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Qual è stato il miglior esperimento di Netflix?

Sense8

Sappiamo tutti quanto Netflix sia famosa come piattaforma streaming, così come sappiamo con certezza che i suoi contenuti originali sono quasi sempre di qualità, come Stranger Things Sense8.

Lo so, ho detto “quasi sempre”, ma in questo caso specifico l’avverbio è d’obbligo. Esistono anche casi, infatti, in cui i prodotti Netflix non si sono rivelati all’altezza della aspettative, e, dunque, sono stati cassati prima di fare altri danni.

Togliendo da quest’equazione le ultime uscite dal catalogo, quali Iron FistLuke Cage, entrambi di matrice Marvel, oggi voglio concentrarmi su quello che, secondo il mio parere, è il migliore esperimento della piattaforma streaming: Sense8.

Ai fan più attenti e accaniti penso di non dover nemmeno spiegare di che serie tv sto parlando. Però, se non ne avete mai sentito parlare, anche se è abbastanza improbabile, ecco quello che c’è da sapere su Sense8.

Sense8


La storia ruota intorno a otto individui, ognuno di una diversa parte del mondo, che scoprono improvvisamente di avere delle fortissime capacità empatiche e di essere collegati telepaticamente tra loro, essendo molto simili. Si troveranno dunque da una parte ad abbracciare questo loro legame, e dall’altra a proteggersi l’un l’altro da chi vuole invece sfruttare le loro capacità per distruggerli.

Divisa in due stagioni da dodici episodi ciascuna, di cui la seconda comprende anche due episodi speciali di due ore l’uno, Sense8 è riuscita ad ammaliare gli spettatori e i fan di tutto il mondo, promuovendo un tipo di rapporto umano e di comunicazione intrigante e avvincente, e lanciando un messaggio di amore e uguaglianza che poche altre serie tv sono riuscite a promuovere.

Dal punto di vista della trama temo di non poter dire molto altro, anche perché mi sembra corretto evitare l’allarme spoiler per chiunque decida di cominciare la serie tv. Se la descrizione che vi ho dato non dovesse bastare, però, posso dire che anche i personaggi sono di tutto rispetto, e attirano l’attenzione dello spettatore in maniera potente.

Spaziando in ogni parte del mondo, troviamo Capheus, autista di pullman di Nairobi; Sun, donna d’affari di Seoul; Nomi, blogger transessuale che vive a San Francisco con la sua fidanzata Amanita; Kala, chimica farmaceutica di Mumbai; Riley, DJ di origine islandese che vive a Londra; Will, poliziotto di Chicago; Wolfgang, scassinatore di Berlino, e infine Lito, attore omosessuale messicano.

sense8

Mi posso già immaginare, comunque, la domanda che risuona nelle vostre teste: “Perché, tra tutte le serie tv Netflix, Sense8 dovrebbe essere il loro esperimento migliore? Cos’ha di speciale che altre serie tv non hanno?”. La verità è che, trattandosi di una mia opinione, alcuni di voi potranno pensare che io stia analizzando la cosa in maniera fin troppo soggettiva.

A conti fatti, però, Sense8 non ha fatto centro soltanto per il messaggio che si è proposta di mandare, ma anche per il tipo di elaborazione che è stata fatta dell’intero progetto. Dall’ideazione alla campagna marketing, tutto concorre a rendere questa serie tv spettacolare, sotto ogni punto di vista.

Anche qui, i fan più accaniti possono far notare che, giunta alla fine della seconda stagione, Netflix annunciò la cancellazione di Sense8, che all’epoca si concludeva ancora con l’episodio undici. È merito dei fan in tutto il mondo se poi siamo riusciti ad avere davvero un finale di due ore e mezza, che mettesse la parola fine a tutti i percorsi dei personaggi.

Cerchiamo di capire insieme, quindi, per quale motivo Sense8 è stata la serie tv migliore di produzione Netflix, partendo proprio dalle fondamenta, ovvero dall’ideazione. Il telefilm vede come registe, ideatrici e sceneggiatrici due nomi piuttosto conosciuti nel panorama cinematografico, ovvero Lana e Lilly Wachowski.

Sense8

Note per essere state registe della trilogia Matrix, le due donne mostrano di voler replicare il successo ottenuto sul grande schermo in campo televisivo, attingendo comunque allo sviluppo della tecnologia. Vista infatti come qualcosa in grado di unire e separare gli individui contemporaneamente, all’interno della serie tv viene accostata all’evoluzione umana.

Cerchiamo di vederci chiaro. All’interno di Sense8 ci sembra che tecnologia e sviluppo dell’umanità vadano di pari passo. Più cresce una, più allo stesso tempo cresce anche l’altra. E questo è effettivamente vero, se però ci ricordiamo di tenere sotto controllo la variabile empatica. Infatti, evolvendosi l’uomo si trova a sviluppare un grado di empatia sempre più elevato.

Abbinando questo alla tecnologia, dunque, ci viene più facile capire le azioni dei sensate, ovvero degli appartenenti alla stessa cerchia. Il legame empatico tra queste persone risulta essere così forte che l’uno è portato a sentire pensieri e sensazioni di tutti gli altri. Non solo: in determinate situazioni corrono in reciproco soccorso, prendendo il controllo delle emozioni e del corpo dell’altro.

Se ci pensiamo bene, si tratta di uno sviluppo decisamente rivoluzionario, sia a livello umano che scientifico. Nel momento in cui l’umanità riesce ad affinare la sua componente emotiva ogni cosa è possibile, anche unirla a uno sviluppo tecnico. Si tratta di un argomento delicato e complesso, mai trattato in una serie tv. Sense8, però, è riuscito a farlo nel migliore dei modi.

Ripensando dunque alla trama sotto questo diverso punto di vista, allo spettatore diventa già più chiaro ciò che sta andando a vedere. I primi episodi, infatti, per quanto belli, mi sono risultati di difficile comprensione. Insomma, diciamo pure che ci ho messo un po’ a entrare pienamente nella trama. Quando ci sono riuscita, però, è stato amore puro.

Sense8

Considerando l’idea di partenza, in ogni caso, ci rendiamo perfettamente conto di quanto mastodontico fosse il progetto delle Wachowski. Persone di diverse parti del mondo legate profondamente a livello empatico… Ci voleva un lavoro altrettanto imponente di riprese, per rendere al meglio ogni aspetto della narrazione.

Ecco che quindi i costi di produzione per le due donne sono saliti alle stelle, dal momento che hanno deciso di non lavorare all’interno di studi con set pre costruiti. Le riprese dell’intera serie tv sono state fatte nei luoghi d’origine dei personaggi, e persino gli attori sono stati selezionati anche in base alla loro provenienza.

Otto diverse parti del mondo, più di otto location diverse e altrettante troupe diverse al lavoro a seconda dell’area geografica. Stiamo quindi parlando di una produzione molto più che immersiva, che ha permesso agli attori stessi di lavorare a stretto contatto con culture molto diverse dalla loro.

Nello specifico, le riprese sono state effettuate tra San Francisco, Chicago, Londra, Nairobi, Seoul, Città del Messico, Berlino, Mumbai e Reykjavik per ciò che riguarda la prima stagione. A queste sono state aggiunte Amsterdam, Chippenham, Argyll, Malta, Positano, Redwoods e San Paolo nel corso della seconda stagione.

Ci rendiamo dunque perfettamente conto di quanto tutte queste città siano diverse e molto distanti tra loro, e l’innovazione che Sense8 ha voluto creare sta proprio in questo. Se si vuole dimostrare l’unità di persone di diverse parti del mondo, bisogna far loro conoscere e vivere queste diverse parti del mondo. Un sistema che può essere considerato azzardato, ma perfettamente funzionante.

Sense8

C’è un altro aspetto che rende il sistema di riprese estremamente innovativo, ed è l’idea che le registe vogliono dare sull’ubiquità dei personaggi. Come ho detto prima, spesso nel corso della storia capita che le persone della cerchia si aiutino l’una con l’altra, imbracciando le loro emozioni e prendendo controllo del corpo dell’amico per salvargli la vita.

Lo fa Capheus per aiutare Nomi durante la sua fuga, lo fa Sun per aiutare Capheus durante una rissa, e lo fanno più volte Wolfgang e Lito per aiutarsi a vicenda. Ma come è stato possibile rendere tutto questo in fase di ripresa? Perché fondamentalmente è di questo che si tratta: niente post produzione e niente stuntman. 

L’utilizzo di movimenti precisi per il singolo personaggio, o di determinate pareti dietro cui nascondersi, o addirittura il semplice utilizzo di ombre. Tutto ciò viene unito ed elaborato per dare allo spettatore l’idea di connessione a livello di coscienza tra i personaggi. Molte volte gli attori si sono trovati a scivolare letteralmente dentro un’inquadratura, stando alle loro parole.

Stiamo dunque prendendo in analisi un lavoro meticoloso e preciso, dove anche l’elemento all’apparenza più banale può essere utile ai massimi livelli per inserire lo spettatore in questa nuova atmosfera. C’è da dire che la connessione emotiva tra i personaggi di Sense8 è riuscita a raggiungere la sua rappresentazione massima in una scena poi diventata il vero marchio di fabbrica della serie tv: la scena dell’orgia.

Sense8

Una scena in cui il piacere provato dai singoli sensate converge in un unico, grande momento di unione tra le parti, aumentando a dismisura non soltanto l’erotismo che si vuole far passare, ma anche le sensazioni che gli individui provano.

Andando avanti, capiamo che Sense8 ha provocato quasi subito una reazione sul pubblico, già all’uscita del primo trailer:

Un minuto molto intenso, con poche battute molto ben assestate e un insieme di scene dall’aria caotica. Questa è la prima impressione che ho avuto io vedendo il trailer di Sense8. Allo stesso tempo, però, sono rimasta estremamente affascinata, ed ero decisamente incuriosita e vogliosa di sapere cosa sarebbe successo effettivamente in questa serie tv ambientata in otto città diverse.

Bene, questo tipo di reazione è quella che hanno avuto anche gli altri spettatori che si sono trovati davanti questo trailer. Qualcosa di interessante, di coinvolgente, non facile da capire a un primo impatto ma che sicuramente apriva la strada per una storia unica e inimitabile.

Diversa è stata, invece, la reazione da parte della critica. Come ogni novità che si rispetti, Sense8 ha letteralmente spaccato a metà l’opinione pubblica alla sua prima uscita. Alcuni la trovavano rivoluzionaria e innovativa, altri invece fin troppo lenta, noiosa e senza nulla di davvero speciale. In sua difesa, c’è da dire che trattare determinati temi così poco battuti non è da tutti.

Omosessualità, transessualità, fede, vita, morte, rinascita. Questi sono tutte tematiche fondamentali in Sense8, e vengono analizzati e raccontati in virtù di un fattore quasi logico ma al quale nessuno fa riferimento: l’animo e la conoscenza umana. Come specificato da Will nel trailer, la mente dei personaggi si sta espandendo, e dunque non sembra esserci limite alla loro conoscenza emotiva e reale.

Continuando a pensare alla critica, dopo un’attenta analisi ci rendiamo conto che ciò che ha veramente dato la spinta a Sense8 per diventare una serie tv quasi leggendaria è stata l’accoglienza del pubblico. Se da una parte infatti la critica era nettamente divisa dopo la prima stagione, il pubblico aveva già capito da che parte stare.

Sense8

A favorire la presa sul pubblico hanno contribuito anche le riprese. Dal momento che, come dicevamo prima, sono state fatte nei luoghi d’origine dei personaggi, nelle scene di massa moltissimi civili si sono trovati a prendere parte al progetto, come nelle scene ambientate al pride.

C’è da dire che Sense8 ha puntato molto ad interessare e coinvolgere anche lo spettatore più scettico già in partenza, lanciando un prodotto molto buono ma lasciando comunque che l’esplosione effettiva della storia arrivasse dal quarto episodio in poi. Un modo come un altro per accattivare lo spettatore e fargli venire quella voglia di saperne di più.

È anche in virtù di questo exploit a livello di pubblico che le critiche sono visibilmente migliorate con l’uscita della seconda stagione. Certo, non mancano le eccezioni, ma in linea di massima possiamo notare che è stato dato un maggiore credito al prodotto una volta riusciti ad andare oltre il primo impatto.

Storyline più approfondite, maggiori dettagli sull’organizzazione Whispers e una continua analisi di emozioni e rapporti umani. Sense8 è in grado di rendere affascinanti e allo stesso tempo comprensibili argomenti molto dibattuti dall’opinione pubblica, lasciando allo spettatore stesso la possibilità di scegliere da che parte stare.

Una seconda stagione che si struttura come un crescendo, che culmina nel rapimento di Wolfgang da parte di Whispers. Personalmente mi sono trovata spiazzata una volta giunta alla fine, perché, quando ho recuperato Sense8, era già arrivata la notizia bomba: serie tv cancellata da Netflix. Non ci sarebbe dunque stata una continuazione.

Sense8

La cosa ha sconvolto tutti i fan, che si sono dunque coalizzati con uno dei sistemi più utilizzati degli ultimi anni: una petizione per salvare il progetto. Si era già provato, per altre serie tv, a fare un lavoro del genere, ma non sempre risulta essere efficace. Questa regola evidentemente non si applica a Sense8.

La petizione fa il giro del mondo, e in pochissimo tempo i fan riescono a raggiungere oltre 37.000 firme. Netflix dapprima risponde che i bassi ascolti non permettono il rinnovo del prodotto, ma nell’arco di un mese si riesce a giungere a un compromesso. Sarà proprio Lana Wachowski, dunque, ad annunciare la realizzazione di un finale speciale della durata di due ore e mezza. 

Da questo punto di vista non importano tanto le motivazioni che hanno spinto alla cancellazione del progetto, quanto ciò che è stato fatto per salvarlo. Quello che in un primo momento era infatti sembrato un lavoro senza una logica vera e propria si è rivelato essere rivoluzionario, e allo stesso tempo abbastanza importante da unire fan di tutto il mondo in un unico, grande progetto di salvataggio.

È vero che dobbiamo vedere le serie tv come se fossero un normale passatempo, non c’è dubbio. Ciò che però possiamo trarre da questa storia è che quando i messaggi promulgati sono forti, di valore e soprattutto ben trattati, anche lo spettatore più reticente può rimanerne coinvolto e interessato.

Il regista ha fatto la sua parte, adesso tocca ai fan seguire determinati insegnamenti, portare avanti certe ideologie e cominciare a vivere secondo un sistema del tutto nuovo e, forse, anticonformista. Le sorelle Wachowski hanno sicuramente raggiunto il loro obiettivo, e l’unione dei fan per il salvataggio di Sense8, con annesso successo, ne è la prova lampante.

Perciò io sono convinta che questa serie tv sia sicuramente il miglior esperimento che Netflix abbia mai prodotto. Ad oggi sono ancora dispiaciuta per la sua cancellazione, e mi chiedo se mai in futuro si riuscirà a riprendere tutto in mano. Fino ad allora…

I am not just me. I am also a WE. And WE march with pride.

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Written by Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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