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Dopo l’esordio della scorsa settimana, Daredevil: Born Again ci regala un doppio appuntamento che ci fa immergere ancora più a fondo in questa seconda stagione della serie tv di Disney+ (qui trovate altri titoli da vedere sulla piattaforma). Una bella accelerazione per la produzione Marvel, che conferma tutte le indicazioni dell’esordio, dando mostra di voler seguire una strada ben precisa. Daredevil: Born Again 2×02 e 2×03 continuano infatti a delineare lo spietato regno del terrore di Fisk, solcando una linea ben precisa tra chi perpetra e asseconda questa morsa soffocante e chi invece lotta e resiste contro la tirannia del sindaco.
Questa seconda stagione di Daredevil: Born Again si sta facendo sempre più veicolo ideologico per dare all’MCU – o almeno a una sua parte – una sua precisa connotazione concettuale. La chiave di lettura ci viene fornita in una brillante descrizione durante il banchetto organizzato da Vanessa Fisk, in cui vengono riconosciuti i due sovrani assoluti e tutte le figure che orbitano attorno a loro. I servitori, il giullare, la Iago in fieri. E poi c’è il diavolo, simbolo di resistenza e di lotta all’assolutismo imperante. Quella del sindaco Fisk è una corte dell’orrore e al suo interno si consuma il delitto di una New York ormai giardino personale dei giochi del proprio rappresentante politico.

Daredevil: Born Again 2×02 e 2×03 approfondiscono il sistema Fisk: stato di polizia e soffocamento degli organi autonomi
La mano di Fisk su New York è calata con forza progressiva e in questa seconda stagione vige un vero e proprio sistema diretto da Kingpin. Daredevil: Born Again 2×02 e 2×03 vanno più a fondo nella descrizione del nuovo status quo imposto dal sindaco, in particolare per ciò che riguarda due elementi cardine della sua azione: lo stato di polizia e il soffocamento degli organi autonomi. Il tema della task force – che altro non è che una milizia personale – è caldo sin dalla prima stagione e ora viene portato ai suoi estremi, mostrando come la polizia di Fisk operi completamente al di fuori delle regole. Arresti casuali. Violenza dilagante e ingiustificata. L’armata del sindaco è completamente fuori controllo e rappresenta la mano operativa del regime.
Un elemento nuovo è invece rappresentato dal silenzio imposto agli altri organi – teoricamente autonomi – del potere. La democrazia si basa, infatti, sulla separazione dei poteri – legislativo, esecutivo e giudiziario – mentre l’assolutismo concentra in se questi poteri. Finora Fisk ha accentrato su di se i primi due e ora ha gettato la sua ombra pure su quello giudiziario. Il processo-farsa a Duquesne è una chiara manifestazione di quanto l’influenza del sindaco sia forte sulla giustizia. L’ennesima teorizzazione del regime dittatoriale imposto da Wilson Fisk e un’altra dimostrazione da parte della serie di Disney+ della sua volontà di dare alla storia un potentissimo apparato ideologico.
Colpisce in maniera estremamente definitiva la cura con cui Daredevil: Born Again sta costruendo lo stato di Fisk. Una vera e propria dittatura che di settimana in settimana si fa sempre più spietata. Come in ogni regime, però, c’è chi lotta. Sull’altro versante del terrore si pone la speranza, che in questo caso ha due corna da diavolo e un costume rosso. Ma se Daredevil è il leader della resistenza e la sua figura cardine, ci sono tutta un’altra serie di protagonisti che si stanno prendendo la scena e che danno colore all’intero quadro politico-ideologico disegnato dalla serie tv.
Il coraggio di chi resiste
La resistenza si alimenta di piccoli gesti. Si nutre del coraggio dei singoli. Di tutti coloro che non abbassano il capo e che tentano – pur nel loro piccolo – di reagire. La resistenza è Kirsten che strenuamente difende il proprio assistito in un processo che non le ha mai dato possibilità di difesa. È Angela che raccoglie l’amuleto di Tigre Bianca per diventare l’eroina che serve alla sua città. È BB che sfida Fisk sul piano della propaganda. La resistenza è anche Karen, che dopo tanta lotta nell’ombra capisce il peso della lotta armata e accetta le conseguenze del varcare quella famosa linea di confine.
Non può esserci un solo uomo a guidare la resistenza. C’è bisogno di un simbolo, ma poi servono uomini e donne che sostengono quel simbolo e che lottano per opporsi a quel potere che salda con sempre più crudeltà la presa intorno alle loro gole. In questa seconda stagione si evince ancor di più quanto Daredevil sia soprattutto un simbolo. Prima ancora che un uomo o un vigilante con una sua missione. Matt ha su di sé la responsabilità di rappresentare il coraggio di chi resiste. Fondamentale per lottare, ma pur sempre flebile contro un potere soffocante.
L’operazione che sta portando avanti Daredevil: Born Again ricorda molto quella di Andor e noi speriamo che si riescano a raggiungere i picchi altissimi della serie tv di Star Wars

Daredevil: Born Again 2×02/03 tra azione e assenti all’appello
Non c’è solo ideologia in Daredevil: Born Again 2×02 e 2×03 ma ci sono pure intense scene di azione. L’evasione da Red Hook è un passaggio strepitoso, culmine tensivo di questo distico di puntate. Le scene di combattimento sono sempre ben curate e ci regalano un Devil in grande spolvero. Alle gesta eroiche di Matt fa da contraltare la spietatezza di Fisk, sempre più a suo agio nel menare le mani e macchiare di sangue il suo candido vestito bianco. Sotto il fronte dell’azione manca però qualcosa e quel qualcosa è precisamente Frank Castle.
La sua figura aleggia all’interno della narrazione, ma ci piacerebbe tantissimo vederlo in carne e ossa. Anche perché – come dice Karen – il suo aiuto servirebbe non poco. Purtroppo non c’è alcuna certezza che Punisher tornerà in questa seconda stagione di Daredevil: Born Again – anzi i rumors propendono per una sua esclusione – ma la sua mancanza si sente. Lo vedremo nel quarto capitolo di Spider-Man– e non possiamo che esserne lieti – ma ci sembra proprio che questa violenta New York preda del sindaco Fisk sia l’habitat naturale di Frank Castle e ci dispiace parecchio di non vederlo già in Daredevil: Born Again 2, pur con la consapevolezza della sua presenza nello standalone dell’uomo ragno.
Manca ancora all’appello poi Jessica Jones. Lei ci sarà – è tutto confermato – ma il suo ingresso in scena si sta facendo attendere. Forse un po’ troppo. La sensazione comunque è che sotto il mero profilo dell’azione questa stagione abbia ancora molto da regalarci. In generale, comunque, il giudizio su queste prime tre puntate di Daredevil: Born Again 2 è globalmente positivo e la presenza di ulteriore potenziale non può che rendere complessivamente fiduciosi per il prosieguo della stagione.







