

5. L’imperatore Qin Shi Huang e il suo esercito di terracotta

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Credits: Universal Pictures

“Ma un re ambizioso e spietato voleva diventare imperatore a prezzo del sangue”

Qin Shi Huang (protagonista del terzo film della trilogia de La mummia) è considerato il primo imperatore della Cina, poiché fu il primo sovrano assoluto a fregiarsi di tale titolo, dopo aver riunificato nel 221 a.C. tutti i regni sotto il suo dominio. La stessa parola “Cina” viene fatta generalmente risalire a “Qin” o “Ch’in”. L’imperatore si dedicò a rafforzare il suo dominio e la sua amministrazione e condusse varie campagne contro le popolazioni nomadi che abitavano i confini del suo impero. Tali guerre lo spinsero a collegare le varie mura erette, durante il periodo degli stati combattenti, in quello che divenne il primo nucleo della grande muraglia cinese.

L’imperatore fece costruire nel suo mausoleo un esercito di terracotta: un insieme di statue rinvenute nei pressi della città di Xi’an. Si tratta di un esercito simbolico, realizzato tra il 246 e il 206 a.C. e destinato a servire il primo imperatore cinese nell’Aldilà. L’esercito è composto da riproduzioni di guerrieri vestiti con corazze e dotati di armi, poste di guardia alla tomba dell’imperatore. Di queste statue sono state riportate alla luce circa 8000 guerrieri, 18 carri di legno e 100 cavalli di terracotta. Il mausoleo dell’imperatore Qin Shi Huang, che comprende l’esercito di terracotta, oggi fa parte dell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.

6. Shangri-La

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Credits: Universal Pictures

“Non possiedo il segreto dell’immortalità, ma so dove trovarlo”

Shangri-La è il luogo in cui, nel terzo film de La mummia, è situata la fonte della giovinezza.

Essa è descritta come un luogo immaginario nel romanzo Orizzonte perduto di James Hilton del 1933. Si trova all’estremità occidentale dell’Himalaya e ospita meravigliosi paesaggi: lì il tempo si è quasi fermato e l’ambiente è contraddistinto da pace e tranquillità. È un Eden materiale e spirituale. La città è ispirata alle narrazioni di padri gesuiti, che avevano soggiornato in Tibet e che erano venuti a conoscenza delle tradizioni legate al mitico regno di Shambhala. Essa era la dimora di uomini e donne perfetti, capaci di vivere in una condizione di costante armonia e di recepire energie da altri mondi.

Non tutti sanno, però, che esiste una vera città che ha preso il nome dal mitico Eden di Hilton. Infatti, nel 2001, il governo cinese con lo scopo di incentivare il turismo, ha ribattezzato la contea di Zhongdian con il nome di Shangri-La.

7. La quasi morte di Brendan Fraser nel primo film de La mummia

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Credits: Universal Pictures

“Lo impicchiamo, pare che si sia divertito un po’ troppo”

È noto che Brendan Fraser (per un approfondimento su di lui leggi anche – La grandissima carriera di Brendan Fraser in 5 iconici film) sia un attore molto professionale sul set e che non si tiri mai indietro nel mettere dell’ottimo realismo nelle sue performance. Nel primo film de La mummia, nella scena in cui il suo personaggio è condannato all’impiccagione, a causa di qualche errore nell’esecuzione Brendan svenne realmente durante le riprese. Ma, cosa ancor più terribile, rischiò seriamente di morire durante quella scena.

Rachel Weisz (Evelyn) ha ricordato che Brendan smise di respirare e la squadra di medici dovette rianimarlo. Per confortarlo, una volta ripresa conoscenza, il coordinatore degli stunt-man gli si è avvicinato e ha detto: “Benvenuto nel club, fratello!”.

8. Il cast de La mummia sarebbe potuto essere molto diverso

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Credits: Universal Pictures

Il nostro amato Rick avrebbe potuto avere un altro volto: Brendan Fraser, infatti, non fu la prima scelta per interpretare O’Connell. Prima di lui il ruolo del protagonista fu offerto ad alcuni tra i migliori attori del panorama di Hollywood. Vi erano nomi come Tom Cruise, Brad Pitt, Matt Damon, Ben Affleck, Chris O’Donnell, Matthew McConaughey e Sylvester Stallone. Si vociferava che anche a Leonardo DiCaprio fosse interessato al ruolo e che lui apprezzò talmente tanto la sceneggiatura da voler essere nel film ad ogni costo. Tuttavia, aveva già accettato di recitare in The Beach.

Per quanto riguarda il ruolo di Evelyn, Rachel Weisz è stata l’unica attrice presa in considerazione per la parte fin da subito. Situazione diversa si ebbe per la realizzazione del terzo film de La mummia: poiché le riprese si sarebbero svolte in Cina per svariato tempo. Per questo, la Weisz decise di non partecipare al film per stare vicino al figlio piccolo. Così, fu ingaggiata l’attrice Maria Bello, che la sostituì nella parte di Evelyn.

9. La grande quantità di effetti visivi

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Credits: Universal Pictures

“Mi piaceva il trucco del muro di sabbia, era bellissimo”

I tre film de La mummia hanno avuto grandi elogi per quanto riguardo l’uso degli effetti speciali. Secondo Stephen Sommers, il costo medio degli effetti speciali è stato di circa 125.000 dollari per ripresa. Secondo quanto riferito, i realizzatori hanno speso 15 milioni del budget di 80 milioni di dollari in effetti visivi, che sono stati realizzati dalla Industrial Light & Magic. Nonostante ciò, per creare la mummia, John Andrew Berton Jr. ha utilizzato una combinazione di artigianale e computer grafica. Quindi, ha abbinato protesi al digitale sul viso di Arnold Vosloo. In più, sebbene il film abbia fatto ampio uso di immagini generate al computer, molte scene, comprese quelle in cui Evelyn è ricoperta di topi e locuste, erano reali, utilizzando animali vivi.

Un uso più consistente di effetti visivi si ha nel terzo film, in cui la casa di produzione ha affidato gli effetti speciali alla Digital Domain e le sequenze in 3D alla Rhythm & Hues. Per esempio, la popolazione di Yeti, che appare in aiuto della famiglia O’Connell, è stata interamente creata in 3D. Sono ricreati al computer anche i guerrieri in terracotta e la colossale battaglia finale. Gli ultimi 25 minuti di film contengono la metà delle scene con effetti visivi: oltre 400 inquadrature.

10. La vera location

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Credits: Universal Pictures

“Potrebbe dirmi come arrivarci, insomma, l’ubicazione esatta?”

Per i primi due film de La mummia, la troupe non ha potuto girare in Egitto a causa delle condizioni politiche instabili, quindi le riprese principali sono iniziate a Marrakech, in Marocco. Marrakech aveva l’ulteriore vantaggio di essere una città molto meno moderna del Cairo, rendendo più veritiera l’ambientazione e i costumi ispirati agli anni Venti. La produzione ha potuto, inoltre, contare sul sostegno ufficiale dell’esercito marocchino. Tutti i membri del cast avevano un’assicurazione contro il rapimento, un fatto che Stephen Sommers rivelò agli attori solo al termine delle riprese.

Per il terzo film, invece, le riprese si svolsero inizialmente a Montréal per terminare in Cina.

Se voleste fare un rewatch dell’intera trilogia de La mummia, la trovate completa su Amazon Prime Video.

Concludiamo, dunque, questo nostro viaggio tra le curiosità del franchise de La mummia. Se volete scoprire altri fatti poco noti sulle grandi produzioni dello spettacolo, vi proponiamo anche la nostra carrellata di curiosità su Il Signore degli anelli. Per ulteriori curiosità sul meraviglioso mondo tolkeniano, vi consigliamo di leggere anche 7 curiosità su Gli Anelli del Potere. E voi, sapevate che presto sarà prodotto un nuovo film ispirato al racconto de La Mummia?

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