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5 cose che ho pensato dopo aver visto il primo episodio di Young Sherlock

una scena tratta dal trailer Young Sherlock

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sul pilot di Young Sherlock.

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Quando si parla di Sherlock Holmes, il rischio è sempre lo stesso: pensare che non ci sia più nulla da raccontare. Il detective creato da Arthur Conan Doyle è uno dei personaggi più adattati della storia tra cinema e televisione. Ogni generazione ha avuto il suo Sherlock. Dal genio moderno interpretato da Benedict Cumberbatch nella serie Sherlock fino alla versione più avventurosa dei film con Robert Downey Jr.. Per questo motivo, quando ho iniziato il primo episodio di Young Sherlock, la mia aspettativa era abbastanza semplice: capire se questa nuova versione avesse davvero qualcosa da aggiungere al mito.

La serie sceglie infatti una strada particolare. Non racconta il detective già affermato di Baker Street, ma il momento in cui tutto deve ancora iniziare. Sherlock è giovane, brillante e già profondamente diverso dagli altri. Non è ancora il grande investigatore che conosciamo, ma è evidente che la sua mente funzioni già in modo completamente fuori scala.


Il primo episodio di Young Sherlock serve proprio a questo: mostrarci l’inizio della storia. Non solo la nascita di un detective, ma anche l’incontro con i personaggi e le dinamiche che finiranno per definirlo. E mentre guardavo l’episodio pilota, mi sono ritrovata a fare una serie di pensieri piuttosto precisi.
Ecco le 5 cose che ho pensato guardando il primo episodio di Young Sherlock:

1) Young Sherlock è già Sherlock Holmes

Young Sherlock
Credits: Prime Video

La prima cosa che ho pensato guardando Young Sherlock è stata quasi immediata: Sherlock è già Sherlock.
Anche se è molto giovane, la serie non prova a costruire lentamente il personaggio. Al contrario, decide di mostrarci subito le caratteristiche che lo rendono unico. Il suo modo di osservare il mondo è diverso. Nota dettagli che sfuggono a tutti gli altri. Collega informazioni con una velocità impressionante. E soprattutto ragiona sempre qualche passo avanti rispetto a chi lo circonda.

Questo è un elemento fondamentale perché Young Sherlock non cerca di reinventare il personaggio. Cerca piuttosto di mostrarci da dove nasce il suo modo di pensare.

Fin dalle prime scene capiamo che Sherlock vive in una specie di distanza costante dal resto del mondo. È troppo intelligente per passare inosservato, ma allo stesso tempo troppo fuori dagli schemi per essere davvero compreso. Ed è proprio questo contrasto a funzionare così bene.
Lo Sherlock adolescente di Young Sherlock non è ancora il detective sicuro di sé che conosciamo. È un ragazzo brillante che sta iniziando a capire quanto la sua mente possa essere potente. E forse anche quanto possa renderlo diverso dagli altri.

2) Il rapporto con Moriarty è già magnetico

La seconda cosa che ho pensato guardando Young Sherlock riguarda uno degli elementi più affascinanti dell’universo di Sherlock Holmes: il rapporto con Moriarty.
Nel primo episodio si percepisce subito che il legame tra Sherlock e Moriarty non sarà una semplice rivalità. Non è il classico rapporto tra protagonista e antagonista. È qualcosa di molto più interessante.
La serie suggerisce immediatamente che i due personaggi si riconoscano a livello intellettuale. È come se vedessero nell’altro una mente simile alla propria. Stessa capacità di osservazione, stesso modo di analizzare il mondo, stessa intelligenza fuori dal comune.
Ed è proprio questo a rendere la dinamica così affascinante.

Sherlock non incontra soltanto qualcuno che gli si oppone. Incontra qualcuno che può davvero sfidarlo. Qualcuno che può anticipare i suoi ragionamenti e metterlo in difficoltà. È una dinamica che richiama direttamente il grande duello mentale raccontato nei racconti di Arthur Conan Doyle.
La cosa interessante è che Young Sherlock decide di mostrarci l’inizio di questa relazione. Non il conflitto già esploso, ma il momento in cui due menti straordinarie iniziano a orbitare una attorno all’altra.

E questo rende tutto molto più intrigante.

3) Mycroft entra subito in scena

Un’altra cosa che mi ha colpito molto guardando Young Sherlock è stata la decisione di introdurre subito il fratello maggiore di Sherlock. La serie infatti presenta immediatamente Mycroft Holmes. E questa scelta è tutt’altro che casuale.
Chi conosce il mondo di Sherlock Holmes sa che Mycroft è un personaggio fondamentale. Nei racconti di Arthur Conan Doyle viene descritto come ancora più intelligente di Sherlock. Il problema è che non ha alcun interesse a uscire di casa per fare il detective. In Young Sherlock, però, la sua presenza ha soprattutto una funzione narrativa molto precisa: aiutarci a capire meglio il protagonista.

Mycroft sembra conoscere già il potenziale del fratello. Osserva Sherlock con uno sguardo molto più lucido rispetto agli altri personaggi. In qualche modo sembra già intuire chi diventerà. Questo crea una dinamica familiare molto interessante.
Da una parte c’è Sherlock, brillante ma ancora acerbo. Dall’altra c’è Mycroft, che sembra già vedere il quadro completo.
E questa relazione potrebbe diventare uno degli elementi più affascinanti della serie.

4) L’ambientazione è fedele allo spirito dei libri

Molte versioni moderne di Sherlock Holmes hanno scelto di spostare il personaggio nel presente. L’esempio più famoso è ovviamente la serie Sherlock della BBC.
Young Sherlock, invece, fa una scelta diversa.
La serie rimane profondamente legata all’epoca originale del personaggio. L’Inghilterra vittoriana non è solo uno sfondo estetico, ma un elemento fondamentale del racconto. Le ambientazioni, i costumi e persino le dinamiche sociali restituiscono bene il mondo descritto nei racconti di Arthur Conan Doyle.
Questo è importante perché rende il personaggio ancora più interessante. Sherlock non è soltanto un genio. È un genio che vive in una società estremamente rigida, piena di regole e gerarchie. Il suo modo di pensare appare quindi ancora più fuori posto.
Ed è proprio questo contrasto a rendere Young Sherlock così affascinante.

5) La terza sorella viene citata subito

Un dettaglio che mi ha sorpresa molto nel primo episodio di Young Sherlock è il riferimento immediato alla terza sorella della famiglia Holmes.
È una scelta interessante perché molte altre versioni della storia hanno completamente ignorato questo elemento.
Nei racconti di Arthur Conan Doyle sappiamo che Sherlock e Mycroft Holmes hanno anche una sorella. Tuttavia il personaggio non viene mai realmente sviluppato nelle storie originali. Proprio per questo motivo, negli adattamenti televisivi e cinematografici la sorella di Sherlock è spesso rimasta sullo sfondo oppure è stata completamente esclusa.
Young Sherlock, invece, decide di citarla subito.

Credits: Prime Video


Questo piccolo dettaglio suggerisce che la serie voglia esplorare con più attenzione il passato della famiglia Holmes. Non solo il rapporto tra Sherlock e Mycroft, ma l’intero contesto familiare che ha contribuito a formare il protagonista.
Ed è un elemento che incuriosisce parecchio.
Perché se la serie continuerà su questa strada, potrebbe mostrarci aspetti del passato di Sherlock che raramente abbiamo visto nelle altre versioni del personaggio.

Dopo il primo episodio a mio avviso, Young Sherlock sembra avere una direzione molto chiara.
La serie non vuole semplicemente raccontare una versione adolescente del celebre detective. Vuole mostrare il momento in cui tutto ha inizio. Le prime deduzioni, i primi incontri fondamentali e soprattutto le relazioni che finiranno per definire il personaggio.
Il risultato è un primo episodio che mi ha incuriosita e che è riuscito a reinventare completamente un mito.


Young Sherlock funziona? Secondo me sì, proprio perché rispetta il personaggio creato da Arthur Conan Doyle. Allo stesso tempo, però, prova ad esplorare una fase della sua vita che raramente abbiamo visto sullo schermo.

Se questo primo sguardo su Young Sherlock vi ha incuriosito, sappiate che c’è molto di più da dire. Per una recensione completa e approfondita della serie, vi consigliamo di leggere il nostro articolo dedicato a Young Sherlock