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How To Get Away With Murder 2×09 – What did we do?

How To Get Away With Murder
How To Get Away With Murder

Titolo emblematico e misterioso, il fiammifero che ha acceso la miccia dell’impazienza durante la settimana d’attesa che ha preceduto l’episodio. Un winter finale tutt’altro che freddo, che ci ha scaldati con le fiamme della tensione e della suspense sempre viva.

La puntata di How To Get Away With Murder è stata un’altalena tra quella maledetta notte e i fatti accaduti 14 ore prima della stessa.
Per cominciare, Michaela chiama Connor per confidargli della pistola ritrovata in camera di Catherine la sera prima, affermando di voler sbarazzarsi dell’arma così che i sospetti per gli omicidi degli Hapstall continuassero a ricadere esclusivamente su Philip.
Mentre discutono in presenza di Caleb vengono sorpresi da Catherine, che sceglie prontamente di scappare via. Dopo il collegamento con Philip e la pistola trovata nel laboratorio, la sua fuga assume una particolare gravità.

Mentre Annalise è alla villa degli Hapstall a discutere con Caleb della sorella, l’equilibrio già precario della situazione viene distrutto da una terribile notizia: il padre di Asher, il giudice Millstone, si è suicidato impiccandosi nel suo ufficio. La stessa mattina infatti era stata avviata dal procuratore Sinclair un’indagine su di lui per corruzione e insabbiamento di uno stupro di gruppo (in cui era coinvolto anche il figlio).
Il suicidio del giudice Millstone ha gravi ripercussioni su Asher, il quale incontra la Sinclair in un parcheggio. I due hanno un acceso diverbio che si conclude tragicamente: Asher perde totalmente il controllo e, accecato dalla rabbia e dal dolore provocato dalle parole gravi ed offensive che il procuratore riserva al padre, schiaccia l’acceleratore dell’auto e investe la donna uccidendola sul colpo.
Chiamata da un Asher decisamente sconvolto e sottoshock, Bonnie si reca al parcheggio e constata l’effettiva morta della Sinclair. Allora decide di chiamare Annalise per avere indicazioni sul da farsi, ma Annalise è talmente colpita e destabilizzata dalla morte della Sinclair da non essere capace di darle delle dritte, almeno per il momento. Per far questo la richiamerà qualche minuto dopo, quando un piano disperato si fa strada nella sua mente.

Ciò che angoscia maggiormente Annalise è la presenza di tracce che Nate ha lasciato nell’auto della Sinclair. Poche ore prima della sua morte, infatti, il procuratore aveva dato appuntamento a Nate nella sua macchina per proporgli di collaborare allo scopo di distruggere Annalise.
Dunque, per evitare che i sospetti per la morte della Sinclair ricadano su Nate, Annalise chiede a Bonnie di prendere il cadavere e di raggiungerla alla villa degli Hapstall, da cui con una scusa caccia via Caleb qualche attimo dopo.
Quando Bonnie, Asher e il cadavere arrivano alla villa le cose degenerano vertiginosamente.

Non appena Connor e gli altri ragazzi scoprono della morte del procuratore e si ritrovano davanti il corpo senza vita avvolto in un tappeto, la paura li travolge e con essa il ricordo straziante dell’omicidio di Sam e del calvario che ne è seguito. Si rifiutano categoricamente di aiutare Annalise a liberarsi del cadavere, decisi a non invischiarsi più in un altro delitto, e Annalise rivela ad Asher che gli assassini di Sam sono proprio loro, i suoi colleghi, e non Bonnie come gli era stato detto. Ecco che, per poter assicurarsi il silenzio di Asher sul loro crimine, sono costretti ad aiutarlo con il suo.

Per simulare la morte della Sinclair, di cui secondo il loro piano Catherine dovrà sembrare la colpevole, il cadavere viene gettato giù dalla terrazza.
Resta però il problema della fuga di Catherine. A questo proposito, Annalise incarica Frank di cercarla e di drogarla con delle potenti pillole. Frank la trova in un motel nello stesso momento in cui Philip bussa alla porta della camera dalla ragazza.

Il piano ideato da Annalise non appare affatto convincente, e questo non fa altro che far agitare i Keating Five, tanto che quasi si rassegnano al fatto di dover andare in prigione. Anche ad Annalise il piano non sembra convincente, “a meno che non rendiamo la cosa credibile”. Ed ecco la sua assurda e sconcertante idea: qualcuno deve spararle.
Prima ancora di poterne discutere, o quantomeno prima ancora che qualcuno possa obiettare, Annalise chiama la polizia chiedendo aiuto e dicendo che la sua cliente, Catherine Hapstall, le ha sparato.
Il panico dilaga in quella stanza. I ragazzi sono terrorizzati e sconvolti e si rifiutano uno dopo l’altro di sparare alla professoressa Keating, nonostante lei li provochi per scatenare la loro rabbia e il loro odio. Ma ci riesce con Wes.
Inizialmente anche lui stava per tirarsi indietro, ma Annalise mette il dito nella piaga ancora aperta del ragazzo: gli comunica che Rebecca è morta. Rebecca è sempre stata morta, anche quando lei gli prometteva che non lo era, che era solo fuggita, che stava bene. Tutte bugie. Rebecca è morta, e Annalise gli ha mentito spudoratamente. Wes impugna la pistola con gli occhi fiammeggianti d’odio, la mano che trema per la rabbia e il dolore, e punta alla gamba di Annalise esattamente come lei desidera.
Ma poi qualcosa avviene nella sua testa, il suo odio scintilla e scoppietta come un ceppo al fuoco e la canna della pistola non punta più la gamba, ma l’addome della donna. Giusto un attimo di esitazione in cui Laurel e Annalise urlano, e spara. Wes spara all’addome di Annalise e il sangue schizza; non contento, sembra volerle sparare anche quando la professoressa è distesa sul pavimento e agonizzante. Ma qualcosa lo blocca. Annalise sussurra qualcosa, tra il dolore e lo sgomento un nome si fa ripetutamente spazio tra le sue labbra tremolanti: Cristophe.
Wes spalanca gli occhi e la bocca, sconvolto, e parte l’ennesimo flashback, risalente a dieci anni prima. Wes è un ragazzino ed è interrogato da una donna in seguito al suicidio della madre. La donna lo chiama Cristophe. Dietro al solito finto specchio ci sono due persone che assistono all’interrogatorio del piccolo Cristophe e si chiedono, con rammarico e rimorso, cosa hanno fatto: Annalise e Eve, l’(ex) amante di Annalise e avvocato penalista che ha difeso Nate.

Il titolo dell’episodio è stato il fiammifero che ha acceso la miccia e l’episodio è stato davvero esplosivo. Decisamente al di sopra di ogni aspettativa.
Per cominciare, la sensazione era che qualcuno avesse sparato ad Annalise tradendo la sua fiducia e cogliendola di sorpresa, e invece no; le ha sparato Wes, è vero, ma su sua richiesta, e solamente dopo che la stessa Annalise aveva praticamente supplicato ogni ragazzo. Sembrava che Bonnie potesse avere un ruolo attivo nel tentato omicidio di Annalise, la scorsa puntata l’aveva fatta sembrare l’organizzatrice del complotto, e invece ne è completamente estranea.
E poi, chi avrebbe mai immaginato una morte simile per la Sinclair? Investita da un Asher furente e completamente fuori di sé a seguito del suicidio del padre. È vero che negli episodi precedenti tra loro non ci fossero buoni rapporti, ma nulla lasciava prevedere un risvolto simile. E così Asher, l’unico innocente di quella combriccola, si è macchiato di omicidio. Una specie di battesimo che lo rende finalmente parte integrante del gruppo.
Resta inspiegato che tipo di rapporto ci sia tra Catherine e Philip e cosa succede esattamente alla ragazza, per non parlare del coinvolgimento ancora poco chiaro di Annalise nel passato di Wes. Peccato, per questo dovremo aspettare ancora un bel po’.
Gran parte dei flashback che abbiamo visto in ogni puntata di questa metà stagione sono stati ripercorsi, quasi ogni tassello si è congiunto con gli altri come durante la costruzione di un puzzle. Ma il puzzle non è affatto finito, il quadro non è completo, e se molte domande hanno avuto risposta ce ne sono alcune che continuano a non averne, per non parlare delle nuove domande sorte.
How to Get Away with Murder si rivela una fonte continua di curiosità, un tornado di colpi di scena, un’onda di emozioni che travolge e tiene lo stomaco stretto in una morsa per tutta la durata di ogni episodio. Una droga che crea dipendenza, una droga di cui si ha sempre più voglia.
Questa volta l’ansia scaturita dai momenti finali dell’episodio è destinata a durare più del solito, infatti il prossimo appuntamento con la 2×10 sarà addirittura l’11 Febbraio 2016! Fino ad allora ci toccherà rimuginare su ciò che è successo.
Consoliamoci con la celebre frase di Gatthold Ephraim Lessing: “l’attesa del piacere è essa stessa il piacere”. Di certo la nostra attesa non sarà meno pesante e lunga, ma almeno sarà… poetica.

Written by Roberta Cirafici

"Quando mi sono alzata stamattina, ero la stessa?
Quasi mi par di ricordare che mi sentivo un po' diversa.
Ma se non sono la stessa, la domanda seguente è: chi diavolo sono io?"
L. Carroll

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