7) A Christmas Horror Story (2015)

Immaginate una notte di Natale in cui le storie non si raccontano davanti al camino ma si aggirano per casa in cerca di chi non crede abbastanza. A Christmas Horror Story, diretto da una squadra di tre registi (Grant Harvey, Steven Hoban e Brett Sullivan), adotta la struttura che rimanda ai radiodrammi per tessere quattro racconti del terrore che si sovrappongono, si intrecciano e si fondono in un’unica notte di terrore festivo. Dallo spettro di una scuola infestata da un ex preside vendicativo, a una coppia che incontra una versione demoniaca di Krampus, fino a una famiglia in fuga da qualcosa che ha preso il posto del loro bambino sotto l’albero. Ogni segmento gioca con un diverso incubo natalizio, unito da un filo rosso: la voce di un DJ radiofonico sempre più disperato, intrappolato nella sua cabina mentre il caos dilaga fuori.
Il film non cerca di spaventare con perfezione tecnica ma con ritmo, atmosfera e una nostalgia distorta per i racconti dell’orrore da veglia invernale. Le luci colorate, i canti natalizi distorti, i pupazzi mossi da forze invisibili. Ogni elemento familiare viene piegato verso l’ignoto. È un’opera corale, irregolare ma piena di cuore. E di nervi scoperti.
Uscito nel 2015 è subito accolto come un nuovo classico stagionale alternativo. A Christmas Horror Story è uno di quei film horror di Natale che funziona meglio quando la neve cade fuori e il buio preme alle finestre. Perché non racconta solo storie di mostri. Racconta la paura che, in fondo, anche la festa più luminosa ha il suo lato d’ombra. E che a volte, l’unico modo per sopravvivere alla vigilia è tenere accesa la radio… finché c’è qualcuno dall’altra parte a parlare.
8) Terrifier 3 (2024)

Se pensate che il Natale sia il momento dell’anno in cui anche i mostri dovrebbero riposare… preparatevi a ricredervi! Con Terrifier 3, il regista Damien Leone trasforma le festività in un teatro di carneficina senza precedenti, portando il suo iconico clown assassino, Art the Clown (David Howard Thornton), a fare irruzione nella notte più sacra con un mix di sadismo teatrale, iconografia blasfema e un’estetica splatter tanto crudele quanto deliberatamente spettacolare. Ambientato in una Milford immersa in una neve rossa più per sangue che per freddo, il film segue Sienna Shaw (Lauren LaVera), ormai sopravvissuta agli incubi precedenti, mentre cerca di ricomporre i pezzi della sua vita ignara che Art non si accontenta più di Halloween, e ha scelto il Natale come sua nuova festa preferita.
Qui, ogni simbolo natalizio viene profanato con un piacere quasi barocco. L’albero diventa un altare, le renne si trasformano in presagi, e le carole si mescolano alle urla in un contrappunto grottesco. Leone non cerca il terrore sottile, ma lo spettacolo del terrore assoluto. E lo fa con sequenze coreografate come balletti macabri e un uso del colore che ricorda i dipinti più violenti del Caravaggio.
Uscito nell’ottobre 2024 con un’accoglienza da record al botteghino indipendente, Terrifier 3 è già diventato un caso culturale. Amato dai fan per la sua libertà creativa, detestato dai più sensibili per la sua spietata intensità. Ma una cosa è certa. Con questo capitolo, Art the Clown entra nel pantheon dei villain natalizi ma non solo. Ride, silenziosamente e con gli occhi fissi mentre ridefinisce i confini del film horror di Natale per il decennio a venire.






