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10 grandi registi che hanno debuttato con un’opera prima oggi famosissima

il poster iconico di American Beauty

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“Chi ben comincia è a metà dell’opera” si dice, no? Sicuramente questo detto consumato vale per i registi che troveremo in questa lista. Non è sempre facile realizzare un’opera prima in grado di rimanere nella storia. E quando ciò accade, non è assolutamente semplice confermarsi. Esistono però dei casi in cui questa convergenza si realizza. Carriere che si aprono con un esordio straordinario e che poi rimangono su livelli altissimi. E proprio la parabola che si crea rende ancora più importante l’impatto di quella folgorante opera prima.

Oggi andremo alla scoperta proprio di dieci film che hanno segnato il punto d’esordio di altrettanti registi. Lavori importanti, che hanno mostrato immediatamente tutte le potenzialità dei loro artefici. Pellicole di altissimo livello, che hanno stupito il mondo e fatto conoscere alcuni nomi che proprio da quel momento sarebbero diventati estremamente familiari. E siamo sicuri che scorrendo tra i diversi paragrafi rimarrete sorpresi dallo scoprire con quale incredibile film hanno esordito questi grandi registi.

1) L’esordio di Cristopher Nolan con Following

Una scena da Following, film d'esordio di Cristopher Nolan
Credits: Next Wave Films

Cristopher Nolan è senza dubbio uno dei registi che hanno segnato con maggiore incisività il cinema del XXI secolo. La consacrazione per il cineasta britannico è arrivata proprio lo scorso anno, con l’Oscar vinto per quella meraviglia di Oppenheimer. Da anni però Nolan ci regala film incredibili. Da Inception a Dunkirk, passando per l’epico Interstellar e l’indimenticabile trilogia del Cavaliere Oscuro. Una carriera incredibile, cominciata nel migliore dei modi con un’opera che è stata poi oscurata da tutte quelle venute dopo, ma che rimane di livello davvero altissimo.

L’esordio dietro la macchina da presa di Cristopher Nolan risale al 1998. Avviene con Following, opera curata integralmente dal cineasta inglese. Il regista si è occupato anche di scrivere la sceneggiatura, di curare la fotografia e il montaggio, e in generale di sostenere l’intero peso economico della produzione. Una scommessa ambiziosa, ampiamente vinta perché Following ha riscosso subito un forte interesse generale. Prima tra la critica, e poi anche tra il pubblico, che l’ha recuperato pure dopo l’arrivo dei successivi capitoli, distribuiti con una capillarità maggiore.

Following spiana la strada, appena due anni dopo, a Memento. Da qui è storia, con Insomnia, Batman Begins e a seguire i grandi lavori del regista, apprezzati in ogni angolo del mondo. Following resta però una perfetta testimonianza della cifra narrativa di Nolan. Ci troviamo subito la narrazione non lineare, fondamentale in molti altri film successivi, e quella capacità di costruire la tensione narrativa che avrebbe poi rappresentato uno dei segreti del suo successo. Restano evidenti i segni di una maturità ancora non raggiunta, ma non c’è dubbio che Following sia un gran bel film. Il perfetto punto d’inizio di una carriera straordinaria, pronta a scrivere un’altra pagina importante con l’ambiziosissimo The Odyssey in uscita nel 2026 e con un cast semplicemente spaventoso.

2) Scappa – Get Out e il grande esordio di Jordan Peele

Una delle immagini più iconiche di Scappa - Get Out
Credits: Universal Pictures

Decisamente più recente è l’esordio di Jordan Peele, un altro regista che sta avendo un impatto incredibile sul cinema contemporaneo. Il suo Scappa – Get Out è stato semplicemente folgorante. Uscito nel 2017, il film ha ottenuto ben quattro candidature agli Oscar (tra cui quella per il Miglior film e la migliore regia) e si è portata a casa la statuetta per la Migliore sceneggiatura originale, superando la concorrenza di titoli come Tre manifesti a Ebbing, Missouri o La forma dell’acqua.

Scappa – Get Out è uno dei film che maggiormente dimostrano la vivacità del genere horror negli ultimi anni. Molto particolare è il percorso che ha portato Jordan Peele a concepire questo film. Prima del suo esordio alla regia, il cineasta aveva lavorato quasi esclusivamente alla scrittura di commedie. Potrebbe sorprendere che il suo primo lavoro sia un horror, e per di più di questo calibro. In realtà lo stesso Peele ha spiegato di aver sempre pensato che horror e commedie siano due generi per certi versi simili, basati entrambi sul ritmo. Una convinzione che gli ha dato assolutamente ragione, vista la caratura del suo esordio.

Dopo Scappa – Get Out Jordan Peele ha realizzato Us, altro film davvero di altissimo livello, e Nope, decisamente meno riuscito rispetto ai suoi predecessori. Non è mai cambiata, però, la cifra artistica del cineasta, molto ben visibile proprio in Scappa. La critica sociale che condanna apertamente il modello liberale americano. Le tensioni razziale e la loro percezione a seconda dei vari settori della società. E soprattutto la capacità di costruire una storia profonda e solida, senza perdere mai la tensione narrativa. Troviamo tutto questo in Scappa – Get Out, un’opera prima davvero incredibile.

3) Da Jordan Peele a Greta Gerwig e il suo Lady Bird

Un'immagine tratta da Lady Bird, film di Greta Gerwig
credits. A24

Un altro film ampiamente protagonista agli Oscar del 2018 è stato Lady Bird. L’opera d’esordio di Greta Gerwig ha gareggiato proprio con Scappa – Get Out in alcune importanti categorie come quella di Miglior film, Migliore regia e Migliore sceneggiatura originale. Nonostante abbia ottenuto una candidatura in più rispetto all’opera di Jordan Peele, Lady Bird non è riuscita a portarsi a casa nessuna statuetta. Ma ciò non cancella l’eccezionale esordio alla regia di Greta Gerwig, arrivato dopo una lunghissima carriera come attrice e sceneggiatrice.

Da sempre protagonista della scena indipendente, Greta Gerwig si è cimentata nella regia nel 2017. Prima di Lady Bird la donna aveva in realtà co-diretto con Joe Swanberg la commedia romantica Nights and Weekends, ma il film con Saoirse Ronan è stato il primo vero affaccio presso il grande pubblico di Greta Gerwig. Oltre che il primo lavoro in solitaria dietro la macchina da presa. E che esordio. Lady Bird è un eccezionale romanzo di formazione, che racchiude in se temi molto cari alla regista come la ricerca della propria identità, lo sguardo femminile sul mondo e il confronto generazionale.

Temi che, infatti, tornano con prepotenza nella sua filmografia successiva. Nell’adattamento di Piccole Donne e soprattutto nel chiacchieratissimo Barbie, fenomeno al botteghino che ha definitivamente consacrato la regista, facendole infrangere anche un paio di record. Lady Bird è un manifesto del cinema di Greta Gerwig ed è il frutto di anni e anni di esperienza. Dalla scena indipendente al panorama mainstream: un lungo percorso che ha reso la regista una delle voci più influenti del panorama contemporaneo.

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