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I 15 momenti più strazianti di Skins

Oggi festeggiamo i 10 anni dall’inizio delle riprese di Skins.
Una serie che ha segnato una generazione, una serie che ha raccontato gli orrori e le bellezze dell’adolescenza in modo nudo e crudo, con la violenza, le gioie e i dolori che la rappresentano.
Prima o poi tutti ci siamo sentiti almeno in parte rappresentati da uno di questi ragazzi.
Vogliamo ricordare questa grandissima serie dimostrando che non è il solito Teen Drama, e quanto ci abbia fatto soffrire nelle sue tre generazioni.

Prima Generazione:

La morte del padre di Sidsid skins

Come dimenticare quella scena di Skins, è impressa nella mia mente come se l’avessi vista ieri.
Abbiamo mal sopportato il padre di Sid (aka il Dottore, per chi non l’avesse notato) per tutta la serie, fino a questo momento. La sigaretta bruciata nella mano, il drink mai finito e lo sguardo perso nel vuoto. “Dad?”. Una scena lenta, che ci accompagna nella graduale consapevolezza di Sid, che non riesce ad accettare ciò che è accaduto fino a quando non lo confessa ai suoi amici, molto tempo dopo.

Chris viene abbandonatochris2

I soldi lasciati dalla madre sembravano una benedizione. Invece significavano ben altro. Bruciato in una sola sera tutto ciò che la madre gli aveva lasciato, senza rendersene assolutamente conto.
E poi l’armadio vuoto, lo sguardo di Chris che capisce cosa è successo veramente e si rannicchia nell’armadio, nella speranza che nascondendosi tutto si riveli essere solo un brutto sogno.
Ma non è così.

L’overdose di Cassiecassie

Rifiutata anche da Sid, l’unica persona che pensava potesse capirla e aiutarla a guarire Cassie crolla definitivamente.
Così proprio mentre lui balla con la sua amata Michelle, rendendosi conto che mai lo potrà amare quanto ama Tony, Cassie beve e prende pillole sola nel parco.
Beve tanto e prende TANTE pillole. Così tante da andare in overdose, durante un vorticoso montaggio che racconta i tormenti dei sentimenti contrastanti dei ragazzi.

“Dove vivo?”tony

Maxxie è il personaggio che, pur avendo così poco in comune con il ragazzo, si prende più cura in assoluto di Tony. Ed è proprio nella prima puntata della seconda stagione, quando Tony inizia ad affrontare le conseguenze dell’incidente che questo rapporto ci colpisce bel profondo.
Una scena breve, ma indimenticabile: Maxxie torna a casa e trova Tony accucciato sulla sua porta di casa.
Non ricorda più la strada per tornare indietro, non ricorda più dove vive.

La morte di Chris e l’aborto di Jalchris

Una scena a dir poco straziante, che nessun vero fan di Skins può dimenticare.
La t-shirt, la felicità negli occhi di Chris e il dolore che la sostituisce in un attimo, l’ultimo sguardo rivolto a Cassie, e poi più nulla.
“It’s Jal”.
Un momento che ci ha colpito nel profondo, per la sua immediatezza e per la triste consapevolezza del fatto che Chris era destinato a morire esattamente come suo fratello, ma senza nessuno accanto, senza madre e senza padre.
Il discorso di Jal al suo funerale, e la sua decisione di abortire, sono assolutamente indimenticabili:

Ho pensato a quello che Chris avrebbe voluto che gli dicessi oggi…Il consiglio che mi avrebbe dato sarebbe stato all’incirca: “Sai una cosa baby? Fanculo. Questi tipi mi conoscono benissimo, parlagli di qualcun altro.” Perciò ho pensato di parlare di un eroe che Chris ammirava. Era un capitano, si chiamava Joe Kittinger. Nel 1960, volando in un aerostato, il capitano Joe salì di 32 chilometri nella stratosfera, e poi, armato solo di un paracadute, si lanciò nel vuoto. Precipitò per 4 minuti e 36 secondi raggiungendo la velocità di 987 chilometri orari prima di aprire il paracadute, a soli 5 chilometri da terra. Un’impresa mai compiuta prima d’allora e che da allora non fu mai più ripetuta. La compì solo perché era in grado di farlo. E’ per questo che Chris gli voleva bene. Perché Chris era entusiasta della vita. Lui diceva sì, Chris diceva sì ad ogni cosa e voleva bene a tutti. Era il ragazzo, anzi l’uomo più coraggioso che abbia mai conosciuto, e questo perché Chris si lanciava nel vuoto da un aerostato tutti i giorni. Perché poteva farlo. Perché era fatto così. Ed è per questo motivo…è per questo motivo che gli volevamo bene.”

Written by Diletta Dan

A 18 anni mi sono diplomata a Hogwarts con il massimo dei voti nei M.A.G.O, poi ho deciso di farmi un giretto a Westerors con Arya Stark (evitando accuratamente i matrimoni), per il futuro penso di sistemarmi definitvamente nella Contea. Amo le seconde colazioni.
Al momento mi sono presa una pausa dalle avventure e vivo a Bologna dove mi sto laureando in DAMS.
Se vi piace quello che scrivo date pure un occhiata anche al mio piccolo blog ( http://theredfoxcinema.blogspot.it/ )

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