3. L’amicizia immortale in Toy Story

Era il 1995 quando l’astro della Pixar si è palesato al mondo. John Lasseter, ex dipendente della Disney e fautore della nascita della Pixar all’interno della Lucasfilm, mette la sua firma su un film destinato a cambiare per sempre la storia dell’animazione. Stiamo parlando di Toy Story. Quella che è oggi una saga lunga e fortunatissima ha avuto origine da un’ardua scommessa: girare l’intera pellicola in CGI. Non era mai capitato nel campo dell’animazione e c’è da riconoscere che questa prima volta è stata decisamente epica.
Toy Story è un film dal valore immenso, capace di toccare corde emotive uniche. Un film da vedere assolutamente per farsi stringere il cuore dal lavoro fatto intorno a un tema sempre molto caro per la crescita emotiva dei più piccoli: l’amicizia. La storia di Woody e Buzz è arcinota. La loro competizione per il cuore di Andy. La rivalità trasformatasi in affetto. Ma Toy Story è anche molto di più.
È un film sulla ricerca identitaria. Sul desiderare ardentemente di trovare il proprio posto nel mondo. Sia Woody che Buzz sono personaggi incompleti. Il primo tormentato dalla gelosia, la più palese delle insicurezze. Il secondo disorientato dallo scoprire la sua natura di giocattolo. Questi due io frammentati si riuniranno proprio grazie alla forza dell’amicizia. Alla scoperta di un legame che vada oltre le loro differenze e i loro smarrimenti. Il momento in cui Woody ammette di aver bisogno di Buzz è senza dubbio uno dei più toccanti dell’intero film. Così come il finale. La reunion con Andy, che suggella il senso ultimo di tutto il racconto. L’amicizia in grado di superare ogni ostacolo. I legami come antidoto alle solitudini individuali.




