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#ConsigliSeriali: Black Sails, crudo realismo e narrativa

Black Sails
Black Sails della Starz è uno show ambientato nel XVI secolo, durante l’era d’oro della pirateria, che tratta le vicende degli equipaggi di Nassau, centro economico-criminale delle Bahamas.

Sin da subito, l’attenzione di Black Sails è posta principalmente verso due equipaggi comandati rispettivamente dal Capitano James Flint e dal Capitano Charles Vane. Loro hanno entrambi relazioni commerciali e non solo con Eleanor Guthrie, colei che gestisce i commerci nell’isola di New Providence, a Nassau. Lei a sua volta è molto legata a Max, la prostituta che riesce sempre ad ottenere delle informazioni utili.

Black sails Max

Tutto comincia quando il Capitano Flint ed il suo equipaggio vanno all’attacco di una nave, apparentemente un’azione comune per dei pirati ma in realtà il protagonista ha mire più grandi: vuole recuperare il diario di bordo che contiene informazioni sulla rotta di un galeone spagnolo, l’Urca de Lima, pieno d’oro ma – si dice – inespugnabile. Purtroppo dal diario viene strappata la pagina con annotati i dati più rilevanti da John Silver, un personaggio particolarmente astuto. Le mire di Flint vengono ostacolate anche da Charles Vane: i due capitani sono sin da subito rivali, e di conseguenza i loro equipaggi, nella detenzione del potere e delle ricchezze, oltre che per la fama di ciurma più temuta del Nuovo Mondo.

Black sails vane
Charles Vane

Black Sails è una serie che consiglierei per la curata psicologia dei personaggi e delle ciurme; i fini personali dei protagonisti sono messi alla prova e talvolta palesemente contrastati non solo da altri elementi chiave della storia, ma anche da secondari o persino dalle ciurme come entità, le quali si esprimono attraverso i nostromi. È interessante notare le dinamiche dei gruppi che si formano e le reazioni dei capitani in risposta. Ad esempio il capitano Vane non ha una visione strategica del potere: la sua immagine si nutre di forza e fama. Il rispetto della sua ciurma ce l’ha perché lui li porta a diventare più ricchi e più temuti – senza tanti ideali – quanto piuttosto attraverso gli istinti e la natura umana.

Il capitano Flint invece, cerca di elevare la sua ciurma a più di “semplici” criminali. Lui è un ottimo manipolatore e, a modo suo un idealista; ha la capacità di tenere a bada un gruppo di pirati e indirizzarli verso un fine diverso dall’immediata soddisfazione dei loro piaceri, che può derivare da bottini o dallo spendere le ricchezze in alcol e prostitute. Flint fa leva sul bisogno di questi uomini di essere liberi, cosa che spesso li ha portati a diventare pirati in principio. Questi però sono pur sempre un variegato gruppo di filibustieri, e in quanto tali spesso non inclini ad essere pazienti; nonostante ciò c’è una vena di democrazia nel modo in cui la ciurma si comporta ed esprime, il che rende il tutto piuttosto singolare.

Se poi aggiungiamo che la serie è ambientata in fantastici paesaggi esotici – una gioia per gli occhi – diventa almeno consigliabile dargli una (o più) possibilità.

Alcune ambientazioni di Black Sails sono create apposta, ad esempio la cittadella di Charlestown nemmeno esiste nella realtà: è tutta in rendering dal primo piano in su, una location da almeno un centinaio di edifici. L’uso degli effetti speciali (o visual effect) è esteso ma non invadente in questa serie, basta pensare che le navi non sono nemmeno nell’oceano. Sì, girano in Sud Africa, dove c’è il mare, e le spiagge in cui hanno luogo molte scene, ma i galeoni – in scala 1:1 – sono sul set, in una vasca di cemento da sette milioni di litri. Le riprese sono supportate da degli schermi verdi dove viene simulato il mare in computer grafica e in generale gli sfondi più remoti. Black Sails è stato girato all’aperto (ma questo limita appunto l’uso del green screen), in quanto il sole, il vento o le intemperie danno realismo alla scena.

Black sailsLe riprese delle battaglie navali, quelle in genere che vedono le navi sparare o che vengono colpite da distante sono generate in parte a computer. Ci sono patch che regolano la reazione delle vele se viene tagliata una fune che le tiene tese.. Il mare, le corde (più che altro la quantità di queste) e le vele e la loro fisica sono state le sfide più difficili per quel che concerne gli effetti speciali ed è probabilmente per questo che non troviamo molte serie piratesche.

black sails season 2 visual effects
una ripresa grezza di Black Sails, stagione 2

Questo non significa che Black Sails sia una serie tv “finta”, anzi è costruita e pensata talmente bene che gli effetti speciali assumono un ruolo di supporto ai fantastici paesaggi naturali e nemmeno si distinguono come tali: sono invisibili e questo è il miglior complimento che si possa fare in proposito, tanto che la produzione ci ha vinto un Emmy (2014). Gli autori di Black Sails cercano infatti di sfruttare ogni momento riempiendolo di luce naturale e scenografie degne di nota, oltre che colonne sonore appropriate e un uso del suono mai eccessivo.

Per quanto riguarda invece gli ambienti d’interno, sono – come i costumi – molto curati e realizzati grazie ad un ottimo studio dei dettagli. Dentro le case, nei saloni delle taverne, sottocoperta e nei bordelli gli effetti speciali sono minimi e lasciano posto ad una scenografia molto studiata, il tutto accompagnato da una fotografia in grado di far risaltare la scena nei suoi elementi salienti: come dicevo, tutto in Black Sails cerca di essere più realistico possibile.

Per girarlo ci sono volute diverse centinaia persone tra comparse, attori e crew e le riprese per stagione sono durate 6 mesi. I personaggi sono spesso sporchi, sudati ed occasionalmente li vediamo intenti a lavarsi i vestiti o a macchiarli di ferite fresche, studiate e verosimili al colpo che ricevono. Insomma una continua ricerca di realismo: addirittura alcuni pirati romanzati nello show, sono persone realmente esistite, come ad esempio Charles Vane e i suoi pirati principali Anne Bonny e Jack Rackham. Oltre all’Urca de Lima che era un vero vascello. Essendo poi un prequel del libro “L’isola del tesoro”, Starz deve esserne all’altezza e inoltre raccontare di eventi che risultano coerenti con la storia che si vedrà nel libro.

Black sails Jack
Jack Rackham, un personaggio principale di Black Sails

Purtroppo però non è una serie molto conosciuta in Italia, la ricezione da parte del pubblico è stata quantitativamente bassa e le recensioni e la critica hanno dato opinioni discordanti. Facendo un passo indietro però, vediamo che nel complesso queste opinioni controverse sono prevalentemente riferite alla prima stagione, per poi diventare decisamente più positive durante la seconda. Questo suggerisce una serie che fatica a partire ma una volta che i pezzi sono al loro posto trova un ritmo più incalzante.

Anche se dalle prime puntate sembrava più una serie “sesso e violenza” – ricordo che Stars è la casa produttrice di, tra le altre cose, Spartacus – dopo qualche episodio perde un’altra direzione più interessante – senza però allontanarsi troppo – poiché come dicevo predilige aspetti più complessi della psicologia dei personaggi e delle loro relazioni, favorendo intrighi e tradimenti con i conseguenti colpi di scena.

Black sails flint
Capitan Flint

Black Sails è una serie godibile nonostante alcuni momenti di lentezza narrativa; in compenso la trama non ha buchi e anche se i dialoghi non sono eccelsi rimangono comunque di alta qualità.

“the pirates adhere to a doctrine of their own… War against the world.”

Written by Sara Fattori

Ho un serio problema di dipendenza dalle serie tv.. come se non bastasse la mia formazione sociologica mi porta ad interpretarle come una chiave di lettura del mondo!
Lo so, non sto bene, ma il primo passo è ammetterlo!

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