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Perché le puntate di A Knight of the Seven Kingdoms sono così corte? La risposta dello showrunner

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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su A Knight of the Seven Kingdoms.

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Nei giorni scorsi è stata rilasciata su HBO Max (in anticipo) la quarta puntata di A Knight of the Seven Kingdoms. Abbiamo avuto modo di parlarne seriamente nella nostra usuale recensione settimanale e più ironicamente all’interno delle pagelle. Il pubblico, dal canto suo, ha reagito ancora una volta con un certo entusiasmo. Sta apprezzando parecchio la serie, e non era affatto scontato: talvolta, il vero effetto speciale è la scrittura.

Tuttavia, c’è un fattore che molti sottolineano tra i commenti: le puntate durano troppo poco, secondo molti utenti. 30 minuti o poco più, al massimo. La questione è aperta, e non escludiamo di affrontarla prossimamente in un articolo dedicato. Detto questo, la durata “ridotta” delle puntate è stata spiegata di recente da Ira Parker.


Lo showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms, intervistato da GQ, si è così espresso: “Ancora prima di andare da George, sapevamo che poteva funzionare così. HBO lo aveva già messo sul tavolo. Questo ha reso più facile — [ride] non voglio dire “convincere”, ma in un certo senso sì, convincere George che questa cosa potesse essere fatta come serie televisiva e fatta bene. Una delle sue grandi preoccupazioni, sul piano della fedeltà all’adattamento, era proprio che il materiale non si estendesse abbastanza da reggere quel formato“, spiega lo showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms.

L’autore è chiarissimo a riguardo.

“Sapere che HBO non avrebbe forzato la mano ci ha permesso semplicemente di divertirci. Di passare del tempo nel Westeros. Di conoscere meglio Dunk e Egg e il loro rapporto. Nella prima stagione possiamo introdurre gradualmente alcuni dei partecipanti al Processo dei Sette, prima di arrivare allo scontro principale. Lyonel Baratheon ha un ruolo molto più ampio nella serie rispetto al libro, dove credo abbia una sola battuta subito prima del processo. Molte di queste scelte sono venute fuori in modo molto naturale. È stato tutto molto semplice. Non abbiamo allungato artificialmente. Non ci siamo inventati strane side quest con Dunk e Egg. L’abbiamo scritto come se George avesse scritto un libro di trecento pagine”.

Un bellissimo “libro di trecento pagine”, A Knight of the Seven Kingdoms.

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