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Millie Bobby Brown e la sessualizzazione dei bambini a Hollywood: parla Maisie Williams

Millie Bobby Brown
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E’ uno dei temi più discussi del momento. E’ un tema delicatissimo, che è tornato di grande attualità in questi giorni, i giorni immediatamente successivi all’uscita della seconda stagione di Stranger Things. Ovvero la stagione che ha consacrato i giovanissimi attori della serie come star assolute. Su tutti lei, Millie Bobby Brown, l’interprete del personaggio forse più amato della serie stessa: Eleven. 

La Brown è stata nelle ultime settimane al centro di svariate discussioni, e questo principalmente per le ultime apparizioni pubbliche e gli scatti che su svariati giornali hanno immortalato una Millie Bobby Brown in outfit che poco c’entrano con la sua età e il suo essere ancora soltanto una pre-adolescente. Il giornale W Magazine è addirittura arrivato a inserirla nella lista delle 13 donne più sexy del piccolo schermo. Eccessivo, per una ragazzina che di anni ne ha appunto 13.


Sul tema della sessualizzazione dei bambini si è espressa Maisie Williams, la Arya Stark di Game of Thrones. La ragazza è ormai grande e vaccinata avendo compiuto quest’anno 20 anni, ma sa bene cosa significa lavorare in questo mondo da bambini\adolescenti, visto che è in Game of Thrones dall’inizio della serie, nel 2011: in pratica aveva la stessa età della Brown oggi, precisamente un anno in più. Ecco le sue parole a riguardo:

“Sono stata davvero fortunata, perché interpreto un personaggio che non deve essere per forza una gran bellezza. Per le attrici giovanissime è davvero difficile: sono intrappolate in un corpo confuso e acerbo da teenager, ma sono costrette ad interpretare donne mature e fatte. Perché sì sa, insomma, la donna giovanissima e sexy è proprio quello che vende a Hollywood.”

Non le manda a dire insomma Maisie Williams, e non le si può dare in nessun modo torto.

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