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Salem – Quando la caccia alle streghe è cosa buona e giusta

Salem
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Salem ha esordito nel 2014 portando con sé una buona dose di hype, ma le cose non sono andate come WGN America aveva previsto

Salem

Cosa non ha funzionato in Salem?

Perché questa Serie Tv, che tanto ci ha fatto sperare, invece si è conclusa con la sua cancellazione dopo sole tre stagioni e con un finale a dir poco rivedibile?

Gli interrogativi sono molteplici. Convincente a piccole dosi, debole e fin troppo scontata soprattutto nelle ultime due stagioni, la produzione di Salem è stata l’artefice di questo suicidio seriale, crollando nella banalità, tra forzature narrative e pillole di autentico trash.

L’incantesimo ha avuto dunque vita breve, perché la decisione di eliminare lo show era già stata presa da tempo in virtù dei bassi ascolti.

SPOILER ALERT!!!

SALEM, MASSACHUSETTS, XVII SECOLO

Salem

You would have me speak words of love while you destroy him. — Mary Sibley

Eppure il racconto con protagoniste Mary Sibley e la comunità di streghe dell’Essex, si era presentato con un biglietto da visita invidiabile. In fondo non è facile dare vita a una Serie Tv dell’orrore che sia di livello.

Magia, tensione, horror e drama

Tutto ben mescolato in quel calderone che è la cittadina di Salem, luogo di perdizione, dove il potere, magico e politico, finisce spesso inevitabilmente col sovrapporsi.

I protagonisti John Alden, Cotton Mather (di cui abbiamo già parlato, leggi qua) e la famiglia Hale incarnano i volti di un’umanità sofferente, dilaniata tra fede, rimpianti e bramosia. Insieme a loro sorgono altri nuovi personaggi, destinati a delle esistenze autenticamente vissute.

Le tensioni tra  i puritani, le trame per il comando del Consiglio, l’eterno scontro tra bene e male, il Sommo Rito. Tutto monta fisiologicamente in crescendo, in un’atmosfera shakespeariana dove la tragedia dell’uomo coincide col giubilo delle concubine del Diavolo.

Ebbene, Salem sembrava proprio dover essere quel giusto mix di elementi pronti a esplodere in un’orgia visiva e psicologica

Per un’intera stagione abbiamo creduto di poter finalmente assistere a una Serie Tv horror in grado non solo di colpirci, ma anche d’intrattenere con una buona sceneggiatura.

Peccato essere stati totalmente disattesi.

TRA MAGIA…

Salem

Soon child, all the world will be your home. — Contessa Ingrid von Marburg

La dimensione stregata, nucleo della Serie Tv, non è mai totalmente sparita. Tuttavia, affermare che da un certo momento della narrazione in poi sia andata subordinandosi ad altri elementi, non è un’inesattezza.

Il turning point di Salem è stato proprio il compimento del Sommo Rito

Quel momento che avrebbe dovuto consegnare alle streghe dell’Essex il potere tanto agognato, ha invece significato una svolta verso un’umanizzazione viscerale. Amore, lussuria, cupidigia, hanno paradossalmente squarciato il velo di mistero, a vantaggio di una componente drama eccessivamente pronunciata.

La stessa Mary, da donna di potere e strega dominante, è regredita a facile preda d’inganni e prepotenze. Al contempo le sue sorelle pargono rimanere intrappolate nei loro corpi di donna, attingendo al sovrannaturale soltanto in condizioni che, all’interno del racconto, apparivano come scriptate.

Una storia calcolata e prevedibile, dove a posteriori l’essere femmina si trasforma da vantaggio in limite

Non stiamo dicendo che le protagoniste non sappiano sfruttare la loro femminilità in tutte le sue forme, al contrario. Eppure ognuna di loro, nessuna esclusa, pagheranno le scelte a cui i loro cuori le condurranno.

… E RESPIRO BIBLICO

Salem

Remember dear ones, to the Reaper, all flesh is grass… even witch flesh. A great terror will soon fall upon Salem and there is not a soul alive upon this dull earth who can stop me. — Signore Oscuro

Altro aspetto fondamentale è il monopolio della scena da parte del Signore Oscuro e della Sentinella, il quale coincide con la presa di una piega biblica che, sopratutto nella terza stagione, attanaglia show e spettatore.

Una figura tanto ingombrante da giocare a scacchi con Dio, riscrivere l’interpretazione della Bibbia stessa e orchestrare la domenica nera

Le trame e i sotterfugi sembrano giochi infantili al cospetto del Diavolo in persona. Un Diavolo che, nel corpo di un bambino, risulta poco credibile, grottesco.

Con un elemento divino così invadente, l’altra faccia della medaglia è il riflettore puntato sulla comunità puritana, ignara di quanto stia accadendo. Ma l’imminente guerra, i sermoni oscuri del reverendo Mather, l’ascesa di Isaac e i progetti (mai sbocciati) di Mercy Lewis non conquistano, al punto da concedersi alla noia.

Il tutto scivola via verso un finale senza arte né parte

Il Signore Oscuro tornato dall’inferno e tradito con facilità disarmante; un John che si ricongiunge con la sua MaryCotton che ha varcato la porta degli inferi e Anne Hale pronta a prendere le redini di Salem.

IL LENTO DECLINO

Salem

My love for you rules all that I do. — Anne Hale

If this is your love, I hope never to see your hate. — Cotton Mather

La seconda stagione ha segnato il destino di questa Serie Tv.

Il John Alden “cacciatore di streghe”, il doppio gioco di Tituba, la perdita dei poteri di Mary Sibley, espedienti con del potenziale mai del tutto sfruttato. Perché quando sembrava pronta a rialzarsi, Salem ha poi confermato una piattezza di contenuti che neanche il peggiore degli elettrocardiogrammi.

Cosa poteva essere gestito diversamente? Non sappiamo dirlo

Sembra quasi che Salem fosse sin dall’inizio destinata a percorrere la strada che l’ha portata a un lento e fatale declino. Forse non relegare l’Essex e il suo retaggio magico a mero orpello, scavando ancor di più nel cuore della stregoneria, avrebbe concesso ulteriore fascino a una Serie Tv che inizialmente ci aveva colpito.

La stessa Contessa Ingrid von Marburg avrebbe sicuramente potuto dare di più, non riuscendo nell’impresa di ritagliarsi un ruolo imprescindibile, non soltanto nell’evoluzione degli eventi, ma anche nel panorama stesso dei personaggi cardine.

Salem ha tradito le attese, dimostrando come l’esagerazione senza il controllo sia qualcosa che non produce apprezzamento, soprattutto in un mondo, quello seriale, dove il pubblico non si accontenta più di qualche hocus pocus, seni scoperti, corpi dilaniati, sangue fresco e Marilyn Manson.

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Written by Paolo Tomassoli

Di giorno giurista, di notte serialista. Tra Italia, Giappone e Russia, con le Serie Tv mi sento a casa ovunque mi trovi.

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