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Caro Diario, sono io, Janet

The good place

ATTENZIONE: seguiranno spoiler sulla serie tv The Good Place.

Caro Diario, sono io, Janet

Diario: il diario è una cronaca o relazione giornaliera dei fatti visti o vissuti, o anche delle sole esperienze spirituali di una persona.

Quindi se io, Janet, devo scrivere il diario di Janet, che sarebbe il mio, devo raccontare quello che succede all’entità che percepisco come me stessa. Per fortuna i Creatori della luce, del buio e di tutto quello che sta in mezzo mi hanno almeno dato la capacità di riconoscermi nel mio involucro fisico. Il che è anche un peccato perché ho così poca scelta di vestiario. Non fraintendetemi. Errore: la pratica umana del diario comporta il rivolgersi al diario stesso in seconda persona, come se fosse un amico o un confidente. Quindi. Non fraintendermi, caro Diario, credo di gradire la mia divisa da impiegata delle poste anni ’60. E la gradirei ancora di più se solo questi umani non mi avessero messo al corrente di cosa sono gli anni ‘60! O ancora peggio le poste! Dico, ma hai visto che stile Disco Janet? Non ci voleva tanto ad equipaggiarmi con un po’ più di brio.

Odio questi esercizi di autocoscienza. Michael si ostina a farmeli fare. Avermi riavviata 828 volte non gli è bastato. E poi non servono a niente, il mio sistema operativo è programmato per essere im-pas-si-bi-le. Emozioni? Cosa sono? Al massimo posso farti avere un dente di brontosauro. Ma di quelle cose lì il nulla. Credi che brucerebbero a contatto con i 99 trilioni di Farenheit della mia temperatura corporea?

Aspetta. Ho appena scritto che ‘odio’ qualcosa. Maledizione, ora Michael si accorgerà che aveva ragione. E questo cos’è? Orgoglio ferito? Accidenti.

Tra i suggerimenti su come scrivere un buon diario trovo: “prova a chiedere a te stesso come stai”.

Bhe che dire, sono una Janet della parte buona che lavora nella parte cattiva che però sembra la parte buona. Questo è abbastanza un elemento di confusione per una che dovrebbe sapere tutto. A volte mi perdo tra questi mille intrecci.

Ieri notte io e le Janet cattive abbiamo fatto festa. Un vero spasso. Quelle scalmanate con le loro tutine di pelle si ritrovano nel magazzino delle Janet e organizzano spessissimo dei rave party. Non invitano mai i demoni e questo li fa infuriare. Quando trovano le porte chiuse danno fuoco alle pareti e sembra un effetto speciale. Esseri immortali. Ci divertiamo così. Mi si è casualmente bruciato l’orlo della camicia, ora QUALCUNO dovrà sostituirla. Nota laterale: la notte nell’aldilà non esiste, è solo uno spegnimento di luci per far riposare gli abitanti della parte buona e permettere a noi Janet di fare festaaa. Nella parte cattiva invece gli ospiti non riposano mai, ma le loro Janet se ne fregano e vengono lo stesso a ballare sotto il ritmo della tecno. Micheal in effetti mi raccontava che stanno avendo dei seri problemi coi richiami disciplinari in quel dipartimento.

C’è anche da dire che fare festa con le Janet buone è tutt’altro che divertente. Non ci si riesce mai a salutare, ognuna scompare non appena qualcuno del suo distretto ha bisogno di qualcosa. È capitato anche a me. La cosa più strana che mi abbiano chiesto nel mezzo della notte sono stati dei gamberi di gomma. Eleanor diventa piuttosto fastidiosa quando non riesce a dormire e si sente in colpa. In quel periodo però riuscivo a creare solo cactus e quei gamberi saranno stati il pesce più spinoso di sempre. Forse dovrei brevettarli. Chissà se io sono brevettata.

Raccontare la propria giornata, sto facendo un pessimo lavoro. La mia tipica giornata inizia con Jason che mi chiama per avere il suo frozen yogurt a letto. E anche un pacco di esplosivi. Naaaah sto scherzando. Solo quando è particolarmente annoiato. Stamattina lo era. Per questa strana situazione per cui io tendo provare qualcosa per Jason gli faccio avere sempre il triplo delle cose che gli servirebbero. La spiegazione tecnico-razionale è che non essendo fatta per comprendere i sentimenti, emulo i comportamenti pratici di chi li prova davvero. “Ti vorrei dare il mondo” si dicono i veri innamorati. Ecco, spero non mi venga mai fatta questa richiesta, perché potrebbe risultare un po’ ingombrante.

The good place

Micheal poi mi chiama nel suo ufficio e giochiamo per circa 3 ore a minigolf. Uhm, no, questo non avrei dovrei scriverlo. Discutiamo dei massimi sistemi e dello sviluppo diabolico del distretto, aiutandoci a pensare un po’ di attività fisica. Io vinco sempre. Lui dice che è solo a causa dei riavvii. Essendo la Janet più avanzata di tutte, questo ha influenzato anche la mia coordinazione psico-motoria. Dice anche che se partecipassi a questa cosa chiamata ‘Olimpiadi’ mi accuserebbero di doping. Non ho la più pallida idea di cosa significhi, so solo che lui sceglie sempre la mazza sbagliata.

Nei giorni meno fortunati, tipo oggi, arriva Shawn, a farci una bella lavata di capo, perché quelli che dovrebbero essere dei dannati scorrazzano in giro mangiando frozen yougurt. Si mette a dire che la situazione non si fa visibilmente più atroce ci scioglie tutti, o cose del genere. A me non fa paura, anche perché la paura in particolare non ho ancora imparato a percepirla. Quello che mi scoccia è che solitamente dopo queste improvvisate Michael vuole riavviarmi. Che sforzo ogni volta simulare dolori terribili o offrire in cambio biglietti per musical introvabili (anche perché io prima devo trovarli). Vuoi che ti sveli un segreto caro Diario? Michael potrà anche riuscire a riavviarmi, ma io sono andata a vedere Hamilton 3 volte quest’anno!

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