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Ma quindi, qual è la commedia romantica natalizia più commedia romantica natalizia di tutte?

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Il mondo si divide in due tipi di persone: chi gode nel guardare le commedie romantiche natalizie e chi mente. Se sono qui è perché appartengo al primo gruppo. Chiariamoci: quando faccio questa distinzione non parlo di commedie romantiche fatte bene, di film come Love Actually (tra i comfort movie di cui non ci stanchiamo mai) o L’amore non va in vacanza che sono diventati dei veri cult natalizi. Parlo dei film in stile produzioni Hallmark, quelli in cui ci sono case con decorazioni natalizie per le quali i protagonisti dovrebbero pagare una fortuna in bolletta e personaggi dai lineamenti piallati dalle luci. Immagino già qualcuno su quei set urlare: “Apri tutto! Smarmella!“.

Poche cose nel periodo natalizio sono più piacevoli di passare un intero pomeriggio sul divano davanti alla visione di un film di Natale di cui conosciamo la trama anche se non li abbiamo mai visti. Recentemente la mia salute cagionevole mi ha regalato un paio di queste giornate: io, il mio plaid, TV8 – che di questo genere è maestro qui in Italia – e la consapevolezza che mi sarei svegliata dai miei continui pisolini con un film diverso in sottofondo, ma con la stessa identica trama. Le commedie natalizie di questo genere sono tutte uguali, mettono in pausa il nostro senso del dubbio e della curiosità. Ma forse proprio per questo funzionano: perché non dobbiamo temere per l’incolumità di nessuno, né che la protagonista non raggiunga i suoi obiettivi. È tutto scritto, tutto siglato, e arrivati a fine anno forse è solo di questo che abbiamo bisogno: spegnere il cervello.

Oggi però vi do un motivo in più per guardare le vostre commedie romantiche natalizie.

Voglio proporvi un gioco già testato in prima persona che mi ha dato la mia buona dose di soddisfazioni. È tutto molto semplice: voi accendete la tv e fate partire una commedia romantica di Natale di quelle banali di cui sopra, poi lasciate che il film vada avanti e assegnate a ognuna delle banalità che accadono il rispettivo punteggio. La somma dei punti determinerà il punteggio finale – in base 100, ma come vedrete ci sono dei bonus – della commedia in questione. Finito il film, tutto ciò che resta da fare è continuare a guardarne ancora e ancora, per creare una classifica sempre più densa e determinare quale film svetta. Quella con il punteggio più alto sarà decretata la commedia romantica di Natale più commedia romantica di Natale di tutte.

Facile, non trovate? Ecco allora a voi gli elementi che determinano punteggio.

Credits: Hallmark

1 – Il ritorno dalla metropoli al paesello (+5)

Se è vero che le commedie romantiche natalizie vivono di stereotipi, questo è lo stereotipo magno, quello portabandiera. Certo, esistono le eccezioni che confermano la regola, ma la stragrande maggioranza dei film appartenenti al genere cominciano con il rientro in patria della giovane donzella per le vacanze di Natale. Generalmente l’obiettivo è quello di passare al massimo una settimana con i propri cari, perché la donzella in questione è troppo impegnata con il lavoro nella metropoli per potersi permettere più tempo a casa. Casa che corrisponde a un paesino minuscolo di 200 anime (che si conoscono tutte). Nella pratica, invece, 10 volte su 10 decide di restare per sempre. E l’amore trionfa. Per la frequenza con cui capita, però, non possiamo dare al primo elemento della lista più di 5 punti.

2 – Una piccola attività commerciale di famiglia (+10)

Molto coerente con la dimensione del piccolo paesino innevato in cui tutti amano il Natale è la presenza di un’altrettanto piccola attività di famiglia. Qui le opzioni sono tante. Molto probabile è che quest’attività sia legata al mondo alimentare, come una pasticceria o una cioccolateria artigianale. Non è detto però che sia così, perché nella mia lunga carriera come spettatrice compulsiva di commedie romantiche natalizie ne ho viste tante, dai mobilifici ai negozi di giocattoli in legno. Avere un’attività commerciale però non basta: è necessario che sia anche a rischio chiusura, minacciata da un grande e cattivissimo imprenditore che vuole rilevarla o abbatterla per farne un resort. Poco importa che il paesino in questione abbia 8 abitanti in croce e 0 turisti. Ma niente paura: si salva sempre.

3 – Vecchio amore ancora prestante con camicia di flanella (+10)

Commedie romantiche natalizie stile Hallmark
Credits: Hallmark

Non esiste commedia romantica senza amore; non esiste commedia romantica natalizia senza un vecchio amore ritrovato. È un classico. Negli anni in cui la protagonista ha fatto la sua big city life, il suo ex delle elementari, delle medie o del liceo – rigorosamente lasciato per non tarpare le ali di lei – è diventato un uomo bellissimo. Ma bellissimo in stile Ken, di una perfezione quasi inquietante. L’unica pecca è che nel suo armadio non mancano le camicie di flanella, per ricordare a tutti che mentre lei si imborghesiva, lui restava uno del popolo. Bello, un gran bravo ragazzo e tendenzialmente – ma non sempre, come vedremo più avanti – single: al protagonista dei film natalizi in stile Hallmark non manca niente. Spesso non gli manca nemmeno la prole, ma questa è un’altra storia.

Bonus alert: il vostro protagonista maschile non è un ex fidanzato in camicia di flanella? Non è ancora detta l’ultima parola per il punteggio del vostro film di Natale. Abbiamo qui un’altra categoria di amanti più rara ma non meno importante: i principi di un regno sperduto sulle colline europee. Regno che spesso ha un nome che ricorda quello della città di Genova; il perché ancora non lo so. Cosa succede in questi casi? Succede che 5 punti potete assegnarli comunque.

4 – Un bambino che non fa l’albero di Natale da quando ha perso la mamma (+20)

Il Natale è fatto di tradizioni. Cucinare sempre le stesse cose, bere una cioccolata calda davanti al camino o addobbare l’albero sono grandi classici che accomunano tutti, tra protagonisti delle commedie romantiche natalizie trash e comuni mortali. Ma c’è una categoria di personaggi che non sempre ha questo onore: i figli dei protagonisti maschili dei film di questo genere. La storia di solito è più o meno questa: l’uomo in camicia di flanella è rimasto precocemente vedovo di una donna che amava il Natale e che non perdeva occasione per addobbare l’albero con la prole. Alla morte della suddetta quindi l’albero diventa un ricordo condiviso troppo doloroso da ricreare. Ma ogni bambino merita di proseguire le tradizioni, e per fortuna arriva la protagonista da New York ad aiutare in questo. “Non facciamo l’albero da quando la mamma è morta” resterà solo un lontano ricordo.

5 – Passeggiata con cappottino leggero aperto mentre nevica (+5)

Che film di Natale sarebbe senza un po’ di neve a fare da sfondo? Se è vero che il 99,9% di queste commedie è ambientato in un paesello sperduto, è altrettanto vero che il suddetto paesello è generalmente situato su un cucuzzolo di montagna con temperatura media -10 gradi centigradi. Detto questo, cosa indosserà mai la protagonista secondo voi? Quando va bene e ha proprio voglia di coprirsi, un brutto maglione natalizio. Molto spesso però il suo outfit per la passeggiata in centro con il futuro amore della sua vita sarà composto da vestitino a manica corta – o al massimo una camicetta leggera – con cappottino rigorosamente aperto. Vogliamo essere ancora più specifici? Il colore del cappottino varia tra rosso e verde. Sono due i tocchi di classe concessi per scaldarsi: una cioccolata bollente tra le mani e una sciarpina. A me viene freddo per lei.

6 – Un’antica tradizione di paese (+10)

A ogni piccolo paesino sperduto corrisponde una grande tradizione natalizia collettiva alla quale tutti danno un’importanza spropositata. Una tradizione che – forse non ci sarebbe neanche bisogno di dirlo – deve essere legata al periodo natalizio. Che si tratti di una gara di biscotti natalizi, di una sfilata con protagonista Babbo Natale o di una raccolta di beneficenza per i più bisognosi, c’è sempre una tradizione da tutelare in memoria dei bei vecchi tempi, anche in questo caso minacciata dai cattivi delle multinazionali e/o dal tempo che passa. Ancora una volta però è la protagonista dal vestito leggero a salvare il Natale. E a volte lo fa convincendo l’amato che travestirsi da Babbo Natale per dare una gioia ai bambini sia la cosa giusta da fare.

7 – Capelli mai e poi mai in disordine (+5)

Credits: Netflix

So benissimo che la sospensione dell’incredulità è un concetto che non dobbiamo tenere in considerazione quando parliamo di commedie romantiche natalizie alla Hallmark (ma ormai anche alla Netflix), ma questa è una cosa che non riesco proprio ad accettare: le protagoniste hanno sempre e comunque i capelli perfettamente in ordine. Non importa la percentuale di umidità nell’aria, non importa che si siano appena sfilate un cappellino di lana o che stia nevicando ininterrottamente sulle loro teste da 48 ore: le loro chiome non avranno neanche una ciocca fuori posto. Mai. Io un po’ le invidio, ma molto più mi urtano, perché il gonfiore dei capelli appena metto piede fuori casa mi devasta. E allora in questa lista il punto sui capelli non può mancare, ma mi prendo la libertà di assegnargli un punteggio basso. 1 a 0 per me.

8 – Una dolcissima persona anziana che svolta l’esistenza (+20)

Eccoci qui, siamo arrivati a un elemento che metterà in crisi alcuni film e farà volare invece il punteggio di altri. Se Pinocchio ha al suo fianco il grillo parlante che gli dice come comportarsi, questo compito nelle commedie romantiche di Natale è spesso destinato a una persona anziana, tanto tenera e con tanta esperienza alle spalle. Il ruolo nelle vite dei protagonisti può variare: una nonna, un vecchio zio a cui non si fa visita da anni, l’anziano proprietario dell’hotel del paese, il gestore del teatro locale. A volte – e lo dico perché l’ho visto – si tratta di una persona anziana incontrata in modo totalmente casuale. Fatto sta che è proprio questa persona spuntata nelle maniere più randomiche a svoltare la situazione sentimentale dei protagonisti, ricordando loro l’importanza dell’amore (e ovviamente del Natale). E in alcuni casi ritrovandolo anche loro, l’amore.

Ah, dato che c’è tenerezza nell’aria, quest’ultima eventualità ha ancora più valore: 3 punti bonus.

9 – Una ex inutilmente elegante che odia il Natale (+5)

Per ogni giovane protagonista dall’aria dolce che deve rimparare a credere nell’amore c’è una donna avida di denaro e priva di sentimenti che ostacola il suo cammino mettendosi tra lei e l’uomo della sua vita. Ma come riconoscerla? Ci sono alcuni elementi chiave. Innanzitutto la donna in questione veste sempre in modo molto elegante, anche se il suo cappotto di solito è chiuso. Veste in modo elegante anche quando deve andare a fare la spesa, cosa che però tendenzialmente non fa. Non ama i bambini, cosa che la rende poco appetibile dal punto di vista degli eventuali figli di lui. E fondamentalmente non ama davvero nemmeno lui, considerando il fatto che quando si mollano lei è più dispiaciuta per cosa ne penserà la gente – o per eventuali lasciti economici – di quanto non sia per la fine della sua relazione.

Anche in questo caso però mi tocca dare un po’ di punti extra. Nello specifico eccovi un +2 nel caso in cui l’ex inutilmente elegante e poco avvezzo alle festività sia di lei. Ah, dimenticavo: è cumulabile con i 5 punti del paragrafo precedente.

10 – Baci rigorosamente a stampo (+10)

Siamo purtroppo arrivati alla fine del gioco, e non potevo non concludere con un punto che ricalca quella che tendenzialmente è la scena finale di ogni commedia romantica natalizia che si rispetti: il bacio sotto il vischio che corona il vero amore. La relazione tra la giovane tornata al paesello e l’uomo in camicia di flanella può avere mille alti e bassi, ma la certezza su cui non piove è che i due finiranno insieme. E c’è di più: solo alla fine del film, di solito dopo essersi già detti Ti amo, si scambieranno il primo bacio.

Ma per quanto si siano desiderati, il bacio in questione sarà sempre a stampo. Un bacio degno di Patty e Matias de Il mondo di Patty (già che mi trovo vi lascio qui info sul finale della serie). Niente lingua, non se ne parla proprio. Questi film sono la rappresentazione dell’amore romantico, mai e poi mai di quello passionale. E noi restiamo un po’ delusi perché dai, almeno fate finta di desiderarvi un po’.

Punti finiti: che il gioco abbia inizio!