Giovani, carini e disoccupati
Chiudiamo la lista con un altro film da vedere che racconta bene il disincanto e la disillusione che alcuni giovani sentono in una determinata fase della loro vita. Giovani, carini e disoccupati è un film del 1994 e segna l’esordio alla regia di Ben Stiller. È una commedia sulla disillusione e il pessimismo, pieno di ironia e disincanto. I quattro protagonisti sono per l’appunto quattro giovani, carini e disoccupati che attraversano quella fase della vita in cui devono iniziare ad assumere su di sé la responsabilità delle proprie decisioni.
Lelaina Pierce (Winona Ryder) è un’aspirante regista che vuole realizzare un progetto tutto suo, con il fervore e la fiducia dei giovani che hanno appena messo il primo passo fuori dalla scuola. Troy Dyer (Ethan Hawke) è invece un cantante rock che sogna concerti e tournée in giro per il mondo. Vickie Miner (Janeane Garofalo) è una commessa che vive nel terrore di prendersi l’AIDS e Sammy Gray (Steve Zahn) non sa come confessare alla famiglia di essere gay. Sono quattro ragazzi che si trovano catapultati nella vita adulta senza avere un manuale su come starci dentro. Hanno grandi aspirazioni e bei sogni, ma presto si rendono conto che il mondo reale se ne infischia e va avanti senza stare ad aspettare nessuno.
Un elemento di disturbo negli equilibri del gruppo è Michael Grates (Ben Stiller), un uomo un po’ più adulto che conquista Lelaina e le offre la possibilità di trasformare i suoi progetti in un film reale.
Troy, che è innamorato della sua amica da tempo ma non ha mai avuto il coraggio di confessarglielo, viene spinto perciò a esternare i suoi sentimenti. La trama amorosa è il filo conduttore di Giovani, carini e disoccupati. Ma il film vuole parlare della crisi dei trent’anni e del disagio vissuto dai protagonisti una volta venuti a contatto con il mondo. Giovani, carini e disoccupati è un film da vedere perché rappresenta in un certo senso un manifesto degli anni Novanta. La generazione che in quegli anni si affacciava all’età adulta risentiva di una grande trasformazione non solo personale, ma anche sociale, storica e culturale.
Siamo agli inizi degli anni Novanta, appena dopo la caduta dell’Unione sovietica e all’alba di una stagione di grandi stravolgimenti politici. Il mondo stava cambiando, non solo le vite personali di Lelaina, Troy, Vickie e Sammy. È per questo che Giovani, carini e disoccupati è diventato più degli altri un film generazionale. La precarietà che si avvertiva non era solo quella dei protagonisti, ma una condizione più generale che vivevano le persone in una fase storica in cui sembrava che tutto stesse per cambiare. Per quanto siano passati oltre trent’anni dall’uscita nelle sale, questo resta ancora oggi un film da vedere se si vuole comprendere la disillusione di quelle generazioni che si affacciavano per la prima volta all’età adulta, soprattutto se in un contesto di grandi stravolgimenti generali.






