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Masters of Sex : la vera storia dietro la serie tv sul sesso

Masters of Sex

Sesso, questo sconosciuto.
Saremo pure nel 2016, ma ci sono certi argomenti che saranno sempre considerati un mistero per l’uomo. Il sesso è uno di questi. L’energia sessuale è forse la più grande ed inarrestabile forza dell’universo: smuove la materia, attrae le persone le une alle altre, fa nascere la vita. Quando si parla di sesso siamo portati a considerarne sempre l’aspetto più carnale e lascivo e molto spesso perdiamo di vista l’importanza che esso ha nelle nostre vite, non solo umanamente ma soprattutto chimicamente. Millenni di tabù e vergogna hanno reso il sesso un qualcosa di cui avere paura, un argomento di cui è vietato parlare, un aspetto della nostra vita da tenere nascosto. Ma il sesso è la cosa più naturale che un essere umano possa fare. Col tempo le cose si sono evolute ovviamente e ciò che ha comportato questa evoluzione è senza dubbio il fatto di aver iniziato a considerare il sesso non più come un’azione necessaria ma quanto piuttosto come un’attitudine naturale, scientificamente spiegabile. Nel corso della storia milioni e milioni di artisti, poeti, scrittori, scienziati, registi, pittori hanno provato a spiegare questa forza primordiale e nonostante questo l’argomento rimane ancora avvolto nella più fitta delle nebbie. Probabilmente è un bene, perchè come fare a spiegare un’esperienza così trascendentale? Una risposta univoca sarebbe impossibile. Ma forse tentare almeno di conoscerla può aiutare a non averne più paura, e per paura s’intente socialmente e culturalmente. Ecco di cosa parla Masters of Sex.

Masters of Sex è una storia che parla di sesso, di esseri umani che fanno sesso e di come il sesso cambia la loro vita e la loro percezione della realtà. L’assunto di base è lo studio segretissimo che il Dottor Bill Masters e la sua segretaria/assistente/amante Virginia Johnson compiono nel tentativo di sondare la sessualità maschile e femminile, ma così facendo la serie analizza uno dei misteri più ancestrali dell’umanità. Masters of Sex (che già nel titolo gioca maliziosamente con le parole) racconta appunto la storia vera di William Masters e Virginia Johnson, la coppia che nei morigerati anni ’50 fu la prima a compiere le prime ricerche sulla sessualità umana. La serie, creata da Michelle Ashford in onda sul canale Showtime, si basa sul libro di Thomas Maier, “Masters of Sex: The Life and Times of Williams Masters and Virginia Johnson”, una raccolta di interviste attraverso le quali Maier indaga le vite dei due sessuologi e soprattutto il loro lavoro sulla sessualità, un lavoro innovativo che contribuì a mostrare per la prima volta il sesso da un punto di vista scientifico ed a demolire molti miti radicati nella cultura occidentale. La serie si muove attraverso gli undici anni durante i quali i due studiosi realizzarono le loro ricerche, senza paura del pregiudizio, in un territorio spinoso ed inesplorato. Non solo scienza però: in Masters of Sex infatti non si resta chiusi in un laboratorio, ma ci si concentra anche sulla relazione tra i due protagonisti, sulla loro vita privata e sulla crescita del loro rapporto, che da professionale passerà ad essere qualcosa di più. A dare corpo a questi due personaggi così affascinanti troviamo l’attore inglese Michael Sheen e la magnetica Lizzy Caplan, entrambi così tanto calati nei loro ruoli da risultare quasi irreali. Ma prima di passare all’analisi di questa serie tv elegantemente bollente, è necessario un piccolo excursus storico sulle figure di questi due scienziati che furono pionieri della Rivoluzione Sessuale negli anni’50.

Non abbiate paura e venite a dare un’occhiata a Masters of Sex.

Masters of SexWilliam Masters e Virginia Johnson iniziarono a lavorare insieme nel 1956: Masters era un sessuologo e ginecologo quarantunenne specializzato in fertilità e disfunzioni riproduttive, sposato e con due figli, mentre la Johnson era un’ex ballerina di night club di trentuno anni, con due figli e due divorzi alle spalle quando iniziò a lavorare come segretaria presso il Dipartimento di Ostetricia e Ginecologia della Washington University di St. Louis. I due instaurarono subito un ottimo rapporto professionale e ben presto lei divenne la sua assistente. Nel 1957 Masters ottenne l’autorizzazione per effettuare una serie di ricerche sulla sessualità umana e questo fu un vero e proprio “suicidio accademico” dato che all’epoca l’argomento era considerato tabù. Ma grazie alla determinazione ed alla discrezione con cui i due condussero lo studio, la ricerca potè proseguire, nella speranza di riuscire a fornire importanti risposte a molte questioni sull’argomento fino ad allora inesplorato. Il lavoro consisteva innanzitutto (e per la prima volta) nell’osservazione diretta del rapporto sessuale e della masturbazione. Fino ad allora le poche ricerche in campo sessuale si basavano solo su interviste, mentre durante le sessioni di laboratorio era possibile registrare, attraverso un poligrafo, dati come il battito cardiaco, il metabolismo, l’attività cerebrale dei volontari durante un rapporto sessuale. Grazie a questi studi Masters e Johnson furono in grado di misurare le reazioni fisiche effettuate su circa diecimila osservazioni cliniche della fase orgasmica, su 382 donne e 312 uomini fra i 18 e gli 89 anni, sani o con disfunzioni, che accettarono di avere rapporti sessuali completi con altri volontari sconosciuti oppure di masturbarsi in laboratorio. Osservando queste persone, Masters e Johnson riuscirono ad esempio ad individuare le precise fasi della risposta sessuale e le caratteristiche di vari disturbi sessuali, facendo un passo avanti rispetto alla psicologia di stampo freudiana come unica cura per le disfunzioni. Masters of SexIl loro intento era quello di dimostrare che quanto più si sarebbe scoperto della fisiologia sessuale, tanto più sarebbe stata appagante l’esperienza umana di provare piacere facendo sesso. Nel 1964 Masters e Johnson aprirono il proprio istituto indipendente di ricerca, il Reproductive Biology Research Foundation (in seguito denominato il Masters and Johnson Institute). Due anni dopo i due pubblicarono il loro primo libro coi risultati delle loro ricerche, noto in Italia come “La risposta sessuale umana”, che ebbe un enorme successo nonostante fosse un trattato di medicina scritto con un linguaggio tecnico. Il libro smontava infatti molte delle convinzioni dell’epoca, come per esempio l’importanza delle dimensioni del pene o il fatto che la masturbazione fosse pericolosa, oltre a diventare una delle tante molle che negli anni ’60 fecero scattare la cosìdetta “Rivoluzione Sessuale”Masters of Sexovvero il generale cambiamento delle abitudini sessuali e del contesto socio-culturale riguardo il sesso. Uno dei lavori pubblicati ad esempio riguardava la sessualità femminile che per la prima volta, per la complessità degli organi interessati e non solo, risultava essere (secondo dettami scientifici) nettamente superiore Masters of Sex a quella maschile. Il concetto fu una vera e propria bomba per il tempo e fu ripreso dalle femministe per rivendicare il diritto delle donne al piacere sessuale. Durante la loro ricerca, che durò all’incirca undici anni, Masters e Johnson iniziarono anche una relazione: i due infatti si sposarono nel 1971, quando probabilmente erano le Masters of Sexdue persone a sapere di più sul sesso e sull’amore coniugale in tutti gli Stati Uniti. Il loro lavoro negli anni non fu esente da critiche e questo portò ad una crisi nel loro matrimonio, che fini nel 1992. Pur rimanendo in buoni rapporti anche lavorativi, la loro separazione fu vista come un evento clamoroso ed infatti il loro lavoro ne risentì, tanto che nel 1994 il loro istituto chiuse i battenti. William Masters morì nel 2001 ad 85 anni, mentre Virginia Johnson è morta nel 2013 all’età di 88 anni. Nonostante negli ultimi anni avessero perso credibilità, i due studiosi restano a tutti gli effetti dei pionieri: l’influenza del loro lavoro sui costumi culturali, sulla mentalità sociale, sul bigottismo e soprattutto sull’emancipazione sessuale sia femminile che maschile è considerata assolutamente indiscutibile.

Masters of Sex è senza dubbio uno dei prodotti più intriganti e piacevoli nel panorama televisivo sotto svariati punti di vista. A livello stilistico non rappresenta propriamente una novità, in quanto la regia così come la fotografia sono molto eleganti e raffinate ma senz’altro classiche, e le ambientazioni ed i costumi vintage (sebbene squisitamente riprodotti) sono quelli tipici degli anni ’50 e ’60, già visti in serie tv come Mad Men ad esempio. Ciò che però innalza la serie, oltre alla tremenda bravura del cast ed all’approccio per niente volgare all’argomento, è la sua forza narrativa, l’arguzia di una sceneggiatura che riesce a fondere sia il dramma che ironia, sia la caratterizzazione dei personaggi che il racconto delle vicende.

Masters of SexTutti questi dettagli contribuiscono a rendere la serie incredibilmente piacevole e godibile fin dal suo primo episodio (siamo a quota tre stagioni fino ad ora), avendo azzeccato inoltre il tono della narrazione con una costruzione che ha evitato che la storia si sviluppasse in modo banale. Apparentemente infatti la trama potrebbe sembrare ridicola, stantia, monotona: due personaggi entrambi impegnati con altri iniziano un rapporto di lavoro e pian piano sviluppano un’attrazione fortissima l’uno per l’altra. Ma Masters of Sex decide di sconvolgere del tutto le regole della narrazione ponendo i due protagonisti nella posizione di cattivi della storia, due personaggi talmente complessi da risultare quasi alieni. Questo approccio intelligente (merito del team di scrittura tutto al femminile) rifiuta di mettere al centro solo la trama, ma piuttosto decide di ruotare attorno ai personaggi, alla loro introspezione, alla loro messa a nudo in tutti i sensi. Al centro di tutto ci sono loro due, Bill Masters e Virginia Johnson.
Lui è un luminare della scienza, coraggioso ma introverso, privo di carisma, arrogante, egoista, falso, emotivamente stitico a causa di un’infanzia difficile, prigioniero di impulsi inconfessati, diviso a metà tra il desiderio di completare le sue ricerche ed un maschilismo che lo castra nel suo rapporto con la moglie Libby (Caitlin Fitzgerald) che invece vuole in tutti i modi avere un figlio. Lei invece è una donna affascinante, magnetica, anticonformista per l’epoca, determinata e testarda, emotivamente chiusa ma aperta e consapevole dal punto di vista sessuale, estremamente indipendente, per nulla timorosa nel far valere le proprie idee in un mondo profondamente sessista.Masters of Sex Ad unire i due sarà sempre la battaglia contro il bigottismo dell’America maccartista, ma anche qualcosa di più, un legame che i magistrali Michael Sheen e Lizzy Caplan riescono ad incarnare alla perfezione attraverso i loro corpi, i loro gesti ed i loro sguardi. Lo studio che i due intraprendono è rivoluzionario, ma la vera ricerca è quella attraverso Virginia e Bill, nelle loro vite e nel modo in cui loro stessi per primi si approcciano al sesso. La bellezza della serie sta però nel saper conferire spessore e profondità anche alle frustrazioni, alle solitudini ed ai silenziosi conflitti interiori degli altri personaggi: dalla rigida e severa Dottoressa Lillian DePaul (una magnifica Julianne Nicholson), alla vivace squillo Betty DiMello (Annaleigh Ashford), dalla vicenda dell’omosessualità nascosta del direttore dell’ospedale Barton Scully (un eccellente Beau Bridges) fino all condizione miserabile della moglie Margaret (una grande Allison Janney che per il ruolo ha vinto perfino un Emmy Awards).

Masters of Sex non si limita a descrivere l’impresa di una coppia di studiosi la cui ricerca avrebbe assunto un valore imprescindibile nella storia, ma in maniera ancora più interessante la serie di Showtime mette in scena le dinamiche comportamentali, professionali, familiari e sentimentali dei propri personaggi rappresentando la lotta contro fantasmi interiori e barriere non solo sociali, culturali e religiose, ma anche emotive. Secondo molti infatti è questa la ragione per cui la serie piace tanto: tratta di un tema di cui tutti vogliono sapere ma di cui tutti si vergognano a chiedere, e lo fa raccontando la storia di chi per primo si pose la domandaMasters of Sex è una serie rivoluzionaria così come rivoluzionario fu lo studio di Masters e Johnson in quel lontano 1957. Per citare il sottotitolo del libro di Maier da cui la serie trae spunto, Masters e Johnson sono “la coppia che ha insegnato il sesso all’America”: non vogliamo assolutamente affermare che questa serie possa insegnare il sesso ai telespettatori, ma senza dubbio può essere un interessante viaggio complesso ma naturale allo stesso tempo all’interno di un mondo di cui noi tutti sappiamo dell’esistenza ma che in fondo nessuno di noi conosce davvero.

Se una serie sul sesso non riesce ad incuriosirvi e non siete ancora convinti, magari ciò che spingerà a dargli una chance è l’opening, una delle migliori mai realizzate per una serie tv, accattivante, maliziosa ed ironica. Ecco a voi!

https://www.youtube.com/watch?v=Ve8orWqYzPU

Un saluto agli amici di Masters of Sex Italia e Masters of Sex – Italia

Written by Serafina Pallante

Le immagini in movimento sono la mia vita e le mangio in tutte le forme e in tutte le salse, anche a rischio indigestione. Studio per diventare critico cinematografico perchè mi piace mettere bocca su tutto e sono pure brava a farlo. Jack Sparrow è il mio spirito guida e se avessi un TARDIS tornerei indietro nel tempo per essere un pirata. O per incontrare Jane Austen non ho ancora deciso. Che dire di più? Sono di fede Potteriana ed ho consacrato la mia vita ai film (anche mentali) ed alle serie tv. Nel tempo libero, quando posso, vivo.

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