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È estasiante pensare a come Scrubs sia tornata 16 anni dopo l’ultima volta come se niente fosse, come se effettivamente non ci fosse stata una pausa di tre lustri in mezzo e – tra l’altro – anche una nona stagione che aveva rischiato di snaturarne l’attitudine e l’identità. In questo revival si percepisce un senso di continuità narrativa con la Scrubs più autentica che era quanto di meglio potessimo sperare, e forse – complice l’ormai proverbiale scetticismo che abbiamo maturato dopo anni di revival spesso fallimentari – non potevamo nemmeno immaginare si potesse ambire a questi livelli. Per certi versi, guardando la nuova Scrubs, viene quasi da chiedersi perchè abbiano interrotto quella storia, 16 anni fa. In un certo senso ci spiace esserci persi gli ultimi 15 anni di vita di JD, Turk, Elliot, Carla e Cox (ora assente, ma tornerà). Al contempo, però, ci rendiamo poi conto che quella storia doveva finire: era giusto che sul percorso del giovane JD, diventato uomo adulto negli anni, venisse premuto il tasto stop a un certo punto. E allo stesso modo ci sembra sempre più meravigliosamente giusto che questa storia sia ripartita oggi, quando i giovani protagonisti del passato stanno attorno ai 50 anni e hanno più di qualcosa di nuovo da raccontarci.
Scrubs si è rinnovata e non sembra in nessun modo uno di quei prodotti stantii, dove vedi i protagonisti invecchiati che ripetono le stesse battute, copia sbiadita di quelli che furono, e ti scende una lacrimuccia di tristezza per quel che è stato e non sarà più. La cosa veramente entusiasmante è questa: siamo tornati a piangere al Sacro Cuore ma non per compassione, o per nostalgia dei tempi andati. Siamo tornati a piangere per la forza delle storie che ci raccontano. Come ai bei tempi.

I protagonisti assoluti di questa terza puntata, quelli che ci hanno fatto piangere, sono JD ed Elliot. Ed è inutile negarlo: il naufragio della loro storia ci fa malissimo, ma narrativamente funziona alla grande. Specie per la parte di storia in cui ci troviamo, specie per la fase di vita che i due affrontano oggi. Una fase in cui non sono più giovani e stupidi come un tempo, dove non danno vita più a quegli elettrizzanti up and down tipici dei 20 e dei 30 anni: oggi sono una coppia di cinquantenni divorziati, rotti, che guardano al loro passato col rammarico di quel che poteva essere e non è stato, a volte con la tipica rabbia di un rapporto eternamente irrisolto, ma anche con l’adulta consapevolezza che comunque vada loro sono e rimarranno sempre, in un modo o nell’altro, famiglia l’uno per l’altra. E con quella punta non dichiarata di speranza che un giorno, chissà, le cose potranno risolversi una volta per tutte.
Al momento sembra difficile pensare che JD ed Elliot torneranno insieme, ma è ovvio che gli sceneggiatori di Scrubs vogliano tenerci quella porta aperta: perchè funziona, e perchè in fondo è anche molto credibile (che è la cosa più importante). In questa terza puntata JD ed Elliot arrivano a uno scontro frontale: il ‘pretesto’ è legato a una paziente che Elliot vorrebbe provare a salvare, mentre JD – ormai immerso nel ruolo di capo – sembra più propenso a lasciarla andare, come da sua decisione, perchè l’ospedale è sovraffollato e bisogna fare spazio. La paziente in questione diventa appunto pretesto per Elliot per scontrarsi con JD, fargli capire in modo indiretto quelle che sono state tutte le sue mancanze: sia quelle passate, sia quelle ancora in essere. Un narcisista, per la sua ex moglie, come racconta nella recensione lasciatagli sotto mentite spoglie sulla app di valutazione per medici.
La verità è che Elliot si è sentita abbandonata e si sente a tutt’oggi abbandonata da JD: il suo risentimento costante, contrapposto alla maggior freddezza del nuovo capo del Sacro Cuore, ci fa capire come sia lei quella che spera di più in un ritorno di fiamma, quella che ancora non ha perso le speranze su un futuro insieme. Perchè non è un risentimento fine a se stesso, volto solo a distruggere la controparte: leggendo tra le righe dell’atteggiamento di Elliot si nota l’implicita volontà di non arrendersi su loro due, di provare ancora a costruire anche quando sembra stia solo distruggendo.
Per vincere la battaglia con JD, la dottoressa Reid fa saltare tutto il sistema dell’ospedale – con la complicità di Carla – in modo tale che ci voglia molto più tempo a dimettere la paziente, per darle la possibilità di incontrare il suo vecchio amore che magari la convincerà a restare in vita ancora un altro po’: inizialmente JD si infuria, poi però rivediamo il vecchio Dorian. L’uomo empatico ed emotivamente disponibile che avevamo conosciuto quando era giovane. L’uomo che mette i rapporti umani sempre davanti a tutto, anche alle fredde logiche aziendali.
Elliot: “Se la mia paziente sapesse di essere amata forse si lascerebbe curare. Georgia mi ha turbata perchè noi saremmo stati sempre insieme, e invece adesso mi chiedo se alla fine della mia vita ci sarà qualcuno vicino a me. Lei deve essere molto spaventata, JD. Forse volevo che quella coppia avesse un lieto fine perchè noi non lo avremo”
JD: “Mi dispiace di non averti ascoltata, Elliot. Non voglio che ci sia rancore tra noi.”
Elliot: “Anche a me dispiace tanto. Io ci tengo a te JD, ci terrò sempre a te. Tu sei la mia famiglia. Solo che non so come possiamo fare”
JD: “Troveremo il modo. E a differenza della tua coppietta noi non aspetteremo di arrivare alla fine per sostenerci a vicenda. Avanti, aiutiamo la tua paziente”.
A noi sono venuti i brividi.

Questa puntata di Scrubs ci ha commossi, ed è già la seconda volta su tre che accade. Sarà fondamentale non avere la pretesa che accada in ogni singola puntata, perchè probabilmente non accadrà ma è anche giusto così: la serie deve avere il tempo di rinnovarsi, di inserire i nuovi personaggi (eccellente lavoro sotto questo punto di vista, continuano a rimanere sullo sfondo ma pian piano cogliamo tratti della loro personalità), di abbracciare appieno il suo futuro in senso più ampio. Un futuro che non vediamo l’ora di scoprire. Perchè in un mondo sempre più disumanizzato, abbiamo un tremendo bisogno di una serie che ci sappia raccontare in questo modo l’umanità. Abbiamo un tremendo bisogno di Scrubs.
Vincenzo Galdieri





