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Dove The Handmaid’s Tale finisce, Keep Sweet inizia

Keep Sweet

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Gruppo fondamentalista, donne oggetto, regime dittatoriale, poligamia. Vi sembra la trama di The Handmaid’s Tale? No, purtroppo, è la triste realtà raccontata da Keep Sweet – Pregare e obbedire.

È nota a tutti la trama di The Handmaid’s Tale, la serie adattamento del romanzo di Margaret Atwood. Sembra la narrazione di uno scenario distopico così lontano. Ma, il mondo immaginato dalla scrittrice canadese, non lo è poi così tanto dalla nostra realtà.


La docuserie Netflix Keep Sweet: Pray And Obey (in italiano Keep Sweet: Pregare E Obbedire), prodotta e diretta Rachel Dretzin, vede la luce l’8 giugno 2022.

Racconta delle terribili vicende che hanno interessato, agli inizi degli anni Duemila, i componenti della Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, movimento fondamentalista mormone separato dalla Chiesa LDS ufficiale.

Keep Sweet è composta da quattro dettagliate puntate, che raccolgono le testimonianze di chi ha vissuto nella chiesa ed è riuscito a uscirne. Molti sono i video inediti, che permettono una ricostruzione chiara e sconvolgente delle attività della setta. È un lavoro minuzioso e attento, che ci mostra come, anche in una civiltà progredita, ci siano delle realtà di cui sappiamo veramente poco. Realtà manipolatrici, che vanno al di là della legge, dell’etica e dei diritti umani. 

Keep Sweet
Credits: Netflix

A questo punto, è importante utile fare una panoramica sulla Chiesa fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni (FLDS). Essa è completamente indipendente: non è ecclesiasticamente e organizzativamente collegata a quella principale. È una delle confessioni più piccole all’interno del movimento. Nel 1877, il presidente della Chiesa mormone Taylor conferì ad un gruppo una missione speciale: continuare la pratica della poligamia.

Durante i primi anni del Novecento, la FLDS si stabilisce nell’area di Hilldale, in Arizona. La comunità sarà poi scomunicata formalmente dalla Chiesa mormone nel 1935. Il compito del leader spirituale è decidere l’assegnazione delle mogli agli uomini del gruppo e l’eventuale riassegnazione ad altri. Secondo il credo della setta, un uomo deve avere almeno tre mogli per andare in paradiso. Nel 1986 viene nominato Sommo Sacerdote Rulon Jeffs, classe 1909. 

È qui che inizia la narrazione di Keep Sweet, che racconta la storia cronologicamente, a partire dagli anni Duemila.

Il Profeta Rulon Jeffs è un uomo sugli 80 anni, su una sedia a rotelle, ma ancora in forze per sposare – e abusare – di giovani ragazze. Indossa sempre un paio di scarpe particolari: sotto una è incisa una K, sotto l’altra una S. – Keep Sweet (ovvero: siate dolci e remissive). Un monito che indirizza alle sue innumerevoli mogli sin dalla tenera età.

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Credits: Netflix

Ci si sposa a 18 anni e gli uomini possono avere molte mogli. Solo il Profeta può averne a decine. Ma, sarà alla morte di Rulon che le cose peggioreranno. A succedergli è uno dei suoi tanti figli: Warren Jeffs. Ad accompagnare il “Keep Sweet”, sarà il suo motto: “Pray and Obey” (Pregare e Obbedire), così importante da farlo incidere sulla facciata della sua abitazione, al centro della comunità.

È Warren ora il Profeta. Egli sposa subito quasi tutte le mogli del defunto padre, compresa sua madre. Warren indurisce anche le leggi della comunità: le donne non possono più indossare colori accesi, non possono tagliarsi i capelli e devono sistemarli in complicate pettinature da lui decise. Inoltre, tutte dovranno indossare sotto i vestiti una pesante tuta bianca che copra dal collo alle caviglie. 

Decide di cacciare alcuni membri della comunità che avrebbero potuto ostacolarlo. Uomini con famiglie numerosissime, che vengono riassegnate ad altri membri, diventando mogli e figli di qualcun altro. Ma, la novità peggiore è che Warren ha intenzione di abbassare drasticamente l’età da marito.

Così, a soli 14 anni una fanciulla diventava sposa di uno dei suoi innumerevoli seguaci. Questi lo ringraziavano donando sempre più soldi alla chiesa. 

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Credits: Netflix

La chiesa si mantiene con le donazioni degli stessi membri, che sacrificano tutto per la FLDS. Il loro è un microcosmo autarchico.

Si pratica un’agricoltura di sussistenza, si fabbricano i vestiti, hanno la loro chiesa e la loro scuola. Anche pompieri e polizia fanno parte della setta.

Con i soldi delle donazioni, Warren comincia a spostare parte della comunità in Texas, dove costruisce un enorme tempio. In questo tempio e nelle case attorno vengono portati i bambini senza genitori, per ricevere un’educazione pura. 

Il resto della popolazione li osserva. Alcuni non li vedono di buon occhio, ma la setta viene comunque tollerata, in quanto si tratta di una comunità riservatissima.

Keep Sweet ci racconta come, grazie alle testimonianze di vittime e all’operato di investigatori e giornalisti, è stato possibile stanare e denunciare Jeffs. Già con le prime dichiarazioni, viene aperto un processo contro di lui, ma Jeffs scappa. Diventa uno dei dieci fuggitivi più ricercati dall’FBI. Il suo arresto avviene nel 2006, a Las Vegas. 

È stato condannato all’ergastolo per due accuse di violenza sessuale su minori. Dalle indagini è emerso che aveva 78 mogli, 24 di loro con meno di 17 anni. Una ne aveva addirittura 12. Inoltre, nei suoi anni di guida spirituale, ha favorito lo stupro e le nozze illecite di centinaia di bambine. Ha costruito un impero con le sue menzogne e ha promosso il traffico di giovani donne per scopi sessuali.

Eppure, da una prigione del Texas continua a guidare migliaia di fedeli. Ancora oggi, i fedeli della FLDS non sanno perché il loro Profeta si trovi dietro le sbarre. Ciò è dovuto al fatto che, nella comunità, è vietato usare internet, vedere la televisione o leggere i giornali. Non è permesso nessun contatto con il mondo esterno e l’unica autorità riconosciuta è quella del Profeta. Per loro, Warren è ingiustamente detenuto dalle autorità del Mondo Esterno, che è soggiogato dal Diavolo.

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Credits: Netflix

Keep Sweet è un’ottima docuserie (Non perderti la nostra – La Classifica delle 10 migliori docuserie del 2024). Fa luce in maniera oggettiva su una decade di abusi, pedofilia, poligamia e manipolazioni operata dalla setta dei FLDS. La storia è avvincente e altamente drammatica. Gli episodi tracciano una cronaca puntuale di tutto ciò che è accaduto.

È doveroso fare una precisazione: la visione di Keep Sweet potrebbe causarvi un profondo senso di rabbia.

E non perché non sia ben realizzata, anzi. La visione del primo episodio potrebbe sconvolgervi, visto che il tema trattato non è dei più facili.

La Chiesa FDSL esiste ancora. E i fedeli si radunano ad ascoltare le parole di Warren quando chiama dalla prigione: ogni giorno, pregando. 

Sembra quasi distopia o frutto dell’immaginazione di una mente creativa. Purtroppo, la sudicia perversione che si è abbattuta per decenni su quelle donne, come le ancelle nella narrazione di Atwood, rende la realtà davvero agghiacciante.

Netflix, con l’intenso e scioccante documentario Keep Sweet – Pregare e Obbedire, ci ha raccontato la loro incredibile storia.

Al contrario, The Handmaid’s Tale è un racconto di liberazione.