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Vikings 6×01/6×02, le Pagelle – All’Università della Vita non ti chiedono la sufficienza

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Dopo anni trascorsi a guardare più serie tv che annunci di lavoro capisci che in questo mondo ci sono due tipi di serie tv: quelle troppo delicate per farci su dell’ironia, e quelle da prendere in giro senza pietà. L’assegnazione di ogni categoria a ciascuno show potrebbe essere per certi versi una scelta piuttosto soggettiva. Ma fin dal primo episodio di Vikings non abbiamo avuto alcun dubbio sulla sua collocazione. E dopo aver visto il primo episodio della sesta stagione giovedì sera, ne abbiamo avuti ancor meno. Perciò abbiamo deciso di rispolverare per voi un grande classico di Hall of Series: le nostre pagelle.

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Con l’uscita simultanea dei primi due episodi della sesta stagione (qui la recensione della 6×02) abbiamo deciso di compattare i voti ai personaggi in una singola pagella. Pertanto ecco a voi:

VIKINGS 6×01/6×02, LE PAGELLE

Bjorn: la strada è il mio insegnante – Voto 5

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Allora sia chiaro: io amo Bjorn. Bjorn legittimo re di Kattegat. Bjorn forevah. Ma questo taglio stilistico da ghetto era necessario? Per carità, progressismo, svecchiamento dei sistemi, commercio e social media per far crescere la città, largo ai giovani, tutto molto bello. Ma sembra di stare a Detroit nel 1995, quindi anche no. Una caratterizzazione del personaggio che si completa poi con una buona dose di stereotipi. La pischella del quartiere che non vede l’ora di diventare la nuova groupie del figo di turno. Visite nel weekend ai figli sotto lo sguardo da “me devi 4 mesi de alimenti” di Torvi. “La strada è la mia vita” starter pack. Poco apprezzato, voto 5. Tanto all’università della Vita non ti chiederanno la sufficienza, Bjorn.

Lagertha: ovvero la parente a nord di Heidi – Voto 7

Vedere Lagertha sotterrare l’ascia di guerra è un plot twist di Vikings che potevamo aspettarci ma che davvero speravamo non accadesse mai. E invece anche peggio. L’imbattibile Shield-Maiden ha deposto le armi di guerra per armarsi di mestolo e paletta. Non più arco e scudo ma caprette e maiali da allevare come una novella Heidi. Però nessun monte che le faccia da nido. Qui solo una caterva di figli, nipoti, figliastri e nuore. Ormai è la nonna del sud che tutti vorrebbero. Si alza alle 4 del mattino per fare il sugo, uccide la gallina per Ferragosto, capisce a occhio se la nuora è incinta di due giorni. Quotatissime al prossimo pranzo in famiglia le seguenti domande:

-Per Bjorn: “Meh, mo’ quando lo fate un figlio tu e Gunnhild che lei non è più ragazzina?”

-Per Torvi: “mangia che il bambino deve crescere, però piano piano con le cozze”

-Per la nipote: “ma quanti anni hai adesso? Sei già diventata signorina?”

-Per la vicina di casa: “eh niente di meno signo’ mo’ ho steso i panni ed è venuto a piovere”

-Per l’amica random: “eh ai miei tempi ne ho visti di uomini.. .ora un addominale come si deve manco a pagarlo!”

Qui vorrei aggiungere una nota personale: “neanche noi Lagertha. Neanche noi. Come sono lontani i gloriosi tempi di Rollo durante l’assedio di Parigi. Un’altra Vikings.

Comunque voto 7 per Lagertha: ci manca vederla nei panni della guerriera, ma la vita contadina era il sogno di Ragnar e non ho potuto evitare una lacrimuccia di nostalgia.

Hvitserk: “Choose Life” – Voto 3

Hvitserk ha passato un’intera stagione – quella precedente – a camminare e guardarsi in giro. In questa invece è il crossover tra Vikings e Trainspotting che non t’aspetti. Già dalla sua prima apparizione si capisce che qualcosa in questo figliolo non tanto va bene in questa stagione. Ma scena dopo scena Hvitserk somiglia sempre più a uno che si è appena sparato un dj set di otto ore di Villalobos. Nella scena in cui Bjorn gli chiede consiglio, lui è chiaramente ancora in botta. Se chiudete gli occhi potreste sentire il fratello maggiore urlargli contro “impasticcòne vieni a darmi una mano!” La delusione è tanta e il voto perciò è 3. Ma con un monito, Hvitserk:

Choose life.
Choose a job.
Choose a career.
Choose a family
.

Ubbe: la famigghia prima di tutto – Voto 9

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Ragazzi c’è poco da dire: Ubbe è fantastico. Voglio un fratello come Ubbe. È l’unico là in mezzo che, da una stagione a questa parte, parla di sogni e progetti di viaggi, ma poi resta puntualmente lì a parare il culo a Bjorn. S’è finanche accollato ex moglie e figli del fratello maggiore senza fiatare. Che probabilmente è la ragione per cui Torvi non sbrocca sui mancati assegni familiari. Dove c’è da fare una cosa per riparare a un casino o prevenirne altri, lui c’è. Qualcuno si deve battezzare? Lo fa Ubbe. Qualcuno deve menargli forte allo s*****o X che si lancia su Bjorn? Ci pensa Ubbe. C’è da guardare la città mentre Bjorn sta a farsi i selfie sui Fiordi? Ci resta Ubbeeeee! Un uomo votato alla famiglia. Tywin Lannister si venderebbe Jaime per averlo. Voto 9.

Ma è tempo di prendere il volo per l’est Europa e dare dei voti anche a quei mattacchioni di Vikings che se la spassano a Kiev.

Ivar: “tu non camminerai, tu volerai” – Voto 8

Se vi state ancora chiedendo cosa intendesse il Corvo a Tre Occhi di Game of Thrones con la promessa a Bran di farlo volare, non temete. La 6×01 di Vikings ha svelato l’arcano. Il vecchio pazzo ha fatto un viaggio spazio-temporale in cui si è ritrovato nell’Ucraina del X secolo per portare buone nuove all’ultimo figlio di Ragnar. Ma data l’età e l’Alzheimer s’è confuso e ha promesso a Brandon Stark cose che spettavano ad Ivar.

Quindi niente, mentre a Westeros ci siamo chiesti per tre stagioni se davvero tutta l’esperienza di volo di Bran si riducesse alla possessione di un branco di corvi, a Kiev Ivar the Boneless gioca a “guarda Fratè, senza mani!” Grandissimo. Quindi mentre io, nel 2019, spaccio per grande avventura un viaggio di due ore con Ferrovie del Gargano per fare 50 km, lui si spara il deltaplano su Kiev in Alto Medioevo vincendo l’Instagram a mani basse. Voto 8.

Oleg il Profeta: cazzaro ma con fascino – Voto 6

Il principe Oleg è sicuramente il personaggio che più di tutti ha catturato la nostra attenzione. Un po’ perché nuovo e interessante, e un po’ perché fuori come un citofono. Gli diamo la sufficienza proprio perché ha lo charme di Manuel Fantoni, ma come tale pure lui le spara grosse. Cioè ti chiamano il Profeta perché dopo aver sterminato mezza Costantinopoli ti rifiuti di bere il vino offerto alla cena organizzata dai nemici che hai appena sconfitto? E te ne vanti pure? Ammazza che Nostradamus. Anche la profezia sulla cognata ha più il sapore di una sòla dei Maya che altro. Cioè più che un profeta, è uno che paga bene le spie ecco.

Anche se io, più che le spie, metterei a libro paga uno psichiatra. Cioè ragazzi, aiutatelo. Non sta bene quest’uomo. Considerando che ora Ivar è praticamente il suo migliore amico, c’era bisogno di combinare in quel modo il suo bodyguard? Ok che è uno che per le donne c’è rimasto sotto, però la danza che accompagna la morte del fratello è un po’ too much anche per un cuore spezzato. Supporto la decisione di evitare vino in futuro ma consiglio una terapia più incisiva a colazione. Voto 6.

Ma ora passiamo ai premi di questi primi due episodi di Vikings. Altro doveroso riconoscimento a cui non potevamo proprio sottrarci.

Progressismo Vero Award a Gunnhild

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Insomma che i re attirino sempre le attenzioni delle schiave desiderose di ottenere favori è risaputo. Se poi il re è un armadio di due metri con dei pettorali scolpiti nella pietra, girare lo sguardo dall’altra parte diventa cosa davvero difficile. Tuttavia Lagertha ci insegna che questa consapevolezza non necessariamente spegne la gelosia. Ma Gunnhild è diversa. Lei è davvero una “vivi e lascia vivere”. Becca la serva a sfruculiare d’amore per Bjorn, la ferma giusto per dirle “Ingrid, io te parto” però voi è tutto un “vai va’. Vai e ama.” Can’t stop the feeling deve averla scritta Timberlake feat. Gunnhild, progressista vera.

Premio Gambero Rosso all’Osteria di Novgorod

“Venite, venite Signori! Qui balli, bevi e… muori!” Ecco se dovessi pensare a una campagna pubblicitaria per questo posto che-non-si-capisce-cosa-sia in cui Oleg incontra i fratelli, questo è lo slogan che immaginerei. Cinque stelle all’oste, Oleg il profeta, che fa gli onori di casa con eleganza, danze sfrenate e un vino che manco il cinque litri di rosso a € 2,99 con cui partivi per la Notte della Taranta ti lasciava così secco. Mi dicono che Bottura ha chiuso l’Osteria Francescana è si è ritirato dal business.

Phil Dunphy Award a Ivar

Di Ivar sapevamo che fosse un cinico, un sadico, uno appassionato di armi e tormenti vari. Ma la passione per i trucchi di magia ci sfuggiva. Alla cena preferita dai fratelli di Oleg si ritrova annoiato dai suoi stessi discorsi filosofici sulla natura della fama e decide che fare bubbusettete al golden boy della famiglia è più divertente. Il giorno dopo è praticamente a un passo dall’accollarsi alla club di maghi amatoriali di Phil Dunphy.

In-Harry-Potter-Non-Saresti-Stato-Corvo-Nero Award a Dir

Insomma Dir, che a detta di Oleg è uno che già ne ha viste parecchie di “marachelle” del fratellino, per smascherare i presunti fasulli poteri profetici del fratello che fa? Gli chiede di che colore abbia le mutande che indossa? Gli chiede cos’abbia sognato stanotte? Insomma una qualunque domanda di cui solo lui e un profeta potrebbero conoscere la risposta? Ma certo che no! Dir, vecchia volpe, gli chiede il nome della moglie sottolineando come “solo” alcuni servi – FEDELI – sappiano di lei. Dir, un consiglio: o cambi servi, o cambi dote su cui puntare. Che l’astuzia non fa per te.

Jimmy Connors Award a Ketill

Mancano ancora diversi mesi alle Olimpiadi di Tokyo eppure abbiamo già un oro vinto a tavolino nel singolare maschile di Canoa dal carissimo Ketill. E come potrebbe essere diversamente? Cioè questo si è fatto Islanda – Svezia del sud remando da solo in una barchetta con cui non farei manco Napoli – Procida. Ora va bene che è la barca di Floki e il tizio è un genio. Ma parliamo dei gelidi mari del nord e di una traversata che ha seccato pure il Titanic. Però siamo in Vikings, dove la gente non muore manco dopo settantordici frecce in petto, quindi OK.

E per questa settimana è tutto ragazzi. Ci vediamo alla prossima con le pagelle di Vikings 6×03. Sperando in uno stop di Oleg a Villa Serena per un trattamento tranquillizzante mentre è di ritorno a Kiev.

Leggi anche: Vikings 6×02 – Le ragioni del potere

Written by Cinzia Bevilacqua

Ad una realtà di numeri ne preferisco una fatta di lettere. Tuttavia sopravvivo con la prima, ma vivo della seconda.

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