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Fa sempre male venire eliminati a un passo dalla Top 10 a MasterChef 15, cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy. Soprattutto se si tratta di aspiranti chef che – sin dall’inizio – hanno dimostrato tanto impegno e ambizione. È questo il caso di Franco, l’aspirante chef eliminato nella puntata di ieri sera a MasterChef 15. Un’eliminazione che ha un sapore ancora più amaro se si considera la prova in esterna allo Juventus Stadium, con l’aspirante chef rimasto in panchina per tutta la durata della prova, condannandolo al Pressure Test in cui un pesto spadellato gli è costato il grembiule.
Come ogni venerdì abbiamo fatto quattro chiacchiere con Franco, concorrente eliminato da MasterChef 15.

Franco: “MasterChef 15 è stata un’esperienza positivissima. Posso descriverla come un primo amore, anche se questa passione c’è sempre stata dentro di me, ma è sfociata da poco. Saranno 4 anni che cucino in maniera un po’ più seria, avevo bisogno di arricchirmi maggiormente, MasterChef mi ha dato questo trampolino di lancio, mi ha dato la possibilità di conoscere una classe stupenda. Ho trovato ragazzi molto competenti, prima ancora della competitività, e prima della gara, fuori siamo tutti amici, non ne tolgo nemmeno uno. Un rapporto sia interno che esterno eccellente. Anche per quanto riguarda gli chef, persone davvero con un grande cuore. Tutto quello che ci è girato intorno per me è stata una bellissima esperienza.”
A dire la verità, la prima cosa che ci è saltata all’occhio durante l’intervista è stata la casacca da cuoco di Franco. Il quale ci ha raccontato di quanto MasterChef 15 gli abbia stravolto la vita, dandogli la giusta motivazione per lasciare il suo vecchio lavoro in ufficio e cimentarsi in una nuova avventura ai fornelli.
Franco: “La cucina mi ha portato un grande entusiasmo in questa vita, l’idea di trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio è arrivata. Mi sono licenziato dal lavoro che facevo, ossia il business manager per una multinazionale francese a Brescia. La cosa che ho fatto era cercare un ristorante che mi desse la possibilità di crescere in maniera giusta e coerente con il mio approccio a MasterChef. In questo ristorante non mi sono mai presentato come il Franco di MasterChef 15. Ho iniziato a fare qualche weekend a chiamata, poi le chiamate sono state sempre più repentine e, quando mi sono rivelato come concorrente di MasterChef 15, si sono sorpresi del fatto che non abbia mai avuto la sfrontatezza di dire da dove arrivavo; chiaramente non cambiava nulla. Il programma è un programma, questo è un lavoro. È stata una spinta per entrare in questo mondo, per il resto sono come un giovane appena uscito dalla scuola.”
Ovviamente non manca qualche piccolo rimpianto, soprattutto per quanto riguarda i rapporti con gli altri concorrenti di MasterChef 15 nel corso della competizione.

Franco: “Se potessi tornare indietro, la cosa che farei sicuramente è passare più tempo con i miei compagni. […] Ho vissuto momenti difficili della mia vita che non ho voluto menzionare nel programma: volevo proteggere la mia famiglia e i miei cari, non avevo interesse a far uscire determinate situazioni che ho a casa. Il fatto di aver riproposto sempre il mantra di Kobe Bryant è stato per me una forza d’animo. Sapevo di essere qualche scalino indietro rispetto ad altri, ma mi ha aiutato a farmi forza. In Masterclass non è facile; non è un ambiente semplice. La competizione ti mangia. Comunque, sapere di essere “meno” rispetto a qualcun altro ti crea confusione. Sotto questo punto di vista, se potessi tornare indietro, passerei più tempo con i miei compagni, che forse non hanno pienamente capito la persona che sono. Era una sfida contro me stesso. Non sono mai andato contro qualcuno per dimostrare, non tanto di poter vincere; la mia idea era quella di competere con i migliori, di riuscire in qualche modo a vincere le sfide. […] Kobe è stato uno sportivo che non ha mai pensato di voler essere migliore degli altri, ma cercare di migliorare se stesso. Questo è quello che del “Mamba Mentality” non avevo capito profondamente. Io, in quella competizione, ho cercato di voler essere migliore degli altri, quando la vera sfida era con me stesso, non con gli altri.”
Non è passato inosservato neanche il piccolo diverbio tra Irene e Franco durante il Pressure Test, con Irene che non ha fatto mistero di aver puntato il “mirino” su Franco con l’assegnazione delle erbe della prova. Una dinamica che l’aspirante chef ci ha tenuto a chiarire meglio.
Franco: “Io e Irene abbiamo un bellissimo rapporto. La rispetto ed è una persona con cui ci siamo ‘scannati’ in Masterclass, ma fuori abbiamo sempre mantenuto il rispetto reciproco. Quello che dice lo riconosco; chiaramente non penso sia la persona che mi può giudicare per quella che è stata la mia esperienza in Masterclass. Sono parole dell’emozione e della competitività. Siamo persone e ci sta sbagliare, sono sicuro che non è quello che intendesse. […] Non mi aspettavo di essere in panchina, ma giusto. Irene ha avuto comunque continuità secondo la squadra, la squadra ha scelto lei come capitano. La gestione è stata buona e la squadra stava andando bene. Matteo ha scelto i suoi componenti e fare un cambio con me sarebbe stato una sorta di tradimento. Entrambi hanno fatto scelte non solo di squadra, ma anche di amicizia. La cosa che un po’ più mi dispiace è stata non legare con loro quando potevo legare. Ma fuori, come dicevo, siamo belle persone e ho un bellissimo rapporto con tutti, mi chiamano spesso. Mi vogliono bene e io anche.”
Il Franco che abbiamo conosciuto ai Live Cooking di MasterChef 15 era molto più sicuro di sé e determinato del Franco che abbiamo visto in MasterClass e ci ha spiegato perché

Franco: “Ricordo molto bene che ho visto alcuni dei piatti dei miei compagni e mi sono reso conto del fatto che non mi sarebbero bastate quelle settimane per riuscire a colmare alcune lacune che avevo notato. Io dico sempre che mi piace lavorare, o comunque competere, con gente più brava di me. Quando capisco che sono ‘meno’ rispetto a un’altra persona, mi siedo e prendo nota. In quel momento c’è stata un’inversione di marcia nel conoscere e capire. Non era più una gara, ma vedere cosa facevano gli altri mi faceva quasi voler assimilare quello che facevano. Avevo Matteo lì affianco, Teo a destra, Jonny dall’altra parte: tre persone di un livello sicuramente più alto del mio. Non ho nulla di cui vergognarmi in tutto ciò. Vedendo i loro piatti prova dopo prova, e capendo che lo stacco era degno della sfida mentre io facevo dei passi piccolini, ti rendi conto e capisci che puoi arrivare dove puoi arrivare, e ci sta. È lì che capisci l’umiltà e chi sei davvero. In quel momento, vedendo questi tre mostri sacri della classe, ho capito quanto mi manca per arrivare lì e non me ne vergogno.”
Si è poi dilungato sulla sua situazione attuale, sul lavoro che “per la prima volta nella vita” lo fa sentire felice e appagato: la cucina.
Franco: “La prima cosa che ho fatto tornato a casa è stata capire quali fossero le mie lacune da colmare e lì mi sono focalizzato. Non mi basta quello che sto capendo da casa: era ora di mettermi in gioco in un’esperienza professionale. Ora sono qui [nel ristorante in cui lavora attualmente ndr] da un paio di mesi, ho colmato tante lacune e c’è ancora tanto lavoro da fare. È una sfida contro me stesso, non più contro gli altri, ed è una maratona, non uno sprint. Quando ci sarà il momento di dimostrare il mio lavoro in cucina, avrò la possibilità di mostrarlo in altri campi e in altri contesti.”
In fine si è lasciato andare a parole di miele sui tre giudici di MasterChef 15 e sui loro insegnamenti nel corso della competizione.
Franco: “Chef Barbieri mi ha insegnato la spensieratezza e la voglia di divertirsi. Io nello chef Barbieri mi ci rivedo molto. Nella cucina ci sono diverse sfaccettature, come quella ballerina del divertimento. Nello chef Barbieri vedo molta serietà quando c’è da esser seri, ma anche spensieratezza, ed è molto importante in questo mondo. In chef Locatelli ho visto uno chef molto duro con me, e su questo gli sono estremamente grato. Chef Locatelli mi ha insegnato la postura, l’eleganza delle cucinate, il modo di porsi in cucina, la velocità, la posizione. Le ho poi riviste a lavoro queste cose. Chef Cannavacciuolo, la sua cosa che ricordo sono le sue parole: quando portate un piatto che ricordi la vostra infanzia, quello che avete fatto nella vostra vita, arriva sempre. Questa è una frase che mi sono portato soprattutto fuori dopo il programma. Mi sono seduto e mi sono detto: ‘E adesso cosa faccio? Come posso portare la mia cucina alle persone? Come posso far capire effettivamente i miei piatti, anche se un domani dovessi aprire un ristorante? Come faccio?’ Quella frase mi ha aperto un mondo di progetti. Mi ha dato un grosso spunto per un’attività che spero di iniziare a breve. L’esperienza in cucina è necessaria perché serve capire cosa vuoi, cosa puoi e cosa non devi fare. Prima di arrivare a determinati obiettivi, prima di tutto bisogna fare questi passaggi qui e imparare. Comunque, è il pioniere [Antonino Cannavacciuolo ndr], sta diventando un’icona… anzi, è un’icona della cucina italiana.”
La Top Ten di MasterChef 15 è sempre più vicina e noi non vediamo l’ora di scoprire quali altre sorprese ha in serbo per noi questa edizione di MasterChef 15, in onda tutti i giovedì in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, sempre disponibili on demand. Anche perché iniziamo a scorgere un Iginio Massari all’orizzonte.






