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A Knight of the Seven Kingdoms avrà gli stessi problemi di Game of Thrones? La risposta dell’autore (abbastanza rassicurante)

A Knight of the Seven Kingdoms, una delle migliori serie tv di gennaio

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A Knight of the Seven Kingdoms è un successone, per certi versi imprevisto: lo spin-off di Game of Thrones è protagonista assoluto con numeri notevoli e si sta candidando concretamente a un posto tra le migliori serie tv del 2026. Quando arriva un successo del genere, allora, è inevitabile pensare subito al futuro. E il futuro sembra essere radioso, anche se con alcune incognite.

Radioso, si diceva: A Knight of the Seven Kingdoms è già stata rinnovata per una seconda stagione, e questa è una certezza assoluta. Maggiori dubbi sul piano delineato da Ira Parker, showrunner della serie: non sappiamo quanto sia stato serio o ironico a riguardo, ma ha parlato addirittura di dodici-quindici stagioni potenziali. Un piano molto ambizioso del quale parleremo in un approfondimento dedicato, ma c’è un punto da considerare: il materiale originario di Martin rischia di esaurirsi in un massimo di tre stagioni.


Sono tre, infatti, i racconti della saga di Dunk ed Egg finora pubblicati. E poi? Eh, poi?

Se davvero si dovesse andare oltre la terza stagione, A Knight of the Seven Kingdoms dove potrebbe andare a parare?

Senza girarci intorno: rischia di fare la stessa fine di Game of Thrones, rimasta orfana dei libri di Martin dopo cinque stagioni?

Ira Parker, showrunner di A Knight of the Seven Kingdoms, si è così espresso nel corso di un AMA su Reddit: “Guarda, per certi versi sappiamo molto di più su ciò che accade dopo questi tre racconti grazie a tutto il materiale di supporto”, ha detto Parker. “Quindi c’è pericolo intrinseco inferiore… non nessun pericolo, ma semplicemente meno…””.

Rassicurante, ma non troppo. Ma è chiaro sull’eventuale coinvolgimento di Martin: Qualsiasi cosa oltre il terzo libro (se mai fossimo così fortunati) coinvolgerebbe fortemente George.

C’è da aggiungere inoltre che Parker avrebbe già avuto dall’autore della saga le linee guida dei racconti successivi. Racconti che dovrebbero vedere la luce nei prossimi anni. Ma il condizionale è d’obbligo come non mai: George R.R. Martin, d’altronde, si prende il suo tempo per sviluppare la sua saga. Fin troppo. Mettiamoci l’anima in pace: ci ripenseremo tra alcuni anni, nel caso. Con la speranza che A Knight of the Seven Kingdoms non debba affrontare gli stessi problemi delle ultime stagioni di Game of Thrones.

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