5. Paper Girls (2022)

Come una miscela esplosiva tra Stranger Things e Doctor Who, Paper Girls unisce viaggi nel tempo, amicizia (tra teen, ma anche adulti) e avventura. Allo stesso modo delle due progenitrici, la Serie basata sull’omonimo fumetto di Brian K. Vaughan e Cliff Chiang non tratta l’argomento viaggi nel tempo in maniera troppo complicata. Lo prende un po’ così, senza troppi castelli in aria. Ma lo fa con un tocco tutto personale e originale. La Serie è stata portata sul piccolo schermo da Stephany Folsom e la potete trovare su Prime Video. Sfortunatamente, è stata cancellata dopo sola una stagione, che tuttavia merita un’occasione.
La storia segue quattro ragazze – Erin, Mac, Tiffany e KJ – che, durante il loro giro mattutino per consegnare i giornali la mattina dopo Halloween del 1988, finiscono catapultate in una guerra temporale tra fazioni opposte. Nel corso della loro avventura, incontrano versioni più adulte di sé stesse, scoprono segreti sul futuro e devono fare i conti con il destino che le attende. Le loro vite non saranno più le stesse.
Quello che rende Paper Girls così coinvolgente è il suo approccio fresco e leggero alla fantascienza. Pur trattando temi come il tempo e il destino, non si perde in spiegazioni complicate o trame troppo contorte. Come in Stranger Things, il cuore della serie è il legame tra le protagoniste e il modo in cui affrontano l’ignoto con humor, determinazione e una sana dose di stupore. L’ambientazione anni ‘80 aggiunge un irresistibile tocco nostalgico, senza mai risultare forzata.
Paper Girls è semplicemente e accessibilmente avvincente. Accanto a quello temporale, il viaggio emotivo delle protagoniste e la loro crescita vengono seguite con tutta l’autoironia che quattro giovani donne possono avere. Nella sua leggerezza, Paper Girls si fa guardare nel giro di poco e non annoia mai.
6. Killjoys (2015-2019)

Creata da Michelle Lovretta (Lost Girl), Killjoys viene trasmessa da Syfy, andando in onda dal 2015 al 2019. La Serie segue un trio di cacciatori di taglie interplanetari – i Killjoys – che operano nel pericoloso sistema che prende il nome di Quad, formato da quattro pianeti e lune. Qui sta perseverando una sanguinosa guerra di classe.
I protagonisti, Dutch (Hannah John-Kamen), Johnny (Aaron Ashmore) e D’avin (Luke Macfarlane), lavorano per l’organizzazione RAC, la Recovery and Apprehension Coalition, catturando criminali, risolvendo missioni impossibili e cercando di sopravvivere tra corporazioni corrotte, rivolte e misteri galattici. Ai fini dell’esecuzione dei mandati per arrestare persone o recuperare proprietà, gli agenti RAC sono investiti di un’alta autorità dall’agenzia. Come parte del loro lavoro, giurano di rimanere neutrali nei conflitti e non devono fedeltà a nessun sistema, governo o altre organizzazioni. O almeno di norma dovrebbe funzionare così.
Oltre alle esplosioni e agli inseguimenti, infatti la vera forza della serie sta nella chimica del trio: il loro rapporto è carico di battute brillanti e dinamiche fraterne che rende ogni episodio una coccola, sebbene ricchi di un’energia contagiosa. Ignorando completamente i temi cupi e filosofici, Killjoys preferisce un approccio più leggero e avventuroso, senza però sacrificare la qualità della narrazione. Il ritmo veloce, l’azione ben coreografata e l’humor sempre presente la rendono una serie perfetta per chi vuole divertirsi senza grosso impegno o schemi di ogni dettaglio di trama. Con cinque stagioni solide, un universo narrativo intrigante e un’atmosfera spensierata ma avvincente, Killjoys è un vero gioiello della fantascienza d’intrattenimento.
7. Humans (2015-2018)

Direttamente da Channel 4, va in onda la produzione anglo-americana di Humans. Dal 2015 al 2018, è diventata una delle migliori serie tv sci-fi, segnando la storia del genere. Basata sulla serie svedese Real Humans, la Serie ideata da Sam Vincent e Jonathan Brackley esplora un futuro alternativo in cui gli Synth, androidi da sembianza estremamente umane, sono parte integrante della società. Ideati allo scopo di diventare un badante domestico per famiglie o un operaio per compiti più umili, le storie di questi androidi diventano occasione per esplorare temi profondi. Primo fra tutti: Cosa significa essere umani?
La storia segue la famiglia Hawkins, che acquista un Synth chiamato Anita (Gemma Chan), ignari del fatto che lei sia parte di un gruppo di androidi dotati di autocoscienza. Man mano che la serie si sviluppa, emergono questioni complesse legate all’intelligenza artificiale, ai diritti degli androidi e all’eterno dilemma sopracitato.
Ciò che rende Humans così coinvolgente è il suo approccio narrativo: invece di appesantire lo spettatore con spiegazioni tecniche o teorie filosofiche, la Serie gioca invece con le dinamiche emotive e le relazioni personali. Il tono è sempre accessibile, bilanciando momenti di tensione con un ritmo scorrevole. La forza di questa Serie è nell’empatia con cui vengono presentati i personaggi, artificiali e non, rendendoli così di facile accesso a tutti. Con un cast eccellente, una scrittura intelligente e un’estetica propria, minimal e al contempo affascinante, Humans è una serie che si lascia guardare con piacere e che, senza essere opprimente, spinge a riflettere su un futuro non così lontano dal nostro.

