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The Boys 5×01\02 – La recensione delle prime due puntate: un ritorno devastante

Un'immagine di Homelander in The Boys 5
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Si va a mille in questi primi due episodi della quinta stagione di The Boys e la serie trionfa su Rotten Tomatoes. Una corsa senza respiro mentre per l’ennesima volta The Boys si fa la Pastorale Americana dei nostri giorni. C’è tutto. Tutto il caos, il relativismo, il dubbio, le incertezze, le fragilità e le brutture della società di oggi. Ci sono i centri di detenzione, l’AI, il deep fake, i social, TikTok, la strumentale disinformazione, l’infobesity, i redpill e le liste di proscrizione. Ma andiamo con ordine.

Partiamo da questo mondo di Super che corre parallelo al nostro. Così parallelo da diventare contingente: come le due rette parallele della geometria proiettiva finiscono per toccarsi all’infinito così i due universi sembrano finire per coincidere in uno solo. Ormai le due realtà si sono fatte una. L’una spiegazione dell’altra.


Gli autori di The Boys nel caos attuale danno senso ai nostri tempi

Proiettano ogni cosa in un universo fittizio, in una cornice fumettistica parodiata in accordo al pensiero originale di Garth Ennis. Ma rimane il nucleo pulsante, reale, drammaticamente reale del nostro presente. “La libertà rende liberi“, recita l’insegna dei “campi di libertà” di The Boys. È una parodia del celebre Arbeit macht frei dei campi di concentramento, a sua volta parodia derisoria dell’umiliazione e disumanizzazione che si viveva all’interno dei lager.

Campo di libertà
Credits: Amazon Studios

Qui non è più beffardamente il lavoro (forzato) ma la libertà. La “terra delle libertà”, che rende “liberi”. Antifrasticamente gli oppositori politici (gli starlighter) sono imprigionati, privati delle loro libertà civili e spesso della loro stessa vita. In nome della libertà si viene a formare una autocrazia con Patriota al vertice, uomo ombra di una politica incapace di reagire.

Sembra una follia, una distopia troppo assurda, eppure è un mondo incredibilmente vicino al nostro. Anche la verità diventa parola vuota, priva di valore in mezzo a una miriade di informazioni e disinformazioni. In mezzo al caos di chi, strumentalmente, confonde e annulla così ogni attendibilità. Lo spiega straordinariamente bene Sister Sage: “Nelle ultime ventiquattr’ore li abbiamo sommersi di talmente tanta disinformazione che non distinguono più tra clitoride e clavicola“.


E così anche una prova schiacciante come il video che mostra l’orrore compiuto da Patriota diventa una notizia in mezzo a tante altre.

Si fa passare per AI, per un deep fakediffuso da starlighter marxisti“. Si spargono notizie contrastanti, si bombardano di fake news le reti, i social, l’editoria. Finché non si sa più a cosa credere. E quello che pareva potesse stroncare per sempre Patriota diventa nient’altro che una leggera perdita in borsa. Si chiama infobesity, un sovraccarico cognitivo che rende ogni notizia senza valore, che ci impedisce di prendere una decisione, che ci getta nella confusione. E così Sister Age vuole che siano gli americani in The Boys. Confusi e bloccati.

Patriota
Credits: Amazon Studios

Siamo come Rock-Hard, obesi e incapaci di muoverci, sovraccarichi di informazioni, innocui e inerti. E intanto le liste di proscrizione si allargano e sempre più superfluo appare citare Martin Niemöller e i celebri versi accennati appena da Ashley. O dovremmo dire dalla “parte buona” di Ashley, letteralmente scissa in due, diventata bifronte nella sua nevrotica oscillazione tra il desiderio di potere (o almeno di sopravvivenza) e gli ideali giovanili di giustizia e libertà (quella vera).


C’è tutto in questi due episodi di The Boys. Perfino il redpillato Abisso che si fa portavoce di una rinnovata, controriformista risposta al femminismo del Ventunesimo secolo. Rimettere al centro il maschio, “umiliato” dal MeToo, da donne viste come mostri pronte ad andare dietro a bellezza e ricchezza in una estensione del dominio della lotta in cui il maschio medio finisce per soccombere. E c’è naturalmente Patriota nel suo narcisismo patologico, nella sua disperata ricerca di approvazione da megalomane: “Ho bisogno che le persone provino devozione per me“. Ricorda qualcuno?

Ma c’è anche la resistenza.

C’è chi vede lucidamente la verità dietro a tanta sabbia negli occhi. C’è A-Train che completa nel migliore dei modi il suo arco narrativo di redenzione. Tutto era iniziato con una donna travolta (la fidanzata di Hughie, pilot di The Boys) e ridotta a brandelli. Tutto finisce con una donna evitata. A-Train, braccato, cade nelle mani di Patriota pur di evitare di colpire un’innocente sul suo cammino. A-Train si riscatta, salva i boys e salva se stesso. La sua libertà di uomo. Di eroe nel vero senso della parola. Guarda in faccia Patriota e non ha più paura. Lo vede finalmente per quello che è: “Sei solo una tuta vuota. Togli quei poteri e cosa sei?“. E ne ride, impavido, eroico, prima di morire.

A-Train in The Boys
Credits: Amazon Studios

Ma The Boys non è così semplicistica da scomporre il mondo in buoni e cattivi. The Boys coglie anche quello spazio grigio, quella terra di nessuno che è il rifugio preferito di Butcher. Billy è machiavellico nel senso più vero del termine: disposto a tutto pur di raggiungere il bene superiore (così sarebbe più giusto intendere il famoso “il fine giustifica i mezzi” mai pronunciato da Machiavelli). È disposto a migliaia di morti tra i Super pur di cancellare dal mondo Patriota e la Vought. Pragmatico, concreto, fautore di una realpolitik che si contrappone, irrimediabilmente, all’idealismo di Hughie, al quale non possiamo fare a meno di aggrapparci. A questo e ai fumetti, che ci danno indizi su come potrebbe (o non potrebbe) finire The Boys.


The Boys in queste 5×01 e 5×02 parte con l’acceleratore pressato, a testa alta, altissima, facendo più denuncia sociale di quanto mostrano di saper fare politici e stampa.

E forse non è un caso che le voci più alte e potenti si levino proprio da artisti e uomini di spettacolo, da canzoni e da serie tv, mentre le opposizioni restano in silenzio o peggio ancora flirtano segretamente con i Patriota di turno. The Boys sembra dirci che anche se provano ad abbatterci siamo pronti a rialzarci. I get knocked down but I get up again. You’re never gonna keep me down. Occhio, però, che a rialzarsi potrebbe essere Soldatino. Potrebbero essere vecchi nemici.

Emanuele Di Eugenio

Ci sono 5 misteri irrisolti che The Boys dovrà per forza spiegarci nell’ultima stagione, e potrebbero essere decisivi per la risoluzione della storia: abbiamo approfondito il tema qui