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L’infausto destino della quarta stagione di The O.C, bocciata prima ancora del suo arrivo

Immagine di The OC

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ATTENZIONE: SPOILER su The O.C. – Se non volete leggere spoiler non continuate con la lettura

Sono molti i casi in cui il fandom si è “accanito” preventivamente nei confronti di un film o di una serie, giudicando il prodotto ancor prima del rilascio a causa della trama, degli attori o delle dicerie. La quarta stagione di The OC, criticata ancor prima della messa in onda, ha senza ombra di dubbio subito il suddetto trattamento. Il motivo per cui la stagione è stata “bocciata” ancor prima di essere vista è ovviamente la perdita del personaggio di Marissa Cooper (Mischa Barton).

Molti fan della serie hanno visto la morte del personaggio di Marissa Cooper come la perdita dell’anima stessa dello show. Eppure, a distanza di quasi vent’anni dall’ultima stagione di The OC, dobbiamo chiederci: la decisione di andare avanti è stata davvero così sbagliata?


Quando The OC è tornata in onda con la sua quarta e ultima stagione, l’ha fatto in un clima decisamente ostile. La morte di Marissa è stata un evento traumatico che ha letteralmente diviso il pubblico alla fine della terza stagione: da una parte c’è chi l’ha considerata inevitabile, dall’altra chi l’ha vista come la morte della serie stessa. Questi ultimi, in modo particolare, pensavano che la serie sarebbe dovuta terminare proprio con quella tragica perdita. Secondo molti fan di The OC, infatti, senza il personaggio fragile ed emotivamente instabile interpretato da Mischa Barton, il teen drama non doveva andare avanti. Questa convinzione, tuttavia, si è rapidamente trasformata in un vero e proprio pregiudizio: a questo punto, qualsiasi decisione presa per una quarta stagione sarebbe stata considerata sbagliata a prescindere.

La quarta stagione di The OC è stata criticata ancor prima del rilascio

A questo punto, il pubblico non ha guardato la serie per curiosità o per capire come sarebbe continuata la storia di Ryan, Seth e Summer. La quarta stagione è stata seguita nella maggior parte dei casi da persone che avevano già un’idea formata e che volevano soltanto confermare ciò che pensavano: The OC, senza Marissa Cooper, non poteva funzionare. Punto. Questo punto di vista, tuttavia, ignora un dettaglio a dir poco fondamentale: The OC non è mai stato soltanto Marissa Cooper. The OC era un racconto sull’adolescenza, sulla perdita, sul senso di appartenenza. Per quanto il personaggio interpretato da Mischa Barton fosse fondamentale, non è mai stato l’unico caposaldo della serie.

Molto criticata è stata anche la scrittura dei personaggi che sono rimasti nella serie. Ciò che molti non hanno effettivamente compreso è che Ryan, Seth e Summer non hanno mai davvero “superato” la morte di Marissa. I tre, così come anche gli altri, hanno semplicemente imparato a portarla con sé, a metabolizzarla lentamente e con non poche difficoltà, andando incontro a ciò che la vita riservava per loro. Uno degli aspetti più riusciti della stagione è senza ombra di dubbio la relazione tra Seth e Summer, che sono inevitabilmente cambiati e cresciuti. Quest’ultima, in modo particolare, si responsabilizza parecchio. Il suo percorso – che fin troppo spesso è stato sottovalutato – è uno dei più coerenti e ben riusciti dell’intera serie.

I personaggi di The OC sono cresciuti con la quarta stagione

Menzione a parte merita Julie Cooper (qui vi parliamo del suo rapporto con Marissa), un personaggio che la quarta stagione ha riscritto con estrema lucidità ed intelligenza. Da antagonista spietata, l’abbiamo vista diventare una madre distrutta che tenta di reinventarsi. Nell’ultima stagione di The OC, Julie diventa il simbolo di una maturità tardiva che è sicuramente faticosa, ma autentica. Il suo arco narrativo non è perfetto: è umano.

Un altro aspetto ampiamente criticato dal fandom è stato l’introduzione di nuovi personaggi, primo tra tutti quello di Taylor Townsend. Taylor è stata infatti vista come un rimpiazzo, una presenza ingombrante che aveva come compito quello di far “dimenticare” il personaggio di Marissa. In realtà, osservandola senza fare un confronto col personaggio interpretato da Misha Barton, ci si rende conto che è tutt’altro. Taylor Townsend, col suo essere eccentrica e piena di vita, ha dato una nuova freschezza a The OC. Il rapporto tra lei e Ryan non cancella il passato, dà a lui una nuova possibilità. È un passo avanti, di sicuro non una sostituzione.

La quarta stagione di The OC non voleva “cancellare” il passato

Se ripensiamo oggi alla quarta stagione di The OC, ci rendiamo conto che sicuramente non è perfetta, ma neanche da condannare definitivamente. Sicuramente dobbiamo ammettere che non è iconica come la prima, né devastante come la terza: è onesta. È una stagione che prova a dire una verità che è scomoda, ma anche semplice: la vita va avanti. Continua. Anche quando forse non lo vorremmo. E se da una parte c’è ancora chi pensa che The OC avrebbe dovuto fermarsi prima, con la morte di Marissa Cooper, molti sono anche i fan che nel corso degli anni hanno ammesso di aver giudicato troppo in fretta qualcosa che non conoscevano ancora.

“Liquidare” l’ultima stagione di The OC definendola un errore assoluto significa semplicemente voler ignorare il suo valore più grande, ossia la capacità di aver raccontato il dopo. Ed è proprio il dopo che, nelle serie come nella vita reale, spesso è la parte più difficile da raccontare e da accettare.

Vi lasciamo con un nostro approfondimento sull’ultima scena in assoluto di The OC, che pur essendo da brividi è purtroppo passata in sordina